Passa ai contenuti principali

Amministrative Ronchi: Il Comitato non fusione non c'entra niente con l'ipotetica lista contro la fusione

Ho fatto parte del Comitato non fusione fin dalla sua costituzione, conferendo nel mio piccolo, così come tutti quelli che ne hanno fatto parte, il giusto contributo per il bene della nostra Ronchi. L'esito del referendum è stato chiaro, la fusione, quella fusione nello specifico, priva di ogni consistenza e progettualità seria, non la vuole nessuno. Ora, l'articolo 19 della Legge regionale che disciplina la materia è chiaro quando afferma che "Entro sessanta giorni dalla proclamazione dei risultati del referendum consultivo, se l'esito è favorevole, la Giunta regionale è tenuta a presentare al Consiglio regionale un disegno di legge sull'oggetto del quesito sottoposto a referendum. Resta fermo il diritto di iniziativa legislativa dei consiglieri regionali e degli altri soggetti legittimati.L'esito negativo del referendum non preclude l'esercizio dell'iniziativa legislativa di cui al comma 2." Ma per sanare eventuali dubbi, vista l'incertezza assoluta del diritto nostrano, sarebbe cosa buona e giusta pretendere dalla Regione la parola formale definitiva sul no alla fusione prima del 23 ottobre, giorno in cui si voterà a Ronchi ed anche a Monfalcone. Tutti i soggetti che hanno dato il loro contributo hanno diritto a rivendicare ciò. Ma visto quanto appreso dalla stampa, ovvero che vi è la possibilità che nasca una lista che si richiami espressamente al no fusione, tengo a precisare che non c'entra assolutamente nulla con il Comitato no fusione di cui io ho fatto parte. Forse alcuni soggetti coincideranno, ma sono due cose separate e distinte e che potrebbe creare confusione, dunque è il caso di fare chiarezza sul punto. 
Quello che ci si augura è che nessuno strumentalizzi il lavoro del comitato no fusione per fini elettorali, perchè ciò sarebbe ingiusto ed irrispettoso verso quello che il Comitato ha voluto essere e rappresentare nella sua eterogeneità e visto anche quanto è stato deciso all'interno del Comitato. Personalmente sto dando un contributo ad un progetto politico, Sinistra per Ronchi, di cui esiste anche una pagina facebook con tale nome. Una lista unitaria, il nostro sarà un lavoro sul programma che comunicheremo a breve e sulla lista per Ronchi, chiamata a realizzare il nostro programma, senza compromessi, con giovani e meno giovani, ma tutti con un solo ideale, Ronchi come bene comune da tutelare  e noi ci crediamo. Non ci piacciono i litigi "personali" o le vendette, o la politica della resa dei conti. E queste elezioni sembrano correre proprio verso tale triste direzione. Noi siamo lontani da tutto ciò, abbiamo come interesse solamente il bene della nostra comunità. Siamo consapevoli del problema "democratico" che caratterizza questa tornata elettorale. Pochi giorni per raccogliere le sottoscrizioni, e pochi giorni per una campagna elettorale degna di tal nome. Una follia. Come sinistra per Ronchi abbiamo lottato per difendere l'esistenza del nostro Comune, contro una fusione priva di ogni progettualità, e questa cosa verrà evidenziata e nel programma vi sarà una parola chiara su ciò finalizzata a salvaguardare il no alla fusione, cosa che dovrebbero fare tutti i diretti interessati appartenenti alle varie liste che hanno creduto nel no alla fusione, ma senza per questo creare confusione in materia. Noi abbiamo lavorato prima di tutto sul programma, che verrà comunicato a breve. Prima il programma poi il resto. Abbiamo operato in questo modo. E la politica da ring non ci riguarda.
Marco Barone

Commenti

Post popolari in questo blog

Per la prima volta nella storia di Ronchi arriva l'antimafia

No, nessun effetto  cinematografico. Niente sirene spiegate, palette fuori dall'auto in corsa. Niente poliziotti con il passamontagna. Ma in una regione come il Friuli Venezia Giulia non più isola felice, ma presa di mira dalla camorra e dalla 'ndrangheta in particolar modo ,quando si realizzano cantieri ed opere di una certa rilevanza bisogna metterlo in conto. Cosa? L'accesso del gruppo interforze che ha la scopo di intervenire per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti. 
Il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze  ed al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal prefetto, il gruppo interforze redige, entro trenta giorni, la relazione contenente i dati e le informazioni acquisite nello svolgimento dell'attività ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha disposto l'accesso. Il prefetto,  una volta acquisita la relaz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…