Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Il presidio “destro” per mantenere via D'Annunzio a Ronchi e città comune, quali rapporti?

E' bastata una proposta, finalizzata, per ora, a sollevare un dibattito, quale quella di rimuovere via D'Annunzio da Ronchi e ripristinare la storica via Trieste, perché i soliti noti si attivassero con le solite procedure. Cioè raccolta firme, per mantenere lo status quo, senza che sia stata proposta, in verità, alcuna richiesta formale per eliminare quella denominazione. Tra i soliti noti ovviamente vi era, che risulta essere uno dei promotori, colui che ha fatto parte del MSI, del Fronte nazionale, di Forza Nuova, la Destra, ed ora Ronchi pro patria. Gruppo che ha promosso un presidio sotto il Comune di Ronchi, davanti al monumento dedicato ai partigiani, per raccogliere firme a favore di D'Annunzio.Presidio che non risulta essere andato proprio per niente bene, anzi, diversi sono stati i cittadini di Ronchi che ho incontrato per strada, a dir poco furiosi, perché è stata consentita una simile iniziativa sotto il nostro Comune. Ronchi non è rimasta indifferente a ciò, ma ha ignorato, volutamente il tutto, e questo vorrà pur dire qualcosa. Mi è stato segnalato che alla fine del presidio il gazebo utilizzato dai soliti noti è stato poi depositato presso la sede di Città Comune, in Piazza dell'Unità. Cioè quella realtà che si batte per la fusione tra Ronchi, Monfalcone e Staranzano e che ucciderà Ronchi e Staranzano, ponendo fine alla loro libera esistenza di essere Comune, bene comune e costituzionale da difendere e tutelare. Ora, che rapporti vi sono tra Città Comune e chi ha organizzato quel presidio? Dove sono stati condivisi notoriamente i valori dell'antifascismo, no? Forse questo spiega perché non mi pare di aver sentito neanche una parola a favore della comunità slovena presente nel nostro territorio, da parte di chi promuove il referendum per la fusione, neanche una virgola ho letto, a tal proposito, nel noto volantino che è circolato in migliaia di copie nelle nostre case. Fusione  che determinerà una falsa unione in quanto Ronchi diventerà solo periferia perdendo ogni beneficio derivante dalla sua secolare autonomia, e la comunità slovena rischierà di vedere compromessi i suoi diritti, conquistati con grande fatica. Coloro che si ritrovano nei valori dell'antifascismo, della resistenza, e la nostra amata comunità ha dato un contributo enorme in tal senso, farebbero bene a pensarci mille volte prima di sostenere questo referendum, ed inviterei gli antifascisti che hanno, in buona fede, firmato per la promozione del referendum, a rivedere il tutto e chiedere l'annullamento della loro firma. L'antifascismo è una cosa seria, ed i rapporti diretti ed indiretti che si maturano con realtà destre e note in certi ambiti... hanno un peso che non può lasciare indifferenti.

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