Passa ai contenuti principali

Il Comune di Gorizia non dice no al corteo di Casapound del 23 maggio

20 voti contrari, 16 a favore, e dopo una discussione fiume, finita ben oltre la mezzanotte, il Consiglio Comunale di Gorizia, con votazione nominale, ha respinto la richiesta di rinvio della manifestazione di Casapound, come presentata dal consigliere Traini, stante la concomitanza del noto festival èStoria e l'enorme difficoltà della città di Gorizia a gestire non uno, bensì diversi eventi tutti concentrati praticamente nel centro cittadino. Discussione iniziata intorno alle dieci di sera del 18 maggio, poi all'improvviso arriva un folto pubblico, imprevisto, tanto da lasciare forse di stucco alcuni consiglieri, una breve contestazione ad un consigliere di maggioranza che aveva fatto intendere che praticamente parte della politica di destra si sentiva offesa non tanto dalla manifestazione di Casapound ma da quella antifascista e antimilitarista, e poi, dopo una decina di minuti arriva la polizia. Seduta comunque tranquilla, con diversi interventi, quasi tutti incentrati sul fatto che Gorizia deve concentrarsi su èStoria e che entrambe le manifestazioni rischiano di porre in secondo piano quell'evento oltre che creare tensioni in città. Addirittura vi è chi ha invocato una richiesta di una corposa fideiussione ad entrambi gli organizzatori delle manifestazioni previste per il 23, come deterrente per non manifestare, altri, invece hanno sottolineato che quel giorno verrà lesa la libertà dei cittadini a viversi èStoria o dei commercianti ad aprire i loro negozi, pochi, comunque intensi, gli interventi di condanna della manifestazione celebrativa e non commemorativa, dal chiaro motto risorgi e combatti e vinci di Casapound. E di questo se ne deve prendere tristemente atto. Vi è chi ha eccepito l'incompetenza del Sindaco a pronunciarsi contro od a favore di una manifestazione, altri invece hanno sottolineato come il Sindaco ben può esercitare pressioni nei confronti delle Autorità affinché le manifestazioni non abbiano luogo.  
Non sono mancati momenti a dir poco particolari, come quando un consigliere comunale della maggioranza rispondeva in tempo reale ad alcuni tweet che venivano inviati da parte di un pubblico a dir poco e legittimamente dissidente, tweet che evidenziavano le posizioni e dichiarazioni di alcuni consiglieri sulla questione del 23 maggio. L'ultimo intervento è stato quello del Sindaco,  il quale ha dichiarato che “non sono sereno ma si svolgeranno i cortei” che ha parlato a lungo con Questura e Prefettura ed ha avuto chiare rassicurazioni sul fatto che a Gorizia praticamente quel giorno non accadrà nulla. Ricordando che èStoria per la prima volta sarà estesa in tutta la città. Certamente la sicurezza del Sindaco era evidente, così come della maggioranza che lo sostiene, nulla accadrà quel giorno per responsabilità della manifestazione antifascista ed antimilitarista, e se qualcosa accadrà, e sarà per responsabilità altrui, certamente i goriziani si imbufaliranno non poco con l'attuale governo della città, questo è poco ma sicuro. Manifestazione antifascista, antimilitarista e per la pace tra i popoli  che giorno dopo giorno vede in modo significativo crescere le adesioni anche dalla Slovenia, oltre 850 sono le adesioni all'evento organizzato dall'Osservatorio Regionale Antifascista del FVG sulla pagina di Ronchi dei Partigiani, e destinate ancora a crescere. Quel giorno la Gorizia che non si ritrova nelle celebrazioni, esaltazioni, di macellerie umane, farà sentire la propria voce, partecipando ad un corteo che si annuncia certamente importante per una realtà che forse da diversi anni non era più abituata ad una simile situazione, ed è altresì importante che partiti e sindacati ed organizzazioni che si ritrovano nell'antifascismo facciano sentire la loro voce non solo contro il corteo di Casapound, da condannare senza senza se e ma , non solo per chiedere l'intervento delle Istituzioni, ma a sostegno della contromanifestazione pacifica e comunicativa del 23 maggio che partirà non casualmente dal piazzale dalla Stazione alle ore 15 circa, piazzale ove si è consumata la prima battaglia nella resistenza al nazifascismo, la battaglia di Gorizia ed è questa la Gorizia che si vuole ricordare e celebrare quella antifascista, quella che si è ribellata al fascismo, contro i fascismi di ieri e di oggi, contro ogni evocazione, celebrazione della grande guerra, in un contesto storico ove i centenari se governati in cattivo modo, rischiano di diventare, strumento di propaganda e di intolleranza, tramite la mistificazione storica rischiando altresì di compromettere, seriamente, i processi di pace e dialogo tra i popoli che oggi giorno con immensa fatica si cercano di tutelare. 
Marco Barone 

Commenti

Post popolari in questo blog

Incredibile ma vero, il Consiglio Comunale di Trieste approva mozione contro il Sindaco di Napoli

All'inverosimile non vi è mai fine, ed a Trieste meno che mai. Trieste e Napoli due città distanti, che già hanno "guerreggiato" sulla primazia del caffè, quando qualcuno a Trieste collocò un cartello, ancora non rimosso, sulla strada che conduce verso Opicina, con scritto città del caffè, in aggiunta a città della Barcolana. Ma gli scazzi tra Trieste e Napoli non sono mancati neanche ultimamente su diverse questioni politiche e battute miserabili. E la sfida, se così la possiamo chiamare tale situazione politica a dir poco assurda, continua. In relazione ai noti fatti di Napoli, in merito alla visita di Salvini, e manifestazioni di protesta che ne sono conseguite, non avendo nulla di meglio da fare, cosa ha deciso di approvare il Consiglio comunale di Trieste? Una mozione proposta dal partito della lega nord, nella quale si critica duramente l'operato del Sindaco di Napoli, sia "per il diniego dato a Salvini per la sala richiesta" che per i toni utilizzat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

La Carta di Roma? Un documento privo di autocritica e si persiste sugli errori dell’Europa. Così non va

Una dichiarazione simbolica, sottoscritta da 27 leader, così si legge in premessa, dei vari stati membri delle istituzioni dell’UE. E si dice subito che sono orgogliosi dei risultati raggiunti dall’Unione Europea. Le fondamenta dell’attuale Unione Europea sono quelle del mercato, dell’economia, sulla circolazione delle merci, solo successivamente si sono affermati importanti diritti umani, o situazioni finalizzate a garantire la libera circolazione delle persone, a partire dalla demolizione delle frontiere. Ma scrivere in premessa di essere orgogliosi dei risultati raggiunti, significa auto-celebrarsi, senza capire che le politiche governative degli ultimi decenni hanno portato l’Europa nella situazione disastrosa nella quale noi tutti ci troviamo, Grecia docet ed Italia pure. Europa nata dalle macerie della seconda guerra mondiale, che ha conosciuto conflitti importanti, come quello devastante della Jugoslavia, d’altronde non poteva esistere una Jugoslavia socialista forte alle port…