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Scuola: arriverà l' ennesima consultazione “pubblica” visionaria?

Il 29 agosto Matteo Renzi, su twitter, ha scritto: “ tutto il percorso sulla scuola sarà partecipato. Non la solita riforma che cala dall'alto. Aspetta qualche giorno e vedrai”. Il 25 agosto il Ministro Giannini, sempre su twitter scriveva: “Il 29 agosto presenteremo 'visione' governo su scuola. Seguirà provvedimento in costruzione da mesi”. Come è noto, a quanto pare per contrasti politici “interni” in merito al modo in cui deve essere superato il regime scuola paritarie/statali, senza dimenticare che recentemente è stato adottato un provvedimento che ha previsto l'esenzione, per esempio, in tema di IMU,a favore della quasi totalità delle scuole “paritarie”che in sostanza equipara totalmente anche dal punto di vista fiscale la scuola pubblica con quella privata, il pacchetto rivoluzionario della e sulla scuola è stato rinviato. Il vero succo della riforma della scuola riguarderà proprio questo aspetto, gli altri aspetti, su cui si è discusso e si continua a discutere, sono certamente importanti, ma dal punto di vista politico etico e sociale, il superamento scuole paritarie/pubbliche sarebbe una vittoria immensa che neanche la Dc è riuscita a conseguire, per i poteri cattolici di questo Paese e lobby collegate ed una sconfitta enorme per il fronte laico. Si parla di una riforma rivoluzionaria che non verrà dunque calata dall'alto. Ci hanno già abituati a pseudo consultazioni pubbliche, su cui avevo già scritto in passato, ben evidenziando il senso dell'apparenza di queste operazioni e che tagliano fuori una platea a dir poco considerevole, in particolar modo quella che non ha accesso ad internet od al computer, senza dimenticare che non si comprende con quali criteri si valutano i suggerimenti inviati e con molto probabilità i dissensi, che non si armonizzano con l'architettura della riforma come decisa dall'alto, a colpi di click verranno cestinati. Per visionario, nella sua interpretazione estensiva, si può intendere, colui che immagina e ritiene vere cose non rispondenti alla realtà. E sicuramente non sarà corrispondente alla realtà il fatto che questa riforma non venga calata dall'alto. Penso per esempio al CDM del 29 agosto  che se per caso è realmente chiamato a definire i provvedimenti sulla giustizia e/o sblocca Italia come si "armonizzerà" con la consultazione ancora in itinere in materia? La cosa interessante, infatti, è che, il programma “rivoluzionario” del Governo, prevedeva la consultazione pubblica fino al 31 agosto 2014 per partecipare alle consultazioni pubbliche sulle linee guida dello "Sblocca Italia" e della riforma della Giustizia, inviando il proprio contributo scrivendo a rivoluzione@governo.it (specificare nell’oggetto della e-mail: "sblocca Italia" o "riforma della giustizia") . Probabilmente sarà anche questa la procedura che riguarderà la scuola. Certamente è difficile scrivere riforme non calate dall'alto, ben tenendo conto di cosa oggi significhi rappresentanza, il concetto della rappresentanza, politica e sindacale, per come normata, taglia fuori una platea considerevole di soggettività, siano esse politiche che sindacali, appunto, privandole anche dei diritti considerati e correlati al concetto di rappresentanza e rappresentatività. Sicuramente le nuove tecnologie possono essere un valore aggiunto, ma si deve capire a cosa e per cosa. Ad oggi, se valore aggiunto sono e saranno, sicuramente, per come strutturato il sistema, astratto nella sua immaginazione, concreto nella sua azione, lo sono e lo saranno per la coltivazione della parvenza della democrazia e la contestuale legittimazione del proprio operato. Esistono siti internet, che da anni ed anni si occupano di scuola, che ben lasciano trapelare quali sono gli indirizzi ed i sentimenti di chi opera nella scuola, e sicuramente, almeno per le solite ed immancabili anticipazioni che sono emerse, in merito al pacchetto scuola, sembrano non rispecchiare per nulla la volontà maggioritaria di chi opera nel comparto scuola su diversi fronti, sembrano invece essere perfettamente in linea con quel disegno che vuole perfezionare la scuola azienda con l'introduzione di concetti, principi,norme che ben si conciliano con la privatizzazione della scuola pubblica. Insomma una cosa è certa, la rottamazione senza i rottamati non può andare avanti ed il vero potere è nella mano dei rottamati ed i rottamati battono da anni sempre lo stesso chiodo, dunque nessun stupore e nessuna sorpresa o meraviglia, ci saranno invece molte conferme per nulla sorprendenti, per molti aspetti preoccupanti. Forse è il caso di interrogarsi seriamente su cosa si voglia intendere con democrazia e partecipazione, perché democrazia e partecipazione sono delle cose serie, mica principi con cui giocare od illudere od ingannare le persone ed a questo punto sperare che i mille giorni di te(governo) senza me( cittadino) di passione possano finire, in modo indolore per tutti noi, il prima possibile.











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