Migliaia i comuni che hanno visto il proprio nome cambiato dal fascismo

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  Come tutti i regimi di ogni epoca anche il fascismo come è ben noto ha voluto il proprio marchio, il suo segno, che resiste ai tempi, nei nomi dei luoghi. Oltre ad aver sradicato identità secolari famigliari con l'italianizzazione dei cognomi e anche dei nomi delle persone, fenomeno cruento avvenuto soprattutto nelle regioni del confine, si è scatenato con una inventiva con pochi precedenti anche nella trasformazione dei nomi dei luoghi, con la toponomastica ed odonomastica. Migliaia i comuni e le località che videro i propri nomi essere stravolti, tramite il processo di italianizzazione con lo scopo di romanizzare la località, di annientarne le origini identitarie considerate come non italianissime o con lo scopo di celebrarne l'atto politico funzionale allo spirito e causa fascista. Di casi se ne registrano a bizzeffe. Da Monteleone di Calabria, diventata Vibo Valentia, a Ronchi di Monfalcone, diventata Ronchi dei Legionari per celebrare l'atto eversivo della presa di...

La relazione della Corte dei Conti sulla PA come i tagli hanno colpito la scuola




La relazione annuale della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico ben evidenzia l'accanimento che vi è stato da parte dello Stato nei confronti del settore scuola.  Una piccola inversione di tendenza vi è stata con la così detta “buona scuola”, ma non è riuscita nella sostanza a colmare e figuriamoci ad invertire quella politica di tagli consistenti che hanno interessato il comparto scuola, il più rilevante per numero di dipendenti della intera PA. Questa linea di tagli ha iniziato ad affermarsi in particolar modo con la manovra finanziaria per il 2009 (anticipata all’estate attraverso l’emanazione de decreto legge n. 112 del 2008), che disponeva una razionalizzazione del sistema scolastico, con una prefigurata robusta riduzione del numero di cattedre e del personale amministrativo, la sospensione dell’efficacia di alcune leggi speciali, un maggior controllo sulla contrattazione integrativa, più rigorosi vincoli alle facoltà assunzionali. A questa poi si è aggiunta, quella che la Corte dei Conti definisce come “ La sterilizzazione del triennio 2010-2012, prevista dall’art. 9, comma 23 ai fini della maturazione dell’anzianità necessaria per l’attribuzione di classi stipendiali superiori in favore del personale della scuola, risultava già in parte depotenziata in sede di conversione del decreto legge n. 78 del 2010.”
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