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Mentre le città vanno in dissesto finanziario, a Sistiana nasce il paese presepe per ricchi


Ho recentemente sentito mia madre al telefono, che vive a Vibo Valentia, e mi ha raccontato l'ennesima situazione degradante in cui si trova quella città, montagne di rifiuti non raccolti e diverse presenze di topi, per nulla disturbati dalla presenza umana, anzi probabilmente ringrazieranno gli esseri umani per la loro imbecillità nella gestione del sistema sociale. Comune che si trova, tra le altre cose, in una provincia, quale quella di Vibo, che, con deliberazione commissariale del 2013, ha dichiarato il dissesto finanziario. Percorri più di mille chilometri ed a Gorizia vedi che esiste l'emergenza scuola, scuole che cadono letteralmente a pezzi, e centinaia di studenti e docenti si troveranno a vivere il nuovo anno scolastico in una situazione indegna per un paese civile. A neanche 30 km da Gorizia, Trieste, camminando in qualsiasi ora nella zona di Piazza della Libertà ed ex Silos, ecco decine di persone senza un tetto ove poter dormire, accontentarsi di una scatola ed una coperta presa chissà dove, per non parlare del problema sociale case sfitte e di persone in difficoltà, sempre di più, a rischio sfratto. Basterebbe mezzo cartellino di un giocatore di una squadra di calcio di Serie A per risolvere molte emergenze che uccidono i Comuni e le città italiane. Ma non è questo il mondo della giustizia sociale e con il capitalismo come potrebbe essere altrimenti? Ed ecco che a Sistiana, dopo la morte della cava, nasce un paese per ricchi, Portopiccolo. 
Ben e forse anche oltre 245 milioni di euro per l'edificazione di tante case, ove la pietra e di buona qualità è dominante, dall'architettura moderna, dall'alta tecnologia ed elevato risparmio energetico e dal costo proibitivo per qualsiasi comune mortale. 





Non vi è ad oggi neanche una fontana, neanche un parco giochi per i bambini, almeno io non li ho visti, ma sono previste una ventina di attività commerciali, molto delle quali già operative, e l'hotel di mega lusso, il primo a 5 stelle lusso del Friuli Venezia Giulia. Sembra di essere all'interno di un plastico gigante, a dimensione “umana”. Colori freddi che vorrebbero ricucire l'aspetto paesaggistico del costone costiero, verde quasi inesistente e la nuova insenatura può essere una soluzione in armonia con l'ambiente marino per la rivitalizzazione del luogo? Pare invece costituire una forte alterazione del paesaggio naturale, già violentato dalla cava. Tra Beach Club e posti barca, ad oggi vuoti, ma probabilmente non per molto tempo, e piscine e piazzette, e case, per ora ( si presume) disabitate, si è realizzato un paese a forma di presepe, per ricchi. E' questa la sensazione che hai dopo aver visto e visitato Portopiccolo.  Una sorta di rifugio selettivo, seppur aperto al pubblico, per ovvie ragioni di propaganda e di “accettazione” di quell'artificio, altamente riservato. La baia di Sistiana seguirà il destino della baia di Cigale sull'isola di Lussino? I grandi capitalisti, i ricchi, prima si comprano le ville, poi arrivano con i mega alberghi, e poi, ovviamente, non volendosi confondere con la gente comune e dovendo attuare una sorta di selezione, e la selezione viene effettuata attraverso il danaro, compreranno pezzi di spiaggia, di litorale,oppure semplicemente prendendoli in gestione, una gestione che altro effetto non avrà che limitare l'accesso al bene comune, pardon ex bene comune. Portopiccolo, nato in pochissimo tempo, forse in tempo record, pochi anni di lavoro, un centinaio di posti di lavoro, deve essere un momento ed un monumento di riflessione sociale e politica seria. 245 milioni per edificare in un luogo ove l'edificazione non era certamente necessaria, 245 milioni per realizzare un paese per ricchi, nel tempo in cui i Comuni e le città d'Italia e non solo d'Italia non riescono più a soddisfare le esigenze minime ed i servizi minimi essenziali. Quanto può reggere ancora questa situazione? E se Portopiccolo fallirà, cosa improbabile, ma nella vita mai dire mai, cosa si dovrà fare con tutte quelle case? Eppure i casoni Quarantia, in legno, di Staranzano, dopo una vicenda lunga, complessa e difficile, sono stati demoliti, perché a detta di alcuni "esperti" turbavano l'ambiente ed erano considerati non compatibili con  la riserva naturale della Foce dell’Isonzo costituita oltre una decina d'anni dopo la loro edificazione. Ma i casoneri non erano mica ricchi proprietari, solo cittadini comuni e senza "santi in paradiso". Ma a Portopiccolo questo problema non si pone,anche perché lì non si avrà a che fare con comuni o squattrinati cittadini, eppure sarebbe bastato poco per recuperare l'area della cava dismessa, avviare una riqualificazione, che non deve fare per forza di cose rima con speculazione, del tratto di costa considerato per ripristinare la naturale bellezza, oggi seriamente compromessa da quel buco enorme riempito da colate di cemento e da quello che sembra essere un plastico extra-large oppure un presepe per ricchi e che qualcuno ha battezzato come la mini Monte Carlo del Nord Est.  

Che l'attenzione comunque rimanga massima, perché Portopiccolo è solo l'inizio di una trasformazione selettiva che rischia di subire l'intera area della baia di Sistiana, e la baia di Cigale di Lussino insegna. E se questi sono i modelli da inseguire e perseguire nella nuova Europa,certamente vanno fermati quando possibile ed ostacolati nel nome dell'interesse comune e generale. Intanto, qualcuno ha proposto,satiricamente, di aprire l'osmiza in Portopiccolo. Forse un buon bicier de vin ed una bella fetta di salame, sarà utile per digerire l'indigeribile.


Marco Barone

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