Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Anche la goriziana Fasiolo firma proposta di legge ammazza libertà sindacale nei trasporti pubblici


Non è bastato, a quanto pare, alla Senatrice Fasiolo, aver sostenuto e difeso la pessima, anzi disastrosa nuova scuola azienda, il cui testo legislativo, come riconosciuto da diversi addetti ai lavori è anche scritto in modo indecente, e che fomenterà un caos interpretativo senza precedenti. Senza voler entrare ora nel merito dello stesso, su cui comunque il popolo della scuola ha già risposto in modo univoco manifestando l'assoluta contrarietà ed opposizione. Ora la Senatrice del Pd di Gorizia sostiene pure, essendo una delle cofirmatarie, l'incredibile disegno di legge del noto Senatore Ichino che stravolge totalmente la libertà sindacale in determinati ambiti lavorativi. E se il detto disegno di legge, il n°2006 depositato al Senato il 14 luglio, passerà, rischierà di determinare un mero effetto domino a dir poco inquietante per la democrazia nei luoghi di lavoro di questo malandato Paese. Cosa prevede tale scellerato disegno di legge? 




Che, in materia di servizi di trasporto pubblico, servizi di assistenza al volo, servizi portuali e aeroportuali, servizi di assistenza ai viaggiatori sui mezzi di trasporto o nelle stazioni ferroviarie, porti o aeroporti, disponendosi ancora una volta il superamento della contrattazione collettiva a favore del decisionismo legislativo, in merito alla proclamazione dello sciopero riferito ai dipendenti di una singola azienda, questa sarà possibile qualora si realizzino uno dei due requisiti tra loro alternativi: a)la rappresentatività maggioritaria, in seno all’azienda stessa, del sindacato o della coalizione sindacale stipulante, secondo i criteri individuati dagli accordi interconfederali che già disciplinano la materia, oppure b) il voto favorevole allo sciopero espresso, mediante un apposito referendum preventivo, dalla maggioranza dei lavoratori interessati delle aziende interessate dalla proclamazione dello sciopero e per avere il via libera si deve ottenere un numero di voti favorevoli complessivamente superiore alla metà dei voti espressi. Un modello simile a quello tedesco, che come è noto, è certamente all'avanguardia per i diritti sicuramente non sindacali e non a favore dei lavoratori. In difetto del requisito di cui alla lettera a) che può regolare diversamente la materia, è vincolata al referendum preventivo tra tutti i dipendenti dell’impresa anche l’organizzazione o la coalizione sindacale che estenda la propria rappresentanza soltanto a una determinata categoria professionale. Alla faccia della libertà sindacale e del diritto di sciopero, e pensare che diversa e consolidata giurisprudenza ha più volte affermato che la titolarità del diritto di sciopero non spetta alle organizzazioni sindacali, bensì ai lavoratori e con tale ddl questa verrà certamente minata a discapito dei lavoratori.Comunque, quanto si legge nella premessa del testo ora criticato, è emblematico, perché lascia ben intendere che tipo di sciopero si vuole incentivare in Italia. Quello virtuale. "Per uscire da questa situazione è opportuno che il sistema delle relazioni industriali attivi forme di lotta sindacale nuove, altrettanto se non più incisive rispetto allo sciopero tradizionale, ma prive delle esternalità negative di quest’ultimo, cioè dei suoi effetti dannosi per gli interessi degli utenti e della collettività, come lo sciopero virtuale".
Insomma dopo la cattiva scuola, ora pure l'ammazza diritto di sciopero. Veramente complimenti, ma Gorizia non dimentica ed il consenso elettorale, se fondate sono le voci di una sua futura candidatura a Sindaco della città, certamente sarà a dir poco traballante per non dire altro, almeno da parte della sinistra che crede nella scuola pubblica, nel diritto di sciopero, nei diritti dei lavoratori.

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