Passa ai contenuti principali

Il presidio “destro” per mantenere via D'Annunzio a Ronchi e città comune, quali rapporti?

E' bastata una proposta, finalizzata, per ora, a sollevare un dibattito, quale quella di rimuovere via D'Annunzio da Ronchi e ripristinare la storica via Trieste, perché i soliti noti si attivassero con le solite procedure. Cioè raccolta firme, per mantenere lo status quo, senza che sia stata proposta, in verità, alcuna richiesta formale per eliminare quella denominazione. Tra i soliti noti ovviamente vi era, che risulta essere uno dei promotori, colui che ha fatto parte del MSI, del Fronte nazionale, di Forza Nuova, la Destra, ed ora Ronchi pro patria. Gruppo che ha promosso un presidio sotto il Comune di Ronchi, davanti al monumento dedicato ai partigiani, per raccogliere firme a favore di D'Annunzio.Presidio che non risulta essere andato proprio per niente bene, anzi, diversi sono stati i cittadini di Ronchi che ho incontrato per strada, a dir poco furiosi, perché è stata consentita una simile iniziativa sotto il nostro Comune. Ronchi non è rimasta indifferente a ciò, ma ha ignorato, volutamente il tutto, e questo vorrà pur dire qualcosa. Mi è stato segnalato che alla fine del presidio il gazebo utilizzato dai soliti noti è stato poi depositato presso la sede di Città Comune, in Piazza dell'Unità. Cioè quella realtà che si batte per la fusione tra Ronchi, Monfalcone e Staranzano e che ucciderà Ronchi e Staranzano, ponendo fine alla loro libera esistenza di essere Comune, bene comune e costituzionale da difendere e tutelare. Ora, che rapporti vi sono tra Città Comune e chi ha organizzato quel presidio? Dove sono stati condivisi notoriamente i valori dell'antifascismo, no? Forse questo spiega perché non mi pare di aver sentito neanche una parola a favore della comunità slovena presente nel nostro territorio, da parte di chi promuove il referendum per la fusione, neanche una virgola ho letto, a tal proposito, nel noto volantino che è circolato in migliaia di copie nelle nostre case. Fusione  che determinerà una falsa unione in quanto Ronchi diventerà solo periferia perdendo ogni beneficio derivante dalla sua secolare autonomia, e la comunità slovena rischierà di vedere compromessi i suoi diritti, conquistati con grande fatica. Coloro che si ritrovano nei valori dell'antifascismo, della resistenza, e la nostra amata comunità ha dato un contributo enorme in tal senso, farebbero bene a pensarci mille volte prima di sostenere questo referendum, ed inviterei gli antifascisti che hanno, in buona fede, firmato per la promozione del referendum, a rivedere il tutto e chiedere l'annullamento della loro firma. L'antifascismo è una cosa seria, ed i rapporti diretti ed indiretti che si maturano con realtà destre e note in certi ambiti... hanno un peso che non può lasciare indifferenti.

Commenti

Post popolari in questo blog

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Togliatti: "tutte le campagne circa le persecuzioni degli italiani in Jugoslavia sono calunnie e menzogne"

Togliatti nella prima pagina dell'Unità del 7 novembre 1946, racconta il suo viaggio a Belgrado e l'incontro con il Maresciallo Tito. "Il Maresciallo Tito mi ha dichiarato di essere disposto a consentire che Trieste appartenga all'Italia, cioè sia sotto la Sovranità della Repubblica italiana qualora l'Italia consenta di lasciare Gorizia alla Jugoslavia, città che anche secondo i dati del nostro ministero degli esteri è in prevalenza slava. La sola condizione che il Maresciallo Tito pone è che Trieste riceva in seno alla Repubblica italiana uno statuto autonomo effettivamente democratico che permetta ai triestini di governare la loro città ed il loro territorio secondo principi democratici". Alla domanda, cosa pensava di questa proposta, Togliatti, rispose: io penso che è ora di smetterla di servirsi della questione triestina per seminare discordia tra due popoli i quali sono entrambi popoli di lavoratori che debbono collaborare nel modo più stretto allo scop…

Il concerto di Trieste per la sofferenza degli innocenti ed il discorso assurdo di Arguello al Family Day

Domenica 25 giugno, alle ore 20.30, piazza Unità d’Italia, ospiterà il concerto “La sofferenza degli innocenti”, organizzato da Diocesi, Comunità Ebraica e il Comune di Trieste. Si legge che "composta da Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, l'opera sinfonico-catechetica presenta la sofferenza di una madre ebrea, Maria di Nazareth, che vede uccidere suo figlio, una sofferenza inaudita che le attraversa l'anima, una spada, un dolore assimilato a quello di ogni madre davanti alla morte dei propri figli, vittime innocenti in tanti campi di concentramento come Auschwitz, Majdanek, Mauthausen, Treblinka, Trieste." Tutti coloro che parteciperanno a quel concerto dovrebbero avere ben ferme nella mente le parole assurde pronunciate da Argüello nel suo discorso, al Family day del 2015 a Roma,  tra le altre cose applaudito, con uno striscione enorme alle spalle con scritto "stop gender nelle scuole". Una riflessione che nasce sul femminicidio e da un…