Passa ai contenuti principali

Mentre continua la battaglia a Ronchi contro dei legionari, Pescara si “sdannunzia”

Una circolare con la quale si dispone la rimozione del logo di Pescara Città Dannunziana. Una circolare con la quale si invita a non utilizzare il logo con l'immagine di D'Annunzio negli atti ufficiali del Comune di Pescara. Il Sindaco di Pescara ha intrapreso una iniziativa simbolicamente e formalmente importante, nella città natale di D'Annunzio. Ovviamente si sono scatenati, come già accaduto nel caso Ronchi dei partigiani contro la denominazione dannunziana dei legionari, gli arditi seguaci e difensori di D'Annunzio, in prevalenza provenienti dall'area di destra ed estrema destra.Che D'Annunzio sia un personaggio indifendibile è un dato di fatto, i suoi legami con il fascismo sono evidenti, militarista, razzista, eversore, e fascista, appunto. Non sono pregiudizi nati dal nulla, ma giudizi maturati dalla lettura dei suoi testi, dal suo operato, dalle sue dichiarazioni, dal suo modo di vivere ed operare. Ora, la motivazione che ha spinto il Sindaco di Pescara a sdannunziare la città, può essere non coincidente con quella che caratterizza la battaglia che da tempo si svolge a Ronchi contro la denominazione fascista dei legionari in ricordo dell'occupazione militarista di D'Annunzio di Rijeka . Così come, però, non si può escludere che il dibattito, che si è scatenato a livello nazionale, in relazione al caso Ronchi, con attacchi pesanti pervenuti a livello nazionale  in prevalenza da aree di estrema destra, abbia in un certo senso potuto suggerire al Sindaco di Pescara di intraprendere l'iniziativa che ora si commenta. Può essere una questione di modernità, può essere una questione volta a saldare i rapporti di amicizia proprio con quella terra occupata dai legionari condotti da D'Annunzio ed annessa all'Italia per opera poi del fascismo, al quale lo stesso D'Annunzio ha lasciato in eredità la sua impresa militare, può essere una questione di antifascismo, può essere una questione di avere il coraggio di esprimere, proprio attraverso la forma e la burocrazia, quella verità che in Italia non si vuol accettare sul caso D'Annunzio. A quanto pare il caso Pescara giungerà in Parlamento, a parer mio, se proprio il Parlamento deve interferire, che lo facesse su una cosa, ovvero che emanasse quanto prima  un provvedimento volto ad eliminare tutte quelle denominazioni, vie, dedicate a personaggi fascisti o compromessi con il fascismo, e che magari si introducesse a scuola uno studio a dir poco critico proprio nei confronti di D'Annunzio, spesso, in modo incomprensibile, osannato. Quanti conoscono i suoi versacci razzisti contro i croati, ad esempio? Che l'iniziativa del Sindaco di Pescara possa essere l'inizio di una sana epurazione.


Commenti

Post popolari in questo blog

Con i confini della giusta sconfitta di Caporetto l'Italia oggi si fermerebbe a Treviso

Dal dannunzianesimo in poi, passando per retoriche risorgimentali estremizzate, irredentismi radicali, simulati patriottismi, l'Italia decise di aggredire l'Impero Austro Ungarico, occupando terre non italiane, anche se forse si poteva pur parlare l'italiano, anche se prevalentemente si parlavano dialetti locali oltre ovviamente allo sloveno, il tedesco, il friulano. Dove vi potevano essere radici latine, risalenti anche all'Impero Romano, ma non è che ovunque l'Impero Romano mise piede era da considerarsi Italia, perchè allora dovrebbero rivendicare anche l'Azerbaigian, senza dimenticare che l'Italia si formerà come Stato unitario poi solo nel 1861. Audacia, tenacia, scippati dalla terra contadini, ragazzi, famiglie senza più i loro figli, mandati a morire nel nome del niente. Arroganza, gestione criminale del conflitto, per conquistare fazzoletti di terra che ancora oggi si sentono poco italiani, perchè l'Italia è giovane, l'Italia unita si è fat…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

A Trieste chiude la libreria indipendente IN DER TAT, Davide questa volta ha perso contro Golia

"IN DER TAT“, prendendo in prestito un concetto che il filosofo Hegel riferiva alla cultura, significa in atto, in evoluzione. E’ per questo motivo che l’abbiamo scelto come nome per la nostra libreria, proprio perché pensiamo alla cultura come qualcosa in continuo mutamento(...)". Questo è quello che leggi nel sito di questa libreria, situata nella zona Cavana di Trieste, non più un bordello ottocentesco, ma un rione oramai destinato ad essere fashion, riqualificato, perfetto, una vetrina nella vetrina di Trieste, che ha snaturato la sua storia, che forse viene ricordata dalla statua di Svevo, niente di più. Una libreria che ha segnato per anni ed anni la storia di questo rione, un punto di riferimento culturale, sociale per triestini e non, appuntamenti di gran rilievo, dibattiti e confronti su più materie, i libri prendevano forma, vita attraverso anche gli incontri, le relazioni. Una libreria relazionale. Con il vecchio libraio o vecchia libraia, non per questione ana…