I simboli della guerra in Ucraina, da Marina Julia al Carso isontino

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  C’è una vecchia verità che noi storici conosciamo fin troppo bene, e cioè che le guerre si sa sempre come e quando cominciano, ma non si sa mai, mai, come andranno a finire . È la tragica, quasi grottesca banalità del disastro, che di umano non ha niente perchè le guerre, tutte le guerre, sono semplicemente l'apice della disumanità.  Oggi, di fronte a quello che sta accadendo in Ucraina, l’opinione pubblica si è spaccata – com’è sempre accaduto nella storia – in due grandi scuole di pensiero.  Da un lato c’è la narrazione di chi vi dice: "No, badate, questa è un’operazione speciale, un atto preventivo necessario per anticipare le mosse della NATO" .  Dall’altro lato , invece, c’è chi constata una realtà molto più classica, e vi dice: "Ma quale operazione speciale! Queste sono le canoniche, vecchie mire espansionistiche di un impero in declino" . Un impero decadente che lancia il suo ultimo, feroce ruggito. Ad un prezzo elevatissimo.  Spaventoso.  Pagato ...

La strage di Kunduz finirà presto nel dimenticatoio?


Un messaggio, sulla pagina facebook, di Medici Senza Frontiere, breve ma drammatico: “Confermiamo che nell'attacco al nostro ospedale a #‎Kunduz sono stati uccisi 12 operatori ‪#‎MSF‬ e 10 pazienti (ieri erano 7), tra cui 3 bambini. Ribadiamo che l’edificio principale dell’ospedale è stato colpito in modo ripetuto e molto preciso durante ciascuno dei raid aerei. Questo attacco rappresenta una grave violazione del Diritto Internazionale Umanitario. Chiediamo che venga avviata un’investigazione completa e trasparente sull’accaduto, condotta da un ente internazionale indipendente”. Intanto, il Segretario generale della NATO il 4 ottobre ha dichiarato dopo aver riconosciuto il lavoro umanitario straordinario che svolge in tutto il mondo Medici Senza Frontiere, e che svolgono un ruolo importante nel contribuire a creare le condizioni per un futuro migliore per il popolo afghano, che una indagine degli Stati Uniti “in questo tragico incidente è in corso in coordinamento con il governo afgano”.
Mentre i Russi,  per il tramite della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, evidenziano che “ questo ( con riferimento a Kunduz) non è nella maniera più assoluta l'unico caso in cui, in Afghanistan, dei civili sono rimasti uccisi a causa dell'uso sconsiderato delle armi da parte degli americani. Condanniamo con decisione questo attacco aereo lanciato contro una struttura civile e pretendiamo l'avvio di un'indagine immediata e obiettiva che faccia luce su quanto accaduto per identificare e punire i responsabili di questa tragedia" In Occidente si cerca di liquidare il tutto nel semplicismo del danno collaterale o dell'incidente, si prende tempo aspettando l'inchiesta che si auspica indipendente, e si pone quella vicenda, dopo pochissime ore dall'accaduto, come trafiletto mediatico, per poi sparire nella voracità della società. 
Mi domando, ma se quell'attacco scellerato fosse stato mosso, ad esempio, dai russi? Si parlerebbe ancora di danno collaterale, la NATO parlerebbe di incidente? Tutto normale in un mondo sempre più conflittuale e violento, che tratta i diritti umani come spazzatura e che si appresta a vivere la più grande esercitazione militare della NATO dalla fine della guerra fredda, cosa che i media volutamente ignorano. Visti gli artefici di quel massacro, probabilmente verrà presto dimenticata la strage di Kunduz, forse perché ci sarà qualche altro evento che porrà Kunduz nel dimenticatoio e magari imputabile a qualche altra ostile soggettività. Ancora una volta il tempo risponderà. Ma per quanto ancora possiamo continuare ad essere semplici spettatori? Aspettare il prossimo nefasto e prevedibile evento?
nota: fonte Foto Link

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