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Fusione dei Comuni, attenzione alla riorganizzazione delle scuole

Il 19 giugno si svolgeranno dalle ore 8 alle ore 20 le votazioni per il referendum per la fusione di Ronchi e Staranzano, con Monfalcone e non è previsto quorum per la validità della consultazione. Dunque è fondamentale recarsi al voto e votare, a parer mio, no a questo tipo di fusione che non porterà alcun tipo di beneficio, né dal punto di vista democratico, né dal punto di vista dei servizi, a Ronchi e Staranzano. Tra le problematiche che andranno appurate vi è quella delle scuole. E' più che evidente che un simile processo di fusione rischia di comportare una riorganizzazione del sistema scolastico che ora è suddiviso tra i tre Comuni. Con tutte le conseguenze che ne possono derivare. In base al controverso piano del dimensionamento scolastico sussistente in FVG entro l’anno scolastico 2017 -2018 tutte le autonomie scolastiche di ogni ordine e grado dovranno essere strutturate con un numero di alunni non inferiore a 600 unità, anche al fine dell’assegnazione del DS e del DSGA, tenendo conto del trend demografico degli ultimi anni e delle iscrizioni nel triennio precedente. Per le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado comprese nei territori montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche (friulano, sloveno e tedesco), il sopraccitato limite di cui al punto sopra viene ridotto a 400 studenti. Guardando a Ronchi, come è noto, vi sono due scuole dell'infanzia, due primarie, una secondaria di primo grado per un totale di cinque plessi per un totale di poco più di 600 studenti. Ed in più vi è la scuola slovena primaria e quella dell'infanzia che appartiene all'I.C di Doberdò. Nel caso della riuscita fusione è difficile immaginare, in tal senso, un cambiamento nell'immediatezza, anche perché come è ovvio che sia, dovrà farsi notare prima di ogni cosa la politica della carota, con quella manciata di danaro pubblico che arriverà e che sarà principalmente indirizzata a soddisfare le esigenze delle nuova macchina burocratica organizzativa che ne deriverà. Ma finito il tempo delle carote arriverà quello del bastone. Altrimenti non avrebbe alcun senso la fusione, e la fantomatica razionalizzazione, dietro le quali altro non si celano che tagli mascherati dalla riorganizzazione dei servizi pubblici e sociali e non solo. Con la fusione dei comuni, non è difficile immaginare una riorganizzazione delle rete scolastica del nuovo Comune e non si può escludere l'unificazione tra alcuni Istituti scolastici, con la perdita dell'autonomia, con lo stravolgimento delle graduatorie interne d'istituto, con il rischio che qualche docente, ad esempio, possa all'improvviso trovarsi come perdente posto e finire nell'incubo delle nuove regole della "cattiva" scuola renziana. Perdita di autonomia, significa non solo perdere la Dirigenza Scolastica,ma anche favorire uno stravolgimento della programmazione in chiave dell'offerta formativa con la lesione di tutte quelle specificità e peculiarità che nel tempo hanno interessato le scuole del nostro Comune. Dunque, per la nostra scuola bene Comune, anche per queste ragioni, i Cobas Scuola della provincia di Gorizia, invitano a partecipare alla consultazione del 19 giugno e votare No, no alla fusione dei Comuni di Ronchi e Staranzano con Monfalcone.

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Marco Barone