Passa ai contenuti principali

Capodanno e come sempre arriva la litania botti o non botti



Botti o non botti? Questo è il dilemma amletico che pare dominare i dibattiti politici, sociali e cittadini in FVG ma anche in diverse parti d'Italia. Tra chi dice che solo il Comune è legittimato ad effettuare i botti di fine anno, e chi neanche questo vorrebbe. Tra ordinanze di divieto assoluto ed ordinanze relative. E nel mentre di tutto ciò, i botti sono già stati venduti in gran parte della regione ed in questi giorni che accompagnano il fine anno, è difficile non sentire le canoniche esplosioni da petardo e similari. Forse dovevano pensarci prima. Certo, si può sempre limitare il danno da boato, ma come controllare il territorio a tappeto? Qualcuno forse vorrà schierare l'esercito? Come accaduto al confine con i migranti? Anche se la scusa era il terrorismo? Botti o non botti, non si può rimettere il tutto alla singola discrezione delle amministrazioni comunali, se proprio devono essere vietati, mandando anche in rovina chi in tale settore ci opera, sarebbe necessaria una legislazione nazionale. E comunque è innegabile che quando arriva la mezzanotte, tutti non aspettano altro che i fuochi d'artificio. Per anni ci hanno bombardato mediaticamente con i fuochi e gli spettacoli pirotecnici che caratterizzano questa festa, in tutto il mondo.  Ed ora cosa si vorrebbe fare? Di punto in bianco scoprirsi tutti animalisti esagitati e vietare i fuochi d'artificio di fine anno? Ipocrisia pura. Non è con i divieti dell'ultimo secondo che si diventa animalisti, ma è necessaria la cultura ed una certa sensibilità. Il fatto che ogni fine anno si ripresenti sempre e sistematicamente questo problema, ciò altro non significa che non hanno niente di meglio a cui pensare buona parte dei politicanti perbenisti. Avevano 364 giorni di tempo per intervenire in modo intelligente in materia. Ma non è stato fatto. Ed ora è tardi. 
Buon fine anno, con o senza botti. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Incredibile ma vero, il Consiglio Comunale di Trieste approva mozione contro il Sindaco di Napoli

All'inverosimile non vi è mai fine, ed a Trieste meno che mai. Trieste e Napoli due città distanti, che già hanno "guerreggiato" sulla primazia del caffè, quando qualcuno a Trieste collocò un cartello, ancora non rimosso, sulla strada che conduce verso Opicina, con scritto città del caffè, in aggiunta a città della Barcolana. Ma gli scazzi tra Trieste e Napoli non sono mancati neanche ultimamente su diverse questioni politiche e battute miserabili. E la sfida, se così la possiamo chiamare tale situazione politica a dir poco assurda, continua. In relazione ai noti fatti di Napoli, in merito alla visita di Salvini, e manifestazioni di protesta che ne sono conseguite, non avendo nulla di meglio da fare, cosa ha deciso di approvare il Consiglio comunale di Trieste? Una mozione proposta dal partito della lega nord, nella quale si critica duramente l'operato del Sindaco di Napoli, sia "per il diniego dato a Salvini per la sala richiesta" che per i toni utilizzat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

La Carta di Roma? Un documento privo di autocritica e si persiste sugli errori dell’Europa. Così non va

Una dichiarazione simbolica, sottoscritta da 27 leader, così si legge in premessa, dei vari stati membri delle istituzioni dell’UE. E si dice subito che sono orgogliosi dei risultati raggiunti dall’Unione Europea. Le fondamenta dell’attuale Unione Europea sono quelle del mercato, dell’economia, sulla circolazione delle merci, solo successivamente si sono affermati importanti diritti umani, o situazioni finalizzate a garantire la libera circolazione delle persone, a partire dalla demolizione delle frontiere. Ma scrivere in premessa di essere orgogliosi dei risultati raggiunti, significa auto-celebrarsi, senza capire che le politiche governative degli ultimi decenni hanno portato l’Europa nella situazione disastrosa nella quale noi tutti ci troviamo, Grecia docet ed Italia pure. Europa nata dalle macerie della seconda guerra mondiale, che ha conosciuto conflitti importanti, come quello devastante della Jugoslavia, d’altronde non poteva esistere una Jugoslavia socialista forte alle port…