Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

Mentre continua la battaglia a Ronchi contro dei legionari, Pescara si “sdannunzia”

Una circolare con la quale si dispone la rimozione del logo di Pescara Città Dannunziana. Una circolare con la quale si invita a non utilizzare il logo con l'immagine di D'Annunzio negli atti ufficiali del Comune di Pescara. Il Sindaco di Pescara ha intrapreso una iniziativa simbolicamente e formalmente importante, nella città natale di D'Annunzio. Ovviamente si sono scatenati, come già accaduto nel caso Ronchi dei partigiani contro la denominazione dannunziana dei legionari, gli arditi seguaci e difensori di D'Annunzio, in prevalenza provenienti dall'area di destra ed estrema destra.Che D'Annunzio sia un personaggio indifendibile è un dato di fatto, i suoi legami con il fascismo sono evidenti, militarista, razzista, eversore, e fascista, appunto. Non sono pregiudizi nati dal nulla, ma giudizi maturati dalla lettura dei suoi testi, dal suo operato, dalle sue dichiarazioni, dal suo modo di vivere ed operare. Ora, la motivazione che ha spinto il Sindaco di Pescara a sdannunziare la città, può essere non coincidente con quella che caratterizza la battaglia che da tempo si svolge a Ronchi contro la denominazione fascista dei legionari in ricordo dell'occupazione militarista di D'Annunzio di Rijeka . Così come, però, non si può escludere che il dibattito, che si è scatenato a livello nazionale, in relazione al caso Ronchi, con attacchi pesanti pervenuti a livello nazionale  in prevalenza da aree di estrema destra, abbia in un certo senso potuto suggerire al Sindaco di Pescara di intraprendere l'iniziativa che ora si commenta. Può essere una questione di modernità, può essere una questione volta a saldare i rapporti di amicizia proprio con quella terra occupata dai legionari condotti da D'Annunzio ed annessa all'Italia per opera poi del fascismo, al quale lo stesso D'Annunzio ha lasciato in eredità la sua impresa militare, può essere una questione di antifascismo, può essere una questione di avere il coraggio di esprimere, proprio attraverso la forma e la burocrazia, quella verità che in Italia non si vuol accettare sul caso D'Annunzio. A quanto pare il caso Pescara giungerà in Parlamento, a parer mio, se proprio il Parlamento deve interferire, che lo facesse su una cosa, ovvero che emanasse quanto prima  un provvedimento volto ad eliminare tutte quelle denominazioni, vie, dedicate a personaggi fascisti o compromessi con il fascismo, e che magari si introducesse a scuola uno studio a dir poco critico proprio nei confronti di D'Annunzio, spesso, in modo incomprensibile, osannato. Quanti conoscono i suoi versacci razzisti contro i croati, ad esempio? Che l'iniziativa del Sindaco di Pescara possa essere l'inizio di una sana epurazione.


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