Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Un pezzo di storia di Trieste verrà riqualificato, l'ex Filodrammatico diventerà centro residenziale

Inaugurato nei primi anni Venti del 1800, centro vitale culturale importante nella Trieste imperiale per poi divenire luogo ove si proiettavano film vietati ai minorenni, l'ex Filodrammatico di Trieste, frequentato abitualmente anche da Svevo, a pochi passi dal Teatro Romano, dal centro città, in condizioni oggi pietose e decadenti, verrà riqualificato. Il 14 dicembre 2015 è stata formalizzata la convenzione,dalla durata di anni venti, con la società che è chiamata ad effettuare i lavori, e l’ammontare del contributo spettante è stato determinato nella misura di complessivi euro 770.000,00, pari al cinquanta per cento della spesa ammissibile con un massimo di euro 30.000,00 per alloggio. Edificio sito in via degli Artisti n. 3. Nel corso della sua storia ha subito diverse mutazioni e modifiche che hanno consentito di destinare parte del pianoterra a ingresso dell’ex Teatro/Cinema Filodrammatico posto sul retro, tra il cortile e la via della Piccola Fornace. Nella relazione che accompagna la convenzione si legge che “La costruzione è stata eseguita con metodologia e materiali tipici della prima metà dell’800 (murature in pietra e laterizi, solai in legno, tetto a falde con struttura portante in legno e copertura con tegole) con caratteristiche architettoniche di un certo pregio fortemente condizionate dall'avanzato stato di degrado intervenuto negli anni per l’assoluta mancanza dei necessari interventi di manutenzione.”
La ristrutturazione dell’edificio, prevede interventi consistenti, visto anche lo stato vergognoso in cui quell'immobile si trova ed anche pericolante, e si cercherà, per quanto possibile di mantenerne lo stile originario. Infatti, ci sarà la pulizia e mantenimento della piccola pensilina e dell’immagine costituente l’ingresso dell’ex teatro Filodrammatico, la sostituzione dei serramenti esterni con elementi di alluminio preverniciato in analogia ai locali commerciali esistenti nel centro storico della città, il ripristino del portone d’ingresso che verrà mantenuto, l’atrio d’ingresso verrà pavimentato in pietra di Aurisina, le scale verranno mantenute nel loro complesso provvedendo al restauro degli scalini, della ringhiera e del corrimano esistenti. La destinazione dell’immobile è residenziale. Insomma lì ove una volta vi era vitalità culturale ed anche piccante, dopo un lungo periodo di ignobile degrado, ritornerà quel luogo in vita, anche se sarà solo di tipo residenziale e nascerà dunque il complesso residenziale Filodrammatico. Dopo la crisi all'interno del sistema capitalistico, quella delle ristrutturazioni e riqualificazioni edilizie pare essere la via privilegiata per un certo tipo di mercato, d'altronde Trieste è una città colma di case sfitte e costruire ex novo abitazioni sarebbe a dir poco sinonimo di speculazione.

Marco Barone

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