Passa ai contenuti principali

Se la città metropolitana di Trieste ingloberà anche Gorizia e la Bisiacaria


Era la primavera del 2015 e scrivevo che la " Bisiacaria, o Territorio, o sinistra Isonzo, mira, con naturalezza, al golfo di Trieste. Territorio, definito in passato come “ l'ultimo grande lembo della pianura padana”, che dai castellieri al "ponte" romano di Ronchi, dalle invasioni dei Turchi, alle guerre austro venete, all'Impero Austro Ungarico, al Regno d'Italia, è stata frontiera e fronte. Fino al 1947 circa gran parte della Bisiacaria ha fatto parte del territorio di Trieste, se dovesse ritornare sotto Trieste non sarebbe un dramma, né una forzatura, certamente sarebbe la fine della provincia di Gorizia, che continua ad essere tirata, come una fune, tra Trieste ed Udine". A livello di Unione Europea è in corso un ridisegno dei "confini" e della geografia della UE. Il FVG rientra in due progetti, nella macroregione Alpina, che riguarda l'Italia e altri quattro Stati membri dell'Ue (Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia), insieme a due Paesi terzi (Liechtenstein e Svizzera) e soprattutto in quella Adriatico Ionica che interessa i seguenti Paesi: Croazia, Grecia, Italia , Slovenia, Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia.  Quindi, il FVG è incluso in due Macroregioni, in un futuro non tanto lontano è facile anche intuire una divisione della Regione, quella di Udine che probabilmente entrerà nell'area Alpina e quella di Trieste o Venezia Giulia nell'area Adriatico-Ionica. E ciò ben spiega il disegno in atto in FVG, che vuole, non a caso, una grande Trieste, includente tutta l'area di quella che sarebbe la Venezia Giulia inclusa Gorizia, ed il grande Friuli. Si rinforzerà in maniera significativa e determinante il ruolo delle Regioni, queste potranno negoziare, trattare, direttamente con Bruxelles senza coinvolgere i Paesi nazionali di cui fanno parte. Insomma le Regioni scavalcheranno lo Stato, si coordineranno con le Regioni della Macroregione di cui faranno parte per costituire inevitabilmente un nuovo corpus politico ed autonomo che minerà, ovviamente, il senso degli Stati così come oggi e ieri li abbiamo conosciuti. Si discute con forza dell'area metropolitana di Trieste che dovrebbe includere Gorizia, Monfalcone e Territorio. D'altronde Gorizia già dei pezzi li perde, la questione del futuro del Tribunale si inserisce anche in tale ottica, stesso discorso per il porto di Monfalcone visto che quello di Trieste nella sua confermata autonomia potrebbe inglobare Monfalcone e Porto Nogaro. L'aeroporto del FVG come è noto, è conosciuto come aeroporto di Trieste, nonostante sia in provincia di Gorizia ed a Ronchi. La cosa grave non è tanto che si discuta di ciò. “Cities of tomorrow: Challenges, Visions, Ways Forward”, è un documento della Unione Europea con il quale si sostiene che "le città sono considerate il luogo in cui la maggior parte delle persone vive, dove si sviluppa innovazione tramite la prossimità e i contatti sociali e dove sono organizzate la maggior parte delle attività economiche. (..) Non è possibile ottenere uno sviluppo sostenibile senza un chiaro coinvolgimento delle città nell’elaborazione e nello sviluppo delle politiche pubbliche e senza una strategia che le ponga al suo centro”.  La cosa grave è come la si pone. Quando si propone l'inglobamento di Monfalcone e Territorio, e di Gorizia sotto la Grande Trieste, o città metropolitana di Trieste, senza aver prima ascoltato o consultato le rispettive località e comunità che dovrebbero essere inglobate, significa che queste località non hanno alcun peso politico, non hanno alcuna autorevolezza, non contano niente. E non è certamente la grandezza della località che ne determina l'autorevolezza. Aver demolito la Provincia, sembrando il territorio in due UTI, compromettendo l'unione, la collaborazione, si favorisce tale processo, tale frammentazione del territorio. E su ciò è necessaria una compiuta riflessione, ben tenendo conto che è in corso un qualcosa di nuovo, di grande, e che rischia di essere calato dall'alto o che vedrà fittiziamente coinvolte le comunità solo quando i giochi saranno stati definiti. Ma non è così che funziona e deve funzionare la nostra democrazia. A prescindere dal fatto che si possa o non si possa essere favorevoli a tale processo, occorre partecipazione, discussione, confronto e condivisione e soprattutto rispetto.

Commenti

Post popolari in questo blog

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?

Quali sono i comportamenti vietati a Trieste?  Scopriamolo con il nuovo regolamento  urbano" che entrerà in vigore in città a partire dal 2 aprile 2017.  
Testo scritto rigorosamente ed esclusivamente in italiano, perchè il bilinguismo a Trieste è un non diritto. Disposizioni che dovranno conoscere anche coloro che si troveranno a Trieste di passaggio, per evitare che magari possano incorrere in qualche spiacevole sanzione. Buona lettura, magari con un sano bicchierino di amaro digestivo alle erbe.
***A salvaguardia e tutela degli spazi ed aree pubbliche ricadenti nel territorio del Comune è vietato: nelle fontane introdursi ed introdurre sostanze liquide imbrattanti, abbeverare ed introdurre animali, utilizzare o prelevare l’acqua, bagnarsi, estrarre o comunque raccogliere le monete o altri oggetti di valore gettati dai proprietari, in omaggio a tradizioni e consuetudini locali, in quanto tali oggetti devono intendersi acquisiti dal Comune con effetto immediato per essere dest…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste e Gorizia esplode l'austronostalgia

Wu Ming 1, scriveva: "Se devo scegliere tra sparare agli Asburgo in nome dei Savoia e sparare sui Savoia in nome degli Asburgo, grazie, ma preferisco sparare su entrambi. Come si legge nel Re Lear, “il tempo della vita è breve, e se viviamo, viviamo per calpestare i re”."E' innegabile che tra Gorizia e Trieste vi sia ancora una sorta di austronostalgia, anche se a dirla tutta non riesco proprio a capire come si possa essere nostalgici di un qualcosa che non è mai stato vissuto, forse ereditato a livello di testimonianza, letto nei libri, od esaltato in alcuni testi. Poco importa. E spesso ci si diverte a giostrare tra chi fosse meglio, i Borboni o gli Asburgo? E vai con l'elencazione delle opere, e delle solite ridondanti questioni . Solo che nel momento in cui implodono i nazionalismi, traballa l'ideale di Europa anche per responsabilità enormi di chi ha guidato l'Europa contro un muro di cemento armato a velocità folle, in questa piccola fetta di territo…