L'esplosività emozionale dell'arte friulana nel decennio 60/70

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Immaginate, per un momento, di calarvi in quel decennio formidabile che va dal 1960 al 1970. Non stiamo parlando di Parigi, di Berkeley o di Londra, ma del Friuli Venezia Giulia. Una terra che, in quegli anni, decide a modo suo di essere protagonista assoluta della Storia. Ci sono collettivi, ci sono gruppi di ragazzi, ci sono individualità straordinarie che a un certo punto si guardano in faccia e dicono: "Basta. Noi adesso dobbiamo tagliare col passato, dobbiamo creare una frattura totale". E qual è l'opera, il simbolo che più di tutti, in questa regione, ci fa capire visivamente cosa stava succedendo? È il lavoro titanico di Franco Basaglia. Capite la portata della cosa? Basaglia prende l'energia di questo decennio – un decennio incredibilmente innovativo, rivoluzionario come pochissimi altri in tutto il Novecento – e gli dà un corpo. E che corpo gli dà? Quello di Marco Cavallo . Un cavallo azzurro di cartapesta che sfonda, letteralmente e metaforicamente, i muri d...

Camminando tra la nebbia al Sacrario di Redipuglia


Pensi che quello che non sono riusciti a fare nella seconda catastrofe mondiale e nella guerra di liberazione, è riuscito a farlo la natura. Le 8 mila scritte fasciste, Presente, sono scomparse. Scomparse nel mezzo della nebbia che conquista il Sacrario di Redipuglia, in una sorta e senza sorte di atmosfera tenebrosa ed inquietante tra solitudine e silenzio. Passo dopo passo, invece, eccole lì.
Quel marciume, che insulta i soldati che lì vorrebbero riposare in pace, riappare. Un presente assente ripetuto 8 mila volte. Avrebbero potuto avere una famiglia, o forse no, dei figli, o forse no.Forse oggi lì potrebbero esserci i loro figli ed i figli dei loro figli, o forse no. Non hanno potuto scegliere. Strappata la loro vita. Arrivi in cima, intravedi le croci. Una infinità di puntini ed alle 17 precise, mentre ti appresti a ritornare da qualche parte, ti coglie di sorpresa il silenzio militare.
Anche i cani piangono.
Chi si ferma in segno di rispetto.
Chi continua il suo cammino.
Il pensiero è fermo.

Il silenzio militare ed il pianto dei cani nel mezzo della nebbia al sacrario di Redipuglia.
Una esperienza che non potrà lasciarti indifferente.
Lì vi è la storia del confine orientale. Scippato all'Impero Austro Ungarico, destinato comunque a cadere, al prezzo disumano di migliaia di migliaia di vite umane. Poi la dittatura nazionalista prima, fascista poi. Violenze, e violenze ed ancora violenze. In un mondo che continua ad essere violento nella violenza della bestialità disumana.

Non vi è alcun sole, neanche le stelle si intravedono, il cielo è un mistero. Da qualche parte andiamo, questo lo sappiamo, non so se via sia o non vi sia un dio, non mi riguarda, quello che so è che continua il silenzio militare e che i cani continuano a piangere e che la nebbia è sempre lì tristemente...


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