Passa ai contenuti principali

Gorizia e migranti: guai a chiamarlo esposto politico elettorale


Si è svolta nella mattinata del 15 dicembre innanzi al Palazzo di Giustizia di ‪Gorizia la conferenza stampa ove sono state evidenziate alcune particolarità sull'esposto contro le volute politiche sistematiche di non accoglienza come accadute in città in questi ultimi decadenti tempi. Omissioni umanitarie che hanno risvolti anche di carattere penale. Almeno queste sono le valutazioni come effettuate da chi ha sostenuto l'esposto. Un bel gesto di civiltà, ennesimo segnale di cambiamento in una città che ha voglia di una svolta significativa. Esposto che nasce dal lavoro capillare come svolto da alcune realtà associative indipendenti, dal lavoro di alcuni volontari e che vuole dare una risposta a chi ha subito sofferenze, atti indegni e vili. Doveva per obbligo giuridico, etico e morale Gorizia fornire la giusta assistenza umanitaria a chi è fuggito da guerre e persecuzioni varie. Hanno in parte vissuto solo muri ed il degrado di un sistema che a furia di chiudersi altro non ha fatto che danneggiare, in una società che vive tanto di apparenze, prima di tutto la stessa immagine di una Gorizia città d'Italia e di Europa. No, non vi è alcun accanimento su Gorizia e guai a chiamarlo esposto elettorale come qualcuno ha tentato di fare. O peggio ancora, come i soliti noti vorrebbero, non è atto di strumentalizzazione, o di sciacallaggio (sic!).  Chi parla di sciacallaggio e strumentalizzazione o di manovra elettorale probabilmente, se si indigna così tanto, urla così tanto, con toni di una gravità e pesantezza inaudita, significa che ha qualcosa da temere? Le loro urla di indignazione non mineranno il lavoro di chi vuole e chiede o meglio pretende semplicemente una cosa banale in un sistema civile: giustizia ed assunzione piena di responsabilità. Nessuna propaganda, bensì civiltà giuridica e sociale. I fatti come trattati partono dall'estate del 2013 ed arrivano sino alla metà del novembre 2015 e sarà la Procura della Repubblica a valutare la sussistenza di eventuali responsabilità ed individuare eventuali responsabili, siano essi di "destra" o di "sinistra" o di nessun colore politico, siano questi enti locali od articolazioni ministeriali. E comunque non si esclude il ricorrere, al momento opportuno e se necessario, anche alla Corte europea dei diritti umani. Fatti delicati, situazioni particolari, che nell'insieme ben evidenziano il disegno che si è voluto perseguire nel sistema di non accoglienza a Gorizia. Senza dimenticare la questione vergognosa del CIE.
 Si confida nell'operato di una magistratura che sarà indipendente e sovrana nelle proprie funzioni. Gorizia è diventata un simbolo nazionale, e nei peggiori dei modi, poiché è diventata la pagina buia italiana della non accoglienza nei confronti dei migranti "fuori convenzione". E verso ciò non si poteva rimanere silenti. Gorizia dovrebbe mille e mille volte ringraziare chi ogni giorno si attiva per colmare le volute lacune di un sistema incivile e che lascia in balia delle fredde strade esseri umani la cui unica colpa è aver richiesto aiuto, solidarietà, protezione.


Commenti

Post popolari in questo blog

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian"

"Qua semo a Trieste e no se parla s'ciavo, qua se parla triestin e italian". Non mi sorprende la denuncia effettuata sul Piccolo di Trieste e pubblicata come lettera del giorno. Solo che questa volta chi ha subito tale aggressione verbale razzista ha avuto il coraggio di prendere carta e penna e scrivere e denunciare pubblicamente quanto accaduto. Diverse volte per i muri di Trieste sono apparse scritte che riportavano quel concetto bestiale e puntualmente e giustamente venivano rimosse. Ma non mi sorprende, perchè ciò in linea con i tempi. Tempi dove se un reato viene compiuto da un migrante viene percepito socialmente come più deprecabile rispetto a quello compiuto da un comune cittadino italiano. Tempi dove l'omofobia è una normalità, dove un Gay pride non può passare per ragioni di opportunità innanzi ad un Duomo, tempi dove qualcuno propone processioni riparatorie per sanare il peccato della marcia dell'amore del Gay pride.  Tempi dove ritornano i pregiudiz…

Monfalcone e razzismo contro un cingalese: "Che cojoni 'sti bacoli di merda i se anca qua!"

I casi di razzismo sono in aumento, ma in aumento sono anche le segnalazioni, le denunce, il muro non tanto dell'indifferenza, che ahimè esiste, ma quello del timore o della fatica di prendere carta e penna od una tastiera per denunciare crolla. Un segnale in tal senso è emerso con forza con la nota lettera pubblicata sul Piccolo di Trieste che ho ripreso sia sul blog che su facebook. La tematica del razzismo è importante, e colpisce quando accade in una città che si considera aperta come Trieste e quando viene colpito lo sloveno, che nel corso della storia ha subito da queste parti una mera operazione di "bonifica etnica". Non si tratta di casi isolati, come alcuni commenti hanno sottolineato, " e comunque ne ho sentite altre di questo genere, non è il solo caso" e vi è chi ha ricordato anche il  proprio passato "Mi ricordo e mi rattristo ancora ...ho avuto una simile (peggiore) esperienza quando ero alle superiori. Due ragazze e tutto l'autobus …

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …