Il Villaggio dell'Arte di città fiera di Udine: Quando la Bellezza Conquista l'Insolito

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  L'arte non chiede permesso. Non cerca templi sacri per esistere, ma conquista spazi ovunque , vibrando laddove l'umanità si ritrova, anche nei luoghi più inaspettati. Nel cuore di Udine, capitale del nostro Friuli, tra le geometrie quotidiane del Città Fiera, è fiorito un manifesto di pura meraviglia: uno spazio espositivo in movimento , battezzato con grazia "Il Villaggio dell'Arte" . Questa alchimia visionaria nasce dal desiderio di Antonio Maria Bardelli e dall’energia dell’imprenditrice Elena Iuri (amministratore unico di City Adv e coordinatrice del progetto), guidata dal segno colto del noto designer e direttore artistico Stefano Borella — orgoglio del territorio, recentemente selezionato nella giuria internazionale del prestigioso Prize Designs for Modern Furniture + Lighting 2026 . Il percorso inaugurale si rivela come un viaggio in due tempi, un ponte teso tra l'emozione pura e la memoria storica attraverso due mostre straordinarie: "Oltre lo...

Se la Governatrice/Presidente del FVG scende in campo per sostenere il MOSTRO



Quando il Sindaco di Ronchi prese una posizione netta e chiara di contrarietà al processo della fusione di Ronchi con Monfalcone si verificò un vero e proprio putiferio. Ora che a scendere attivamente in campo è addirittura la Governatrice o Presidente del FVG pare essere tutto lecito e normale. Ogni stato di neutralità è venuto meno. Ma ciò non mi stupisce. D'altronde il sistema scellerato delle UTI è funzionale alle fusioni e le fusioni sono funzionali alle UTI ma non solo. Con l'abrogazione, finalmente, delle Province, si propone, purtroppo, la possibilità di realizzare le città metropolitane. E come già avevo denunciato recentemente il destino del monfalconese pare essere quello di finire presto o tardi sotto Trieste. Una sorta di ritorno a casa, penseranno molti, dopo gli effetti del Trattato di Pace del 1947. Per Gorizia, se riuscirà la fusione con la creazione del Comune di Monfalcone Ronchi Staranzano, noto come MOSTRO, sarà il colpo di grazia a causa di quella perdurante decadenza che ad oggi pare essere indomabile. Perché tutto si sposterà su Monfalcone per poi finire sotto Trieste. E Gorizia, che intanto si gode il primato della UTI dell'Alto Isontino, il suo piccolo feudo, se già oggi conta meno di niente, non conterà, domani, assolutamente nulla con tutte le conseguenze che ne deriveranno. E' in corso una riorganizzazione del territorio enorme che condizionerà non solo i processi governativi che verranno ma anche la spartizione del potere che, ad oggi, visto il vento che soffia e come soffia, corre verso il renzismo ed il decisionismo. Insomma se il combinato disposto dell'Italicum con la riforma della Costituzione apre le porte al decisionismo pieno e puro, ergo autoritarismo del terzo millennio, il combinato disposto della fusione di Monfalcone, Ronchi e Staranzano aprirà un varco enorme per la consegna di questo territorio a Trieste, e la decapitazione di Gorizia. Qualcuno dall'alto ha deciso che l'Isontino deve sparire dalla geografia politica, spartito tra Trieste ed il Friuli. Ciò potrà essere legittimo, ci mancherebbe, ma avessero almeno il coraggio di ammettere le cose come sono e come dovranno essere. Invece qui si procede, passo dopo passo, a realizzare un disegno che pare essere per quanto lampante, in verità nascosto. Ma la discesa in campo della Governatrice del FVG determina un peso diverso al voto del 19 giugno. Non sarà solo un voto per la fusione, ma anche politico che avrà certamente delle ricadute all'interno del PD e forse anche nel Governo della Regione. E purtroppo il fatto che questa consultazione sia stata in parte trasformata in una lunga e costante notte dei lunghi coltelli all'interno del PD spingerà la gente ad astenersi rendendo incerto l'esito del voto. Anche perché non vi è il quorum per la validità. Certo, il no ad oggi pare essere maggioritario a Ronchi, ma delle sorprese, amare, non sono da escludere, perché i fusionisti hanno schierato in campo i più potenti mezzi e Ronchi, terra ove è nata la resistenza, dovrà dare ancora una volta prova di saper e voler resistere nei confronti di questa fusione priva di progettualità ma che mira complessivamente a depotenziare l'Isontino e favorire chi vorrà la città metropolitana in una regione, come quella nostra, che è sempre stata caratterizzata da tanti e piccoli Comuni, ma questi tanti e piccoli Comuni sono un sassolino nella scarpa da gettare via nell'epoca del decisionismo.

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