Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

E che sia OXI anche in Italia a partire dal ddl scuola azienda



Battere il ferro quando è caldo.
Ora il ferro è bollente.
La Grecia ha saputo semplicemente dire no.
Vi è chi come Bartleby ha detto "preferisco di no".

Preferisco di no all'austerità.
Preferisco di no all'anti-democrazia.
Preferisco di no ad una società capitalista, che spazza via ogni umanità, ogni diritto sociale.Preferisco di no ad un modello sociale dove una squadra di calcio vale più di un debito di un Paese e che questo Paese rischia di fallire per un debito inferiore al valore di una squadra di calcio. Preferisco di no a chi vuole un sistema decisionista, dove sia ancora l'autorità, neanche democraticamente eletta, a determinare la legge, legge uguale, nella sua ingiustizia, per il popolo.
Oxi.
Parola sconosciuta ai più fino a qualche giorno addietro.
Ma dal cinque luglio OXI farà scuola.
Appunto.
Farà scuola anche in Italia, Paese che si appresta a varare non una semplice riforma della scuola, ma una nuova scuola, la scuola azienda, dove non esiste, neanche per scherzo, il concetto di scuola pubblica, caso più unico che raro ove forma e sostanza sistemica coincidono.
Scuola azienda, delle competenze, della competizione, del classismo, delle gerarchie, del falso merito, del clientelismo, dove non si potrà dire no, con ruoli ultra flessibili, una flessibilità che spezzerà ogni diritto di essere liberamente insegnanti e di poter liberamente insegnare.
Insomma la scuola azienda altro non è ed altro non sarà che la semplice scuola voluta dal sistema dell'austerità, del capitalismo, quel capitalismo che ha massacrato un Paese come la Grecia, che ha saputo alzare la testa, ribellarsi e dire No.



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