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Il problema di Trieste è che non c'è ancora la scritta Trst, ma se la chiami Trst si entra nell'inferno di Dante






Se sei incuriosito dal nome Trst, e per caso chiami Trieste Trst, verrai semplicemente massacrato. Chiunque tu sia. Anonimo, o personaggio pubblico. ( vedi quanto riportato su Trieste prima)

Eppure continua a non essere rispettata a Trieste la legge 38 del 2001, ma non solo a Trieste, penso a Gorizia ad esempio. Sussiste una sorta di voluta omissione e si continua a violare proprio il cuore e l'essenza della specialità del FVG. Quello di leggere, ad esempio, appena entrati in città, un cartello con scritto benvenuti a Trieste/Trst, o semplicemente Trieste e Trst,è oggi una cosa improponibile e non vi è legge che tenga. A Trieste, questo se pol. Il motivo? Le solite vecchie, antiquate, arcaiche, paranoie nazionalistiche, che hanno unito, però, per non turbar la purissima sensibilità italianissima, destra e sinistra governativa nel corso del tempo. La presa di Trieste è coincisa con l'avvento del fascismo, prima ancora che nel resto d'Italia, caduto il fascismo, verrà annessa alla Germania nazista, dove è stato partorito il mostro della Risiera, poi arriveranno i partigiani jugoslavi, che libereranno la città dall'invasore nazifascista, 42 giorni di amministrazione provvisoria gestita dal comitato esecutivo italo-sloveno, ricordati, per diverse vicissitudini, non in modo idilliaco, poi i poteri provvisori passeranno al GMA, poi tra TLT sì e TLT no, con il Memorandum di Londra, passando per la Costituzione della Regione FVG, ed il Trattato di Osimo, si chiuderà una pagina di storia complicata. Non avere il coraggio di scrivere Trst a Trieste, significa essere deboli, significa che il nazionalismo ha ancora paura, significa che è debole, significa che è semplicemente ottuso, fuori da ogni tempo minimo e massimo di comprensione.

Marco Barone 

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