Passa ai contenuti principali

Piazza Pulita e la questione di Gorizia: che figura orrenda che ha fatto la città

E' almeno dall'estate del 2013 che nella provincia di Gorizia vi sono problemi sulla questione immigrazione. Problemi che hanno avuto la loro esasperazione, a causa di una non voluta e mirata politica di non accoglienza che si è accanita nei confronti dei richiedenti asilo fuori convenzione, dunque fuori da ogni processo minimo di umanità ed ovviamente fuori da Gorizia. Ma fuori da Gorizia non ci sono andati, almeno spontaneamente. Dopo mesi e mesi di articoli, inchieste dedicate soprattutto dal Piccolo di Gorizia, ma anche dal Messaggero Veneto, a questa ignobile situazione, poi vi è stata una fugace attenzione da parte di alcuni giornali aventi rilevanza nazionale ed ora è approdata in seconda serata sul seguitissimo programma di La7 quale Piazza Pulita. Da un lato trovavi la nostra Presidente della Regione, ospite in questa puntata, che alle domande precise e puntuali del conduttore del programma, sul perché a Gorizia accade quello che accade, rispondere con i dati dell'accoglienza diffusa. Su oltre 200 Comuni poco più di 50 hanno fatto qualcosina, ci sono state buone intenzioni sicuramente ad Udine e Trieste, con due progetti diversi, ma che hanno avuto poco successo, in merito ai richiedenti asilo "fuori convenzione". Non ha risposto la nostra Presidente della Regione sul caso Gorizia. No. Pagina nera e fallimentare della situazione immigrazione nella nostra regione . Al 12 novembre scorso, in FVG risultavano 3.216 presenze (2.979 persone giunte autonomamente e 237 trasferite qui dal ministero). Ad oggi risulta che è la Lombardia a ospitarne la quota in percentuale più alta, 13%, la Sicilia è scesa al 12%, il Lazio 9%, Campania 8%, Piemonte, Veneto e Toscana 7%, Emilia-Romagna e puglia 6%, Calabria 4%, Marche, FVG, Liguria e Sardegna 3%, Abruzzo, Trentino-Alto Adige, Molise e Umbria 2%, Basilicata 1%, Valle d'Aosta 0,2%. Le quote che sono state date a livello nazionale, per la ripartizione dei migranti, rispondono ad un calcolo matematico che offende l'intelligenza ed anche quella immagine che si è sempre avuta dell'Italia. Italia, Paese del sole e dell'accoglienza. Mai si deve generalizzare, sia chiaro, però è innegabile che chi non conosceva la situazione di Gorizia, dopo aver visto il programma nazionale, quale Piazza Pulita, cosa avrà pensato? Che questa città è reazionaria, che ospita i "fascisti del terzo millennio" che vuole i muri, che abbandona chi fugge dalle guerre sulle rive dell'Isonzo, ove ad agosto è anche morto un ragazzo migrante. Gorizia, da questo punto di vista ne è uscita con le ossa rotte. E la colpa non è dei fuori convenzione, o di chi lotta per dare loro un minimo di assistenza, stante le gravi omissioni come poste in essere da alcuni Enti Istituzionali. La colpa è di chi ha alzato volutamente i muri. A pensarci bene Gorizia ha nel suo piccolo anticipato quello che poi è successo nella realtà europea. I muri dell'Ungheria, i muri della Slovenia, ora quelli dell'Austria. Gorizia che ha tanto festeggiato la caduta del suo piccolo muro di Berlino, ha anticipato la rinascita dei peggiori muri di Europa, quelli che respingono i migranti, tradendo, in perfetta armonia con la nostra disastrata Europa, l'articolo primo della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, detta anche Carta di Nizza. Già, Gorizia la Nizza austriaca, verrebbe da dire. Quella che non c'è più. "La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata".
A breve verrà depositato, da una parte della società civile goriziana e non solo, ed anche da una parte del mondo del volontariato, uno specifico esposto alla Procura della Repubblica sulla oramai indegna e consolidata questione di Gorizia. Diverse sono le ipotesi di reato individuate, si parla di abuso d'ufficio, omissione di soccorso, omissione d'atti d'ufficio, omicidio colposo, con fatti che partono dall'estate del 2013 sino ad arrivare ai giorni nostri. Esposto che è stato pensato, nel caso in cui le vie si esauriranno in modo negativo, per approdare anche alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo. Ecco, questo è il volto della bella Gorizia, che non è stato mostrato in televisione, la Gorizia che tutela la carta di Nizza, la Gorizia che si batte per la difesa della nostra madre Costituzione, la Gorizia che non vuole né muri, né confini, né razzismi e né fascismi. Se a Gorizia è stata anticipata la fine dell'Europa, Gorizia può diventare la culla della nuova Europa. Europa non governata da psicosi securitarie finalizzate a demolire le nostre libertà civili, ma una Europa che sappia vivere di libertà, laicità e fratellanza e dignità viva e diffusa. Intanto, in tutto ciò vi è un particolare senso del ridicolo, per non dire altro, che continua. Nel giro di pochi mesi si è passati da Monfalcone a sobborgo di Calcutta, a Gorizia frazione di Kabul!. La prossima quale sarà? 



Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Maturità e Caproni, dal Duce meglio di Dante al suo ruolo nella resistenza, tutto ignorato nella breve biografia

Caproni chi? Avranno pensato molti studenti. Per l'ennesima volta all'esame di maturità si propongono temi ed autori che a scuola nella quasi totalità dei casi non vengono studiati. E questo è un problema serio che ancora oggi non si riesce a superare. Probabilmente chi sceglie i temi per la maturità vorrebbe svolgere un ruolo da impulso per andare oltre i programmi canonici che nella maggior parte dei casi si fermano alle prime vicende della seconda guerra mondiale. Quella di Giorgio Caproni è una scelta difficile, ma anche un personaggio complesso. Nella biografia che accompagna il testo della prova di maturità cosa è stato scritto?  "Giorgio Caproni nacque a Livorno nel 1912. A dieci anni si trasferì con la famiglia a Genova, che considerò sempre la sua vera città e dove visse fino  al 1938. Dopo studi musicali e due anni di università, a partire dal 1935 si dedicò alla professione di maestro elementare. Nel 1939 fu chiamato alle armi e combatté sul fronte occidentale…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…