Passa ai contenuti principali

Dedicare questo 25 aprile a Giulio Regeni


Torturato come i nazifascisti torturavano i partigiani, ma con una differenza, i partigiani erano in guerra, Giulio Regeni era in Egitto per studiare, comprendere, conoscere. La conferenza stampa del 29 marzo è stata di una emozione unica. Ascoltare i genitori di Giulio è stato un qualcosa di indescrivibile. Trattenere le lacrime è stato difficile. Quelle lacrime che la madre di Giulio ha fermato, ed ha ribadito due volte il suo essere madre di Giulio, quando ha preso la parola nella sala Nassiryia del Senato della Repubblica. Fermate perché fino a quando non ci sarà la verità per Giulio le lacrime di una madre per il proprio figlio non potranno trovare spazio. E già questo basterebbe per comprendere il tutto. Giulio è stato rapito, torturato, ed ucciso. Pasolini direbbe sicuramente io so, e forse aggiungerebbe, questa volta ho le prove. E di indizi gravi, precisi e concordanti ve ne sono tanti, per arrivare alle cause della sua brutale uccisione, al mandante. Non è un caso isolato, è stato ribadito. Perché in Egitto di torture ed uccisioni similari ne sono già avvenute. E tante, ma ignorate. Non riguardavano occidentali, ed i fari dell'Occidente ignoravano, con grave colpa, questi crimini. Ma ora i fari sono puntati. E non basta la sola mobilitazione dell'Italia, ma è necessaria quella dell'Europa e soprattutto dell'Inghilterra, che si muove, in modo incomprensibile, in maniera certamente soft. Eppure Giulio era dottorando in economia dell’università di Cambridge, al dipartimento di politica e studi internazionali. Questo tremendo caso, ricorda molto, quello di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Il caso Alpi/Hrovatin attende ancora oggi piena giustizia. La verità, dopo anni ed anni sta venendo fuori. Altro che rapina o tentativo di sequestro andato male. Sono stati uccisi perché loro erano l'obiettivo, per le loro inchieste scomode che colpivano interessi economici e criminali enormi e specifici. Ufficiale e non ufficiale. Incidente o tortura. Depistaggi. Ipotesi che uccidono ogni volta Giulio, e non solo Giulio, ma mai quanto ora l'ufficialità si scontra con la non ufficialità. Proprio come accaduto nel drammatico caso di Ilaria e Miran. Verità per Giulio, verità per Ilaria e Miran, verità per chi, per amore del proprio lavoro, dei propri studi, dei propri ideali, è stato barbaramente ucciso. Ed è importante che il FVG e l'Italia tutta non chini la testa su questa  vicenda, è importante che anche l'Europa si faccia sentire. Ed è fondamentale stringersi intorno alla famiglia di Giulio ed alla sua comunità, non solo oggi, in questo momento di dolore, ma almeno fino a quando giustizia piena e verità assoluta e non relativa non sarà fatta. Ed anche per questo penso che sia cosa importante e giusta dedicare questo 25 aprile a Giulio Regeni.

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Ballottaggio Gorizia: cultura- dalla memoria condivisa (del Pd) a Nova Gorica e Gorizia capitale della cultura (per la destra)

Secondo appuntamento, in vista del ballottaggio, sul confronto tra i programmi elettorali, per Gorizia, tra quello a sostegno di Ziberna( destra) e di  Collini ( Pd più altre liste). Ora è il momento della cultura.  Cosa prevede il programma a sostegno di Ziberna?
Guardiamo gli aspetti più rilevanti.  Si sostiene la candidatura di  Nova Gorica e Gorizia a capitale europea della cultura. Si propone l'iniziativa "Adottiamo un palazzo", rivolto al recupero di edifici storici in degrado. Si sostengono iniziative con tutti gli operatori economici e altri partner del Sistema Gorizia, come la Cciaa e la Fondazione CaRiGo. Sarà inserita in bilancio una cifra per la promozione. Si guarda anche alla musica "della scena alternativa pop, rock, rap, elettronica, organizzate in collaborazione con le realtà associative del territorio. Concerti, danza, opera lirica e performance trasformeranno piazze e luoghi pubblici e locali in palcoscenici sotto le stelle."  Si insist…

Maturità e Caproni, dal Duce meglio di Dante al suo ruolo nella resistenza, tutto ignorato nella breve biografia

Caproni chi? Avranno pensato molti studenti. Per l'ennesima volta all'esame di maturità si propongono temi ed autori che a scuola nella quasi totalità dei casi non vengono studiati. E questo è un problema serio che ancora oggi non si riesce a superare. Probabilmente chi sceglie i temi per la maturità vorrebbe svolgere un ruolo da impulso per andare oltre i programmi canonici che nella maggior parte dei casi si fermano alle prime vicende della seconda guerra mondiale. Quella di Giorgio Caproni è una scelta difficile, ma anche un personaggio complesso. Nella biografia che accompagna il testo della prova di maturità cosa è stato scritto?  "Giorgio Caproni nacque a Livorno nel 1912. A dieci anni si trasferì con la famiglia a Genova, che considerò sempre la sua vera città e dove visse fino  al 1938. Dopo studi musicali e due anni di università, a partire dal 1935 si dedicò alla professione di maestro elementare. Nel 1939 fu chiamato alle armi e combatté sul fronte occidentale…