Passa ai contenuti principali

Se per la Regione FVG le priorità alla Fincantieri sono le strade mentre ritarda il protocollo di legalità



Ai primi di novembre 2016 si è svolto l'incontro, presso il palazzo della Regione del FVG, su alcune problematiche riguardanti la Fincantieri di Monfalcone. I problemi sono ultra noti, molti dei quali iniziati alla fine degli anni '90, con l'esasperazione della esternalizzazione, nell'ottica di quella globalizzazione che nella società di oggi ha comportato un mero impoverimento dei diritti sociali e ridotto ai minimi termini i diritti del lavoratori. I dipendenti diretti nello stabilimento monfalconese oggi sono meno di 1500 rispetto ai 5.000 che mediamente operano ogni giorno. In un territorio ove è ben nota la presenza della camorra ed anche della 'ndrangheta e dove la disoccupazione è enorme, nella provincia di Gorizia si arriva a circa al 10% della popolazione ivi residente, se non di più.

Per la Regione, a quanto pare, non si è perso tempo per procedere alla progettazione della bretella di Panzano, la cosiddetta via dei canneti, che consentirà di deviare il traffico dal centro abitato i cui lavori potranno essere avviati all'inizio del prossimo anno ed entro la fine del 2017 la strada dovrebbe essere realizzata. Oppure il progetto del Comune di Staranzano, finanziando la progettazione dell'accesso alla zona industriale Schiavetti Brancolo che si svilupperà all'interno del Consorzio, sempre nell'ottica di migliorare la viabilità della zona. Cose necessarie, certo, forse, chissà.

Ma emerge una grande perplessità sulle motivazioni adottate sulla questione del protocollo della legalità. Nel Comunicato del 4 novembre si legge: "La presidente della Regione ha approfondito, poi, le tematiche sugli appalti e sui subappalti a partire dal protocollo di legalità, strumento preventivo verso possibili tentativi di infiltrazione negli appalti da parte della criminalità, che dovrebbe essere sottoscritto da tutti gli stabilimenti Fincantieri a livello nazionale. Come è stato indicato, sono necessarie le linee guide nazionali per poi procedere a livello locale che avrà una sua specificità per lo stabilimento monfalconese e sul quale la presidente ha ribadito il suo impegno. Serracchiani ha altresì sottolineato l'importanza dei controlli e della legalità e si è inoltre fatta carico di promuovere un ulteriore incontro con l'Azienda per trovare delle soluzioni ai temi affrontati oggi."

Aspettare la linea nazionale? Mi spiegate, allora, perchè ad Ancona nel 2015, per la durata di tre anni, un patto di legalità con la Prefettura è stato stipulato? Con esso la Prefettura di Ancona e la società Fincantieri S.p.A. hanno stabilito una cooperazione rafforzata al fine di prevenire e ridurre i rischi di infiltrazioni e interferenze della criminalità organizzata in tutte le attività della società Fincantieri S.p.A. svolte nel cantiere di Ancona. Nel teso del protocollo si legge che "Il partenariato strutturato si applica ai fenomeni di criminalità organizzata, nonché a tutti i fenomeni di criminalità comune che rivelino, per la loro natura o per le loro modalità esecutive, possibilità di collegamenti con la criminalità organizzata o con forme di illegalità diffusa contigue alla stessa criminalità organizzata":

Ed emergono diversi strumenti, come “Piani Operativi di Sicurezza Antimafia” (POSA), attivazione di servizi di “business intelligence” in via continuativa e su tutta la filiera di imprese operanti presso il proprio cantiere di Ancona (Appaltatori o subappaltatori) per le verifiche della sussistenza dei requisiti reputazionali, tecnici, economici, patrimoniali e finanziari, in fase sia preventiva che successiva all’assegnazione di lavori e/o servizi e trasmissione degli esiti alla Prefettura a supporto preliminare delle informative antimafia; estensione delle verifiche ai fenomeni del lavoro nero e alla sicurezza dei luoghi di lavoro; “Revisioni Antimafia Indipendenti” (R.A.I.): attivazione su tutta la filiera di imprese operanti presso il proprio cantiere di Ancona a campione o su segnalazione di controlli revisionali indipendenti, su efficienza, efficacia ed effettività delle misure e delle procedure operative antimafia in esecuzione.

Certo, non è che il protocollo di legalità risolve tutti i problemi, e difficilmente risolverà quelli storici di Monfalcone, che hanno origine politica, storica e sociale ben nota, però delle perplessità sorgono sul fatto che a Monfalcone questo protocollo latita.

Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?  Scopriamolo con il nuovo regolamento  urbano" che entrerà in vigore in città a partire dal 2 aprile 2017.  
Testo scritto rigorosamente ed esclusivamente in italiano, perchè il bilinguismo a Trieste è un non diritto. Disposizioni che dovranno conoscere anche coloro che si troveranno a Trieste di passaggio, per evitare che magari possano incorrere in qualche spiacevole sanzione. Buona lettura, magari con un sano bicchierino di amaro digestivo alle erbe.
***A salvaguardia e tutela degli spazi ed aree pubbliche ricadenti nel territorio del Comune è vietato: nelle fontane introdursi ed introdurre sostanze liquide imbrattanti, abbeverare ed introdurre animali, utilizzare o prelevare l’acqua, bagnarsi, estrarre o comunque raccogliere le monete o altri oggetti di valore gettati dai proprietari, in omaggio a tradizioni e consuetudini locali, in quanto tali oggetti devono intendersi acquisiti dal Comune con effetto immediato per essere dest…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste e Gorizia esplode l'austronostalgia

Wu Ming 1, scriveva: "Se devo scegliere tra sparare agli Asburgo in nome dei Savoia e sparare sui Savoia in nome degli Asburgo, grazie, ma preferisco sparare su entrambi. Come si legge nel Re Lear, “il tempo della vita è breve, e se viviamo, viviamo per calpestare i re”."E' innegabile che tra Gorizia e Trieste vi sia ancora una sorta di austronostalgia, anche se a dirla tutta non riesco proprio a capire come si possa essere nostalgici di un qualcosa che non è mai stato vissuto, forse ereditato a livello di testimonianza, letto nei libri, od esaltato in alcuni testi. Poco importa. E spesso ci si diverte a giostrare tra chi fosse meglio, i Borboni o gli Asburgo? E vai con l'elencazione delle opere, e delle solite ridondanti questioni . Solo che nel momento in cui implodono i nazionalismi, traballa l'ideale di Europa anche per responsabilità enormi di chi ha guidato l'Europa contro un muro di cemento armato a velocità folle, in questa piccola fetta di territo…