L'Incipit del Mito: Scarabocchio o Genio? Il caso Cy Twombly

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Prendete un nome qualunque, squisitamente borghese:  Edwin Parker, Jr. Poi dimenticatelo, perché la storia dell'arte ha preferito battezzarlo Cy Twombly . Inizia così la parabola di uno dei protagonisti più divisivi, sfrontati e assoluti del contemporaneo. Un uomo capace di spaccare in due il tempio della critica con un colpo di pastello. Da un lato, il coro dei profani indignati, pronti a giurare che un'opera del genere «saprebbe farla anche un bambino della scuola dell'infanzia» ; dall’altro, l'aristocrazia dell'intelletto che, per usare le parole di un nume tutelare come Mario Schifano , esigeva di «aprire la mente» per sintonizzarsi sui canali del nuovo che allora irrompeva tra i vicoli e i palazzi della Capitale. Il risultato? Capolavori assoluti. Incompresi dalla massa, certo, ma chiarissimi all'olfatto finissimo dei mercanti d’arte. Sia chiaro, Twombly non è nato dal nulla e non ha dipinto nel vuoto. Se il talento era puro istinto, il posizionamento soc...

Tra repressione del burkini, fertility day e reticolati e crocifissi ovunque

Non è un film dell'orrore. Ma la brutale realtà. Polizia francese che nelle spiagge invita le donne a togliersi il burkini, sanzionandole, in Italia si propone il mostruoso fertility day, ed anche la collocazione del crocifisso in ogni ovunque.Già. Parto da questo ultimo atto. Una proposta di legge leghista, depositata in Parlamento, che prevede praticamente la collocazione del crocifisso in ogni luogo, mancano solo i bagni, e se lo rimuovi rischi una sanzione fino a 1000 euro. Eppure non si deve dimenticare, come ha insegnato la storia che “ il Fascismo è veramente benemerito della religione; il Fascismo appena divenuto Governo riportò il Crocifisso nelle scuole, ed è partendo da questo primo atto che siamo poi arrivati alla Conciliazione; perché la Conciliazione si era già prima compiuta nello spirito in quanto il Fascismo aveva tradotto in varie leggi dello Stato quelli che sono i precetti fondamentali della religione cattolica.”Queste le parole espresse da un deputato nel 1929. E come è noto il presunto obbligo di esporre il crocifisso nelle aule risale ad un’epoca anteriore all’unità d’Italia. Poi, disposizioni amministrative ancora in parte vigenti, e che non sono atti giuridici primari, nonostante la caduta del fascismo e l'avvento della Costituzione, ne hanno sancito la pseudo-diffusione in alcuni luoghi pubblici, e comunque nella scuola secondaria superiore - non è prevista l'esposizione del crocifisso o consentita da alcuna norma né legislativa né regolamentare, dal momento che i regi decreti fascisti non riguardano questo grado di scuola. La laicità, la neutralità dello Stato va garantita. Il crocifisso è considerato come arredamento quando va bene, come simbolo della “civiltà europea” quando va male. A parer mio non è né arredamento, perché ciò è irrispettoso verso la religione, né simbolo della civiltà europea, perché le nostre radici sono multiformi, variegate, è nel cosmopolitismo che hanno trovato la loro forza, nella laicità, nella neutralità. Ma i tempi odierni corrono nella direzione opposta a questi valori fondanti ogni democrazia. Il problema è, ad esempio, il velo, pur essendo chiare le leggi in materia ed anche le sentenze, che ne legittimano, ad oggi, l'utilizzo. Ad esempio il tribunale di Cremona nel 2009 ha in sostanza affermato che la donna che in luogo pubblico (in un aula di tribunale) indossa il burqa – tradizionale velo islamico che copre interamente il volto, lasciando visibili solo gli occhi – non viola alcuna disposizione della l. n. 152/1975, in materia di ordine pubblico.  Non è il problema, invece, l'affissione nel luogo pubblico del simbolo religioso per eccellenza. Un conto sono i diritti individuali, un conto la neutralità dello Stato e delle sue articolazioni. Se non si rispetta la neutralità dei luoghi pubblici a rischio è la democrazia stessa. Processi reazionari, repulsione del diverso, reticolati e filo spinato contro i profughi, crociate, razzismi di ogni tipo, imposizione di regole reazionarie, confondere l'integrazione con l'omologazione, comporta l'indebolimento della nostra società democratica. E per questo che è auspicabile che a partire dalle aule dei nostri Consigli Comunali, perchè il Comune è il primo bene comune esistente, venga rimosso il crocifisso, per rispetto della neutralità, della laicità e della democrazia.

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