Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Prima guerra mondiale, il massacro di civili serbi dalla campagna di agosto del 1914

Quando si parla di prima guerra mondiale, nell'immaginario collettivo, vi è la trincea, i campi di battaglia che vedono le truppe affrontarsi a colpi di fucile o baionetta o cannonate. Ma la prima guerra mondiale, scatenata da colui che dovrebbe essere ricordato come un criminale, quale l'Imperatore Francesco Giuseppe, ha travolto milioni di civili. La Serbia, tutta,  doveva essere punita. Doveva pagare la penitenza, a colpi di cannone, per l'attentato all'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo e sua moglie. Morte colta con molta indifferenza a Vienna ed estrema freddezza dall'Imperatore. L'ultimatum che ultimatum poi non era, perché anche se la Serbia avesse accettato tutti i punti, avrebbero trovato, gli amanti della guerra e della superbia, in ogni caso una scusa per attaccare quel Paese ribelle, era destinata alla punizione, solo per la ragione di esistere in quanto tale. La campagna di agosto, segnerà la prima grande sconfitta dell'esercito austro-ungarico, con la nota battaglia del monte Cer. Esercito che si pavoneggiava, fiero delle proprie divise, condotto da generali e comandanti inadatti, abituati più alla vita da salotto viennese che ai campi di battaglia. La spedizione punitiva di agosto sarà di una violenza inaudita contro la popolazione civile. Si massacreranno contadini, donne, bambini, spesso si risparmiavano le pallottole, per non sprecarle, decidendo di uccidere i civili con la baionetta, tre uomini contro uno solo, colpito ed ucciso come una bestia, vi sono anche testimonianze di persone sepolte vive in piena agonia. E bestialità nella bestialità questo massacro veniva fotografato per esser pubblicato come una sorta di trofeo. Questo perché in Serbia sarà l'intera popolazione a resistere e ribellarsi contro l'invasore. Fatto non previsto dall'esercito guidato e condotto da Potiorek generale e governatore della Bosnia, responsabile delle misure di non sicurezza attuate durante la nota visita dell'erede al trono a Sarajevo.  Fatto, quale la ribellione della comunità serba, che verrà severamente punito e represso.Sì, l'impero austro-ungarico,ha cercato di realizzare una mera pulizia etnica. Basta pensare al modo in cui si comportarono, le truppe imperiali, subito dopo il duplice omicidio. Solo 48 dopo ore l'assassinio in Bosnia furono arrestati 200 serbi, diversi contadini impiccati subito, alla fine di luglio, 5000 saranno i serbi dietro le sbarre e 150 furono impiccati appena iniziarono le ostilità. I conti, alla fine della prima guerra mondiale, i numeri, saranno impressionati. Quasi 750 mila serbi, ovvero un serbo su sei ovvero quasi il 22% della popolazione verrà spazzato via, la percentuale più alta tra tutti i Paesi coinvolti dalla prima guerra mondiale.


fonte foto:

"Srbští chlapci zavraždění před očima matek" di Ignoto - Léta zkázy a naděje 1914-1918, Miroslav a Hana Honzíkovi (Miroslav Honzík and Hana Honzíková). 

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