Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

La strada delle due guerre che unisce Gorizia con Trieste, il " Vallone"







Parte dal «roccione di Randaccio» e dai «Lupi di Toscana», per arrivare alle porte della "Santa" o "Maledetta" Gorizia. La strada del Vallone, ufficialmente Strada Statale 55 dell'Isonzo unisce il territorio di Trieste con quello di Gorizia, attraversando momenti di storia importanti e devastanti. La strada delle due guerre, la "grande guerra" e la guerra di liberazione. Monumenti ai partigiani, e rimanenze della prima guerra mondiale ti ricorderanno ciò. Come la cappella Ungherese, che sfiorerai, come il cimitero di Merna/Miren , dove la mano francese ha diviso corpi ed anime nel nome della pace. Quando attraversi quella strada, che ti regalerà momenti di stupore in alcuni momenti dell'anno, giunto in prossimità di Rupa, potrai perderti nella immensità delle montagne innevate,che cercano di donare normalità ad un luogo devastato dalle atrocità. Luogo di attesa, luogo di conquista, luogo di liberazione, luogo di strage, come Peteano, a pochi minuti da questa lunga e tortuosa strada. Il solco del Vallone antico alveo del sistema fluviale Isonzo, Vipacco, è il solco dove i pensieri si perdono oggi nella frenesia di dover arrivare a destinazione.  Qui l'uomo ha vissuto e visto il buio della paura, ha ascoltato il rumore del fango, orco senza anima che non ha salvato uomini e donne dalla ferocia della guerra. Qui uomini hanno respirato l'aria umida e stanca di una vita che ora vivi con frenesia, nelle grotte della burocrate città ove siam schiavi, qui hanno combattuto contro ogni idea di schiavitù per quella libertà che  ora con naturalezza vivi, viaggiando con la tua auto, moto o bicicletta, per le vie del Vallone. Una strada che ha origine con i simboli dell'irredentismo italiano e fine con quella scritta Tito che domina il monte che sovrasta Nova Gorica, in queste due fotografie immobili nel tempo, vi è tutta la storia della strada del Vallone, che meriterebbe di essere raccontata, oltre che per la sua peculiarità paesaggistica, a dir poco meravigliosa che poco ha da invidiare alla splendida strada costiera, soprattutto per il suo carico di storia. Meriterebbe di essere raccontata con gli occhi di oggi, attraverso i fatti e gli eventi di ieri. 

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