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Theresa May propone il ritorno delle Grammar Schools ed in Inghilterra esplode la polemica

In Inghilterra esiste un problema, e questo problema si chiama scuola. Vi è un gran malcontento tra i docenti, vi è una carenza significativa di investimenti, vi è un sistema molto selettivo e fortemente classista. Quando si affrontano argomenti che toccano la problematica della scuola, la stampa inglese dedica ampio spazio a ciò. Ed è esplosa una enorme polemica quando la nuova premier Theresa May, ha proposto il ritorno delle Grammar Schools. Scuole altamente selettive, che scelgono gli studenti in base alla performance scolastica, e la cui nuova istituzione venne vietata dal 1998, anche se ad oggi ne esistono poco più di 160 e ben 69 nella sola Irlanda del Nord. Se la premier inglese ha certamente ragione quando sostiene che "abbiamo bisogno di costruire un paese che funziona per tutti, e non solo per pochi privilegiati" e che ogni bambino deve avere il diritto di progredire nel corso della sua vita scolastica, sussistono enormi dubbi sul fatto che sia proprio il sistema delle Grammar Schools a garantire ciò, o quella mobilità sociale che possa essere funzionale ad una società più giusta ed equa. La cosa interessante, comunque, è il dibattito che si sta affermando in questi giorni in tutta l'Inghilterra, anche con toni aspri, pur essendo in piena estate, a dimostrazione del fatto che quello della scuola rimane un tema caldo e sentito, e che anche se qualcuno vorrebbe il ritorno ad un chiaro infelice passato, che in Italia si sta presentando come novità, dal sistema invasivo dell'Invalsi, al sistema della chiamata diretta dei docenti, quello che accomuna tutti coloro che vogliono difendere la scuola pubblica è il sacrosanto principio che questa non deve favorire processi di classismo sociale, di competizione, di selezione, ma di conoscenza, una conoscenza che deve essere garantita a tutti, un sistema ove la pari dignità sociale possa essere, appunto tale, non solo in via retorica, ma concreta.
Marco Barone 

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