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Caso Moro: la denuncia di Gero Grassi sul caso della FIAT 128 auto ritenuta di "colleghi"

Gero Grassi è uno dei più attivi ed anche schietti nella Commissione d'Inchiesta sul caso Moro. E non a caso più di una volta sono emersi battibecchi e forme di mancanza di rispetto nei suoi confronti perché osa chiedere ciò che non si dovrebbe chiedere, in una Commissione dove sono diversi i casi di persone ascoltate come persone informate sui fatti e che spesso si sono perse nel canonico non ricordo o che lì si sono presentate senza neanche prepararsi, affrontando il tutto con una superficialità sconvolgente, come a dire, questa Commissione non serve ad un fico secco. Sulla utilità delle Commissione parlamentari d'inchiesta vi sarebbe molto da dire, ma se per una volta vi è qualcuno o più di qualcuno che cerca di avvicinarsi a ciò che tutti sanno ma che nessuno vuole riconoscere, a quella verità nascosta ma che è destinata a venire prima o poi fuori, ebbene queste persone vanno sostenute. E' da anni che seguo la vicenda del caso Moro, come tanti, d'altronde, e ben si è capito che le BR non hanno potuto fare tutto da solo e probabilmente sono state semplicemente uno strumento, e la copertura per quello che appare avvicinarsi ad una strage di Stato che altro, visto che non solo Moro ha perso la vita ma anche la sua scorta.
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Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


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