Passa ai contenuti principali

Questione immigrazione: si è oggi in uno stato di "guerra civile" dialettica, che il FVG sia da esempio contrario


Rilevo che l'Assessore regionale alla cultura, sport e solidarietà, Gianni Torrenti, ha colto bene la direzione che voleva intraprendere la mia dura osservazione come pubblicata dal Piccolo di Gorizia. Il FVG, soprattutto nel '900 ha conosciuto tragedie e drammi come un mero unicum nell'Europa, un concentrato di eventi storicamente enormi che ancora oggi fomentano dibattiti e controversie. Ma la solidarietà è stata la perla che ha sempre unito in questo regione nei momenti drammatici, ed è per questo che provo un senso di incredulità quando si assiste a situazioni come quelle di Gorizia, alla vicenda del Silos di Trieste, ultimamente ai fatti di Udine od Aquilinia. Certamente vi è chi non aspetta altro che fomentare il tutto per fini ed intenti politici, anche con una dialettica volgare e squallida. In linea di principio il voler realizzare in FVG il modello diffuso di accoglienza era (ed è) una cosa enorme ed assolutamente condivisibile. Ma non può funzionare, ed in parte non ha funzionato, senza la collaborazione degli Enti Locali tutti. L'articolo 3 della Costituzione si applica anche allo "straniero" che qui viene accolto, senza dimenticare la legislazione sia essa nazionale che regionale che assegna ai Comuni specifici compiti necessari a garantire alle persone, anche se temporaneamente presenti sul territorio, diritti di cittadinanza sociale, ecc.  Ora, il recentissimo Decreto legislativo 18 agosto 2015, n.142 attuativo della direttiva comunitaria 2013/33/UE e 2013/32/UE, entrato in vigore dal 30 settembre 2015,assegna poteri importati al Prefetto.  Non può essere delegato tutto alle Prefetture, ma è arrivato il momento che le Prefetture utilizzino il pugno duro, superando i Comuni volutamente dormienti e coinvolgendo la cittadinanza in processi decisionali vitali. Il Decreto sullo stato di emergenza si è perso per strada, e magari questo avrebbe risolto situazioni come quelle di Gorizia, ad esempio. Forse è il caso di riproporlo? Così come è necessario comunicare, informare, la cittadinanza, su come l'accoglienza funziona dove funziona, quali sono le opportunità anche per gli italiani. Ad oggi si sa poco e nulla in un sistema ove il volontariato continua a farsi un mazzo enorme per sopperire lacune enormi, e ciò non va bene. 
Così come dovrebbe essere lo Stato a centralizzare il sistema dell'accoglienza ponendo fine al sistema degli appalti. Si determinerebbero migliaia di posti di lavoro, con datore di lavoro lo Stato, in Italia e centinaia nella nostra regione a favore dei disoccupati, in un territorio economicamente sofferente come il nostro. Così come è necessario potenziare la Commissione Territoriale, ad oggi risultano poco più di 862 ricorsi per richieste d'asilo respinte. Ma i Tribunali intasati e senza organico vivono situazioni di difficoltà, si deve investire per la certezza del diritto perchè ci possa essere certezza nell'accoglienza. Se qualcuno vede come soluzione il palliativo estetico dei militari per le strade delle nostre città ciò non mi stupisce, perchè in linea con quell'ondata di ignoranza e semplicismo e banalità del male che ci sta conducendo verso una sorta di "guerra civile", ad oggi dialettica, e speriamo che rimanga solo tale.

Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Barcellona, il giorno dopo il 17 agosto