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#Ilcoraggiodi parlare di partigiani per pochi minuti e di nascondere alcune verità

120 minuti, in prima serata, per il #70esimo della liberazione dal nazifascismo.  120 minuti ove tra frasi sensazionali, musiche, e sguardi di storia, si è conferita una versione sulla nostra storia della liberazione dal nazifascismo faziosa. 
Certo, si è partiti soffermandosi su alcune lapidi dedicate ai partigiani. Però il corpo, il cuore della trasmissione, sul primo canale Rai, cosa ha lasciato? Anticomunismo, alcune stragi compiute dal nazismo, e che la liberazione è avvenuta praticamente, sostanzialmente, per mano, e merito esclusivo delle truppe alleate, ergo, di parte di truppe alleate, perché dei fatti della Venezia Giulia non si è detto nulla, oltre ad una lettura di una lettera di chi verrà poi fucilato dai nazisti. I partigiani jugoslavi, l'esercito di liberazione jugoslavo ignorato. Eppure anche i partigiani jugoslavi erano alleati. Gli unici alleati saranno gli americani, che addirittura in Sicilia non avranno rapporti con la mafia.  Anzi il tutto si limiterà ad un generico rapporto tra servizi segreti ed un solo mafioso per avere informazioni utili per conquistare la Sicilia. Si negheranno i rapporti tra americani e mafiosi. Eppure, per esempio sul sito archivio del 900 si può ben leggere che “la quarta forza della coalizione anticomunista italiana è la mafia, che fin dal 1943 sarà arruolata senza troppi problemi dall'OSS americana per ordine di Donovan e Dulles. Anzi, per preparare lo sbarco, Dulles ricorrerà all'aiuto del suo vecchio assistito, Lucky Luciano, che in cambio della collaborazione fu scarcerato nel 1946.!", così come si ignoreranno volutamente i sindaci mafiosi, gli uomini di onore inseriti con il consenso degli americani nella pubblica amministrazione, nella gestione della cosa pubblica siciliana.
Fatto di una gravità inaudita, ma che non solo doveva essere negato, ma anche smentito, minimizzandolo, per dire che gli americani, erano quelli che ci hanno liberato, con cioccolato, musica e coca cola e sigarette.  Si parlerà dei soldati polacchi, rigorosamente anticomunisti, non si parlerà di che cazzo hanno combinato i fascisti durante il loro regime dittatoriale, eppure è stata una grande occasione persa, specialmente per raccontare le brutalità compiute nel confine orientale. Insomma gli unici cattivi erano i nazisti, i fascisti e chi se li ricorda, gli unici che ci hanno liberato gli americani ed i partigiani? Dopo le lapidi iniziali, una canzone nel mezzo della trasmissione, solo dieci minuti finali, tramite una testimonianza di una staffetta partigiana che portava messaggi, ed una bella ciao cantata per lavarsi le mani,  si è voluto consacrare una immagine distorta e faziosa della nostra storia della resistenza, facendo apparire il ruolo dei partigiani come minimale, ben rappresentato dalla quantità, dai minuti, di quella trasmissione in prima serata sul canale pubblico italiano. Dire poi che buona parte dei partigiani lottavano non solo contro i fascisti e nazisti ma anche per un sistema socialista, una bestemmia che non andava proprio osata.

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