Passa ai contenuti principali

Il manifesto dei comunisti italiani,austriaci e jugoslavi per l'autodecisione e libertà della Slovenia



Era il 1934, il fascismo nel confine orientale era ben rodato, con tutte le sue peculiarità nefaste e le sue violenze soprattutto contro gli sloveni. In tale contesto storico verrà scritto un manifesto dal Partito comunista dell'Austria, della Jugoslavia, e d'Italia nel quale emergerà la posizione da assumere sul problema della Slovenia.  Un manifesto chiaro, univoco nella sua direzione e fermo. 
Fermezza che caratterizzerà il suo contenuto sino alla chiusura quando, senza tanti giri di parole, si scriverà: " La linea politica fissata da questa dichiarazione è obbligatoria per tutti i compagni .Chi non lavora e non lotta per realizzare questa linea politica, chi pone delle riserve  al diritto dell' autodecisione ed all'appoggio che deve essere dato alla lotta nazionale rivoluzionaria  del popolo sloveno non è un comunista, ma un opportunista contro il quale si deve combattere." 
Nel manifesto si legge che i Tre partiti " sono per l'autodecisione del popolo sloveno, senza alcuna riserva, e sino alla separazione degli sloveni dagli Stati imperialistici che oggi li opprimono e che sono la Jugoslavia l'Austria e l'Italia. Lo stesso diritto di autodecisione deve essere concesso agli altri popoli e minoranze che si trovano sul territorio abitato in prevalenza dagli sloveni.I tre partiti hanno deciso di concretizzare e completare la parola d'ordine di autodecisione sino alla separazione colla parola d'ordine della lotta per l'unione del popolo sloveno. I partiti comunisti dei tre Paesi, Italia, Austria e Jugoslavia appoggiano senza riserva alcuna la lotta rivoluzionaria del popolo sloveno per la sua liberazione per l' unità e lotteranno con esso per il raggiungimento di questo scopo. (...) Infine i comunisti dei tre paesi si impegnano a lavorare con tutte le loro forze per preparare ed estendere le lotte quotidiane delle masse contro tutte le forme concrete dell'oppressione nazionale del popolo sloveno da parte della borghesia italiana serba ed austriaca ( contro la chiusura delle scuole slovene, contro la persecuzione della lingua e della letteratura slovena, contro le imposte e i sequestri, contro i privilegi economici a danno degli sloveni, contro ogni misura di colonizzazione e di snazionalizzazione, perché gli sloveni facciano il servizio militare nelle loro regioni ecc)"

Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Nella Gradoaustronostalgia i commercianti dicono no ai richiedenti asilo a rischio l'immagine. Pazzesco

L'immagine è tutto. Niente immagine, niente business. La partita a ping pong si gioca tra Grado e le sue frazioni, con la Prefettura che svolge il ruolo di osservatore, ma prima o poi dovrà fischiare la fine di questa partita ed una decisione andrà presa. Se a Fossalon si è assistito a di tutto e di più, dalla deprimente marcia dei trattori, fumosissima visto che non ci sarà, a pensieri figli di una visione distorta del mondo, come se chi voleva ospitare 18 richiedenti asilo si apprestasse a dare accoglienza a 18 criminali incalliti, a Grado si assiste alla reazione di chi ha voce e peso economico importante. Il mondo del commercio. Sul Piccolo del 15 ottobre si apprende che  «Ormai da qualche settimana - ha spiegato il responsabile locale di Confcommercio, Fumolo - si parla dell'ipotesi di ospitalità ad un gruppo di migranti anche da parte del Comune di Grado e la nostra associazione di categoria esprime preoccupazione per le ripercussioni negative che questa azione potr…