Passa ai contenuti principali

Il Governo partorisce l'atto del lavoro senza diritti? E Monfalcone intanto dice no

Un centinaio di volantini distribuiti in poco tempo nella centralissima piazza di Monfalcone, è stata la prima risposta del comitato Isontino no jobs act, (che è presente anche su facebook www.facebook.com/nojobsactisontino ed ha una mail per essere contattato "nojobsact.isontino@gmail.com") al violento atto del Governo del 20 febbraio con il quale si affondano totalmente diritti storici e fondamentali per i lavoratori e le lavoratrici. 
Un decreto legislativo in materia di licenziamenti che prevede anche due tutele, se così possiamo chiamarle, differenti se assunti dopo il 1 marzo 2015, giorno in cui dovrebbe entrare in vigore, o meno, se il contratto verrà convertito a tempo indeterminato prima o dopo questa fatidica data. Già era facile licenziare con la disastrosa riforma “Fornero”ora il reintegro è realmente un miraggio. Le reazioni da parte della piazza monfalconese sono state positive, nonostante il tutto. Vi è chi ha preso il volantino per il proprio figlio, appena licenziato, chi era in mobilità, chi neanche il lavoro cerca più, chi precario, chi chiedeva una manifestazione, chi di sollevare la testa e non chinarsi a questa violenza contro diritti fondamentali. Una piazza ove con amarezza  è emersa la piena consapevolezza che i peggiori attacchi ai diritti dei lavoratori, paradossalmente, sono pervenuti da Governi così detti di sinistra, dall'introduzione della precarietà in poi. 
Una piazza che ha trovato unità nella preoccupazione di vivere senza diritti ed essere totalmente in balia di volontà padronali. Non si promuove il lavoro facilitando i licenziamenti, precarizzando ulteriormente la precarietà, eppure il governo attuale pare andare contro tale logico principio, non rottamando diritti, ma distruggendo diritti, perché i diritti non si rottamano, non sono una cosa vecchia, non sono una cosa anacronistica. Insomma, un momento infelice per il mondo del lavoro, specialmente nell'Isontino, nella Bisiacaria, realtà che vivono una profonda crisi economica, sociale, da biblioteche, come quella di Ronchi che a causa di mancanza di risorse è chiusa ora due giorni su cinque, da aziende fallite, da trasferimenti di azienda che prevedono drastiche riduzioni orarie dei contratti di lavoro, dove cresce sempre di più ed in modo preoccupante l'intolleranza verso i migranti, dove si propongono riforme degli enti locali anti democratiche,  o dove le speranze vengono ritrovate in una missiva del Papa, come se una lettera del Papa potesse risolvere il problema lavoro, ma ciò comunque è sintomatico della situazione attuale, dove anche i sindacati vivono enormi difficoltà non solo di rappresentanza dei lavoratori, ma anche di legittimazione popolare, e tutto ciò ha delle cause sulle quali è necessaria una seria riflessione ma anche concreta risposta. 
Anche se il Jobs Act a breve sarà operativo, può ancora essere fermato e contrastato, sia attraverso le vie legali, che certamente verranno intraprese, che attraverso i processi democratici, quelli che sono proprio mancati per l'adozione di tale scellerato provvedimento normativo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Celebrazione di D'Annunzio e Fiume, risponde l'Ambasciata croata: Basta celebrazioni ci attiveremo

Il cinque settembre, come è noto, avevo scritto una lettera all'Ambasciata della Repubblica di Croazia con sede in Roma in merito a quanto puntualmente ogni anno avviene in Monfalcone. Si celebra l'occupazione militare di Fiume ed un poeta razzista nei confronti dei croati quale D'Annunzio. Mi ero sempre chiesto ma perchè la Repubblica di Croazia tace? Probabilmente perchè non era a conoscenza di quanto accade in Italia? Per tagliare la testa al toro ho scritto la lettera di cui in premessa e mi ha risposto gentilmente ed in tempi anche rapidi il Ministro Plenipotenziario dell'Ambasciata della Repubblica di Croazia Mladenka Šarac-Rončević.


Questo il testo della sua risposta, come si potrà vedere chiaro, conciso:


"Ringraziamo della Sua mail del 5 settembre 2017. Condividiamo la Sua opinione che simili anniversari danneggiano l'atmosfera dei rapporti amichevoli tra i nostri due paesi e che celebrarli incita sentimenti nazionalistici. L'Ambasciata della …

Quel razzismo verso gli slavi mai sparito, saranno le nuove generazioni a demolirlo

Agli italiani piace andare in Croazia a farsi le vacanze. E non è difficile sentir dire questo una volta era "nostro" pensando magari a Lussino, a Pola, a Fiume. O attraversando la costa slovena. Era nostro. Un nostro che si è rivelato un mostro, un mostro che ha partorito e determinato violenze inaudite, impunite. Crimini come quelli compiuti dai nazisti che hanno avuto in diversi casi giusti processi, in Italia mai considerati come crimini, ma presunti, e mai processati. Anzi, sono stati riabilitati i "presunti criminali". In Italia si è verificata l'epurazione al contrario. Sono stati i partigiani ad essere stati espulsi ad esempio dalle forze di polizia, ad essere processati ed incarcerati non i fascisti, almeno quelli che contavano che hanno continuato ad occupare posti chiave nell'Italia repubblicana il cui unisco scopo era colpire il comunismo e per colpire il comunismo il passato divenne un frullato indigesto gettato nel cesso dell'ingiustizia.…

A Pordenone il 14 ottobre manifestazione regionale antifascista

L'ultima grande manifestazione antifascista regionale che si è svolta in Friuli Venezia Giulia è stata in occasione del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia. A causa delle celebrazioni dei casapoundisti che avevano puntato su Gorizia per una iniziativa nazionale rivelatasi poi un flop visti i numeri, e vista l'imponente risposta del movimento antifascista del FVG.  Nel corso del tempo il neofascismo e l'estremismo nazionalista, "identitario" ed il razzismo sono dilagati ovunque anche in Friuli Venezia Giulia. Non a livello allarmante, certo, però è innegabile che la situazione sociale e politica favorisce l'affermazione delle peggiori nefandezze delle peggiori "soluzioni" politiche. La banalità del male è questa. Ed anche il FVG non è immune da tutto ciò. Anzi, come la storia ha insegnato è sempre nei luoghi di confine, nelle estremità che si realizzano prima che altrove certi e dati fenomeni "identitari" e razzisti. Il F…