Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Sol di tramonto in Friuli Venezia Giulia

Recinti di strada, oltre, praterie del Basso Friuli, foschia nell'immediato avvenire dopo la Bisiacaria. Palla non perfettamente rotonda, rossa, arancio, gialla, a galla sulle nuvole per poi affondare nella profondità. Pensi al sole che mai hai visto dal vivo, quello d'Africa, talmente grande, talmente immenso, che distrazione ed attenzione giostrano nel mezzo del dubbio. Ma sei in Friuli Venezia Giulia, dove anche un tramonto è il tramonto, quello che ama confondersi con il risveglio dello stupore nell'alba del vissuto mediterraneo ponte sottile d'Oriente e d'Occidente.

Marco Barone

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