Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

L'Intervento di Sgarbi a Trieste? Difficilmente incrementerà voti per Dipiazza

Il vero punto di svolta per il futuro di Trieste, che fa gola a molti, è l'immensa area del Porto Vecchio, che in questo caso vede sia Cosolini che Dipiazza, che il 19 giugno si confronteranno al ballottaggio, sulla stessa posizione per quanto concerne il recupero di quell'area dove sono previsti investimenti consistenti. A sostegno di Dipiazza in piazza della Borsa a Trieste insieme a Matteo Salvini è intervenuto Vittorio Sgarbi. Sgarbi è da diverso tempo che frequenta Trieste. Nel 2011 ha avuto un ruolo importante nella nota biennale di Trieste presso il Magazzino 26 di Porto Vecchio. Nel 2015 ha illustrato il progetto di recupero di alcuni magazzini portuali ed una foto pubblicata sul Piccolo lo vedeva insieme all'uscente Sindaco del Pd tutti sorridenti.

I sorrisi, se mai sono stari reali, sicuramente nel giorno 11 giugno del 2016 sono venuti meno tra Sgarbi e Cosolini. Sgarbi ne ha dette di tutti i colori contro il Sindaco Cosolini, ma anche ha parlato, in modo del tutto improprio e volgare, di "culattoni" e non solo, riferendosi alla questione del matrimonio tra le coppie omosessuali, che come è noto hanno visto troncato nel testo della così detta Cirinnà, la voce "fedeltà", perché nessuna assimilazione con il matrimonio ordinario doveva essere osata, nel Paese ostaggio dei peggiori valori medioevali in tema di diritti umani. Ma ha addirittura ringraziato la Lega Nord di aver difeso il "friulano" come lingua, e dire ciò a Trieste, per chi conosce Trieste, è una cosa a dir poco singolare e che difficilmente porta voti, viste le rivalità storiche tra triestini e friulani. Per non parlare del fatto che secondo Sgarbi la Lega praticamente avrebbe raccolto il pensiero di Pasolini, trasformando quello che lui considera come dialetto, il friulano, in lingua. 

Molte sono state le reazioni di indignazione nei confronti delle parole espresse da Sgarbi. Certo, gli ultras della destra sicuramente hanno apprezzato quello che lui ha detto, basta vedere ed ascoltare i sorrisi delle persone presenti in piazza della Borsa, che hanno percepito con ilarità, giudizi ed opinioni a dir poco pesanti. Ha parlato più che alla pancia dei triestini, alle ascelle dei triestini, verrebbe da dire, alcuni hanno riso, altri si sono giustamente imbufaliti quando hanno visionato il video del suo intervento. 
Il suo intervento difficilmente sposterà voti a favore di Dipiazza, probabilmente muoverà qualcosa sul fronte avverso, in una campagna elettorale all'ultimo voto dove Cosolini è chiamato ad una rimonta quasi impossibile, in una città che rischia di avere nella lega nord, se vincerà Dipiazza, una forza motrice vitale.  Una cosa è certa,  il futuro di Trieste passa dal Porto Vecchio, tutti gli interessi ruotano lì e su ciò si deve riflettere attentamente e monitorare con attenzione quello che accadrà sino al 19 giugno.

Marco Barone 

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