I simboli rubati di Monfalcone: la campana del Vate e il feretro conteso di Enrico Toti

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  Diciamolo pure, c’è un dettaglio affascinante e al tempo stesso quasi tragicomico quando si guarda alla storia di Monfalcone, questa città che a un certo punto si ritrova letteralmente spogliata dei suoi simboli. E sono due vicende straordinarie, legate a quel clima incandescentissimo del nazionalismo italiano. Da una parte c'è Gabriele D’Annunzio. Nel 1919, mentre i suoi legionari marciano verso la città per ricongiungersi con gli ufficiali pronti a seguire il Vate alla conquista di Fiume, succede una cosa singolare.  Vedono una campanella, una minuscola campana, quella di San Polo. Per i monfalconesi era un pezzo d'anima, un simbolo identitario fortissimo. Ma D’Annunzio — ed è un fatto noto — era un collezionista ossessivo, accumulava qualsiasi oggetto gli capitasse a tiro. La sua dimora era letteralmente un museo straripante. E così la campanella sparisce, finisce dritta nella stanza del Lebbroso al Vittoriale. Da lì, nonostante le rimostranze e le rivendicazioni sacrosan...

E che sia OXI anche in Italia a partire dal ddl scuola azienda



Battere il ferro quando è caldo.
Ora il ferro è bollente.
La Grecia ha saputo semplicemente dire no.
Vi è chi come Bartleby ha detto "preferisco di no".

Preferisco di no all'austerità.
Preferisco di no all'anti-democrazia.
Preferisco di no ad una società capitalista, che spazza via ogni umanità, ogni diritto sociale.Preferisco di no ad un modello sociale dove una squadra di calcio vale più di un debito di un Paese e che questo Paese rischia di fallire per un debito inferiore al valore di una squadra di calcio. Preferisco di no a chi vuole un sistema decisionista, dove sia ancora l'autorità, neanche democraticamente eletta, a determinare la legge, legge uguale, nella sua ingiustizia, per il popolo.
Oxi.
Parola sconosciuta ai più fino a qualche giorno addietro.
Ma dal cinque luglio OXI farà scuola.
Appunto.
Farà scuola anche in Italia, Paese che si appresta a varare non una semplice riforma della scuola, ma una nuova scuola, la scuola azienda, dove non esiste, neanche per scherzo, il concetto di scuola pubblica, caso più unico che raro ove forma e sostanza sistemica coincidono.
Scuola azienda, delle competenze, della competizione, del classismo, delle gerarchie, del falso merito, del clientelismo, dove non si potrà dire no, con ruoli ultra flessibili, una flessibilità che spezzerà ogni diritto di essere liberamente insegnanti e di poter liberamente insegnare.
Insomma la scuola azienda altro non è ed altro non sarà che la semplice scuola voluta dal sistema dell'austerità, del capitalismo, quel capitalismo che ha massacrato un Paese come la Grecia, che ha saputo alzare la testa, ribellarsi e dire No.



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