Il maestro carnico Bertoli ed i grandi del '900 nel cuore di Tolmezzo dove l'arte si fa strada

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Quando parliamo di un uomo come Bertoli – nato a Illegio nel '33 – dobbiamo prima di tutto immaginarci cosa significava nascere in Carnia in quegli anni. Significa che la manovalanza, il lavoro duro, la fatica vera, tu la conosci fin da ragazzino, la tocchi con mano. Eppure, questo signore poi si occupa di design, fa il marketing pubblicitario... Ma la cosa straordinaria è un'altra: Bertoli è quel classico tipo di artista autodidatta con un talento talmente puro, talmente innato, che tu ti rendi conto che merita assolutamente di essere riscoperto, esplorato, capito fino in fondo. La prima vera svolta, la prima personale, arriva a Tolmezzo verso la fine degli anni Settanta, dopo le esposizioni alla galleria del Girasole di Udine. E oggi, la grande mostra di Palazzo Frisacco, sempre a Tolmezzo, è davvero il coronamento perfetto di una vita intera. Perché li vedete, i suoi quadri: dalle nature morte a questa pittura figurativa che è, in sostanza, una fotografia del quotidiano. È l...

I titoli di studio ed i ministri. Quando la legge delle "competenze" non è uguale per tutti.Aboliamo allora i concorsi pubblici per la PA



Non dirò nulla di nuovo rispetto a quello che è già noto. Però, rileggendo i titoli di studio di chi ha responsabilità di governo fondamentali, delle piccole incazzature emergono. Alcuni esempi per capire come funziona la società delle competenze in Italia. Come ministro della difesa, nel Governo Gentiloni, viene confermata la Pinotti. Titolo di studio per fare e continuare a fare il ministro della difesa? Laurea in lettere moderne. Chi ci metto alle infrastrutture e trasporti? Un tecnico? No. Un ministro con laurea in medicina. Al ministero del lavoro abbiamo un ministro diplomato come agrotecnico, All'istruzione, ministro con laurea non pervenuta, ai beni culturali, un ministro laureato in legge,alla salute un ministro con diploma di maturità classica, ed alla giustizia un ministro con la maturità scientifica, allo sport un ministro con laurea in scienze dell'amministrazione, all'interno un ministro laureato in filosofia , il presidente del Consiglio è un giornalista. Ora, sicuramente molti di costoro hanno maturato diverse esperienze nel campo. Così come è vero che il loro compito da nominati è quello di dare l'indirizzo politico, il lavoro sporco viene fatto dai funzionari dei ministeri, dai tecnici. Non so se nel resto dell'Occidente abbiamo dei casi del genere, dove al ministero della salute ci metti mica un medico, ma una persona che si è fermata alla maturità, ed all'istruzione una neanche laureata. Quello che è certo è che se l'esempio viene dall'alto, come dare torto a chi decide di fare le valigie ed andare via dall'Italia?  La democrazia consente a tutti di essere candidati e di candidarsi, abbiamo avuto sindaci e candidati a sindaco con la terza media, assessori nominati senza competenze specifiche nel campo in cui sono stati collocati. Poco importa. Ma a cosa servono i concorsi nella PA? Una presa in giro. Quando intere generazioni, si son fatti un mazzo enorme per laurearsi, studiare, con sacrifici immensi fatti dalle proprie famiglie, e poi, quando, nel 2016, continuano a vedere governi, nazionali e non, costituiti da persone che non hanno neanche il titolo di studio minimo per gestire settori complicati e dove sono necessarie assolutamente delle competenze, che dire? Che la logica della nomine alla prima repubblica non è mai tramontata. Ed allora aboliamo i concorsi nella PA, per fare l'insegnante, seguendo quella logica, basta un semplice diploma, il medico lo può fare un diplomato in maturità classica, il questore un laureato in filosofia, il giudice un diplomato. Aboliamo le lauree a questo punto, anche le università, tanto in Italia quello che conta è stare dalla parte giusta per essere nominato.E meno male che questa doveva essere l'epoca della rottamazione del vecchio modo di fare e concepire la politica.

Marco Barone 
 
 

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