Passa ai contenuti principali

#Trieste: Il comitato esecutivo democratico ed antifascista italo sloveno del 17 maggio 1945

I segretari provinciali di Trieste,di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani, Peter Behrens e Bruna Zorzini, intervenuti in merito al "caso Furlanic”, in una conferenza stampa,come riportato dal Piccolo del 21 ottobre 2014, hanno ribadito che «Furlanic ha ragione quando afferma che la data del 12 giugno 1945 non riveste alcun particolare significato per la città, se non quello di rappresentare il giorno nel quale Trieste quale Trieste passò da un’amministrazione civile, formata da cittadini di Trieste, che aveva sostituito quella militare iugoslava dal 17 maggio, a quella militare, anglo americana”. Ed è il caso di ricordare, proprio quella iniziativa antifascista, democratica e partecipata, come giustamente richiamata dai Peter e Bruna, che si è realizzata a Trieste  il 17 maggio 1945, fatto poco conosciuto e spesso ignorato.  Nella sera del 17 maggio 1945 Radio Belgrado comunicava che l'amministrazione civile di Trieste veniva affidata al Comitato esecutivo italo sloveno ed erano presenti alla cerimonia rappresentanti sovietici, americani ed inglesi. Nel Comitato, che assumeva la direzione del movimento antifascista della città, vi rientravano: unità operaia, fronte sloveno di liberazione, Partito Comunista Italiano, Italiani democratici indipendenti,Lega della gioventù slovena, Gioventù italiana antifascista, Lega femminile antifascista slovena e Lega femminile antifascista italiana. Tra gli scopi di questo Comitato, come comunicati pubblicamente, si evinceva in particolar modo la democratizzazione della classe dirigente della città, la ripresa della attività economica, il rafforzamento dell'unione e della fratellanza tra italiani e sloveni e la preparazione delle condizioni necessarie alle elezioni democratiche. Contestualmente, al Teatro Rossetti, si svolgeva l'assemblea per Trieste. Il corrispondente speciale della Reuter, come rileva l'Unità in un suo articolo del 19 maggio 1945, in prima pagina, dei rappresentanti presenti circa la metà parlava in italiano. “Nel gruppo di personalità più in vista che avevano preso posto sul palcoscenico del teatro, si notavano un prete e tre donne. Dietro di loro pendevano bandiere jugoslave, tricolori italiani con la stella rossa e bandiere alleate”.Tra le misure prese in considerazione, in modo democratico e condiviso e partecipato vi era la immediata istituzione del Tribunale del Popolo. Si riporta, sempre nell'articolo dell'Unità del 19 maggio 1945, giornale che come è noto non è mai stato benevolo nei confronti di Tito, la presa di posizione dell'ex sottosegretario di Stato americano  Welles il quale dichiarava che “nelle sistemazioni della pace del 1919, l'ex porto austriaco di Trieste venne ceduto all'Italia assieme alla penisola istriana ed a una parte del retroterra. Non vi può essere dubbio che nelle linee di demarcazione decise allora si commisero gravi ingiustizie etniche ed economiche. Molti slavi che abitavano l'Istria vennero posti sotto la sovranità italiana”.

fonte foto: Prima Pagina Unità del 19 maggio 1945

Commenti

Post popolari in questo blog

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…