La scritta TITO a Nova Gorica è una pagina della nostra storia che non va cancellata

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  Abbiamo questo vizio, tutto moderno e un po’ infantile, di pensare che la Storia sia un elenco di buoni e cattivi da aggiornare a colpi di gomma per cancellare. La damnatio memoriae,  l’hanno inventata i Romani,ma loro lo facevano con una ferocia e una consapevolezza politica che noi oggi abbiamo smarrito, convinti come siamo di fare un’opera di bene. E invece no, non è quasi mai un bene. Guardiamoci in faccia. Noi italiani, che spesso amiamo salire in cattedra e spiegare agli altri come si sta al mondo, prima di andare a fare la morale agli sloveni dovremmo forse chiederci: ma noi, con i nostri scheletri nell'armadio, ci abbiamo fatto davvero i conti? Ma neanche per idea! Perché, vedete, finché a Gorizia si può tranquillamente celebrare la Decima Mas, con tutto quel che ha significato  allora forse abbiamo un problemino di coerenza.  Seguendo questa logica del "cancelliamo quel che ci dà fastidio", che facciamo con Nova Gorica? La radiamo al suolo? Perché,quella c...

Prima guerra mondiale, il massacro di civili serbi dalla campagna di agosto del 1914

Quando si parla di prima guerra mondiale, nell'immaginario collettivo, vi è la trincea, i campi di battaglia che vedono le truppe affrontarsi a colpi di fucile o baionetta o cannonate. Ma la prima guerra mondiale, scatenata da colui che dovrebbe essere ricordato come un criminale, quale l'Imperatore Francesco Giuseppe, ha travolto milioni di civili. La Serbia, tutta,  doveva essere punita. Doveva pagare la penitenza, a colpi di cannone, per l'attentato all'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo e sua moglie. Morte colta con molta indifferenza a Vienna ed estrema freddezza dall'Imperatore. L'ultimatum che ultimatum poi non era, perché anche se la Serbia avesse accettato tutti i punti, avrebbero trovato, gli amanti della guerra e della superbia, in ogni caso una scusa per attaccare quel Paese ribelle, era destinata alla punizione, solo per la ragione di esistere in quanto tale. La campagna di agosto, segnerà la prima grande sconfitta dell'esercito austro-ungarico, con la nota battaglia del monte Cer. Esercito che si pavoneggiava, fiero delle proprie divise, condotto da generali e comandanti inadatti, abituati più alla vita da salotto viennese che ai campi di battaglia. La spedizione punitiva di agosto sarà di una violenza inaudita contro la popolazione civile. Si massacreranno contadini, donne, bambini, spesso si risparmiavano le pallottole, per non sprecarle, decidendo di uccidere i civili con la baionetta, tre uomini contro uno solo, colpito ed ucciso come una bestia, vi sono anche testimonianze di persone sepolte vive in piena agonia. E bestialità nella bestialità questo massacro veniva fotografato per esser pubblicato come una sorta di trofeo. Questo perché in Serbia sarà l'intera popolazione a resistere e ribellarsi contro l'invasore. Fatto non previsto dall'esercito guidato e condotto da Potiorek generale e governatore della Bosnia, responsabile delle misure di non sicurezza attuate durante la nota visita dell'erede al trono a Sarajevo.  Fatto, quale la ribellione della comunità serba, che verrà severamente punito e represso.Sì, l'impero austro-ungarico,ha cercato di realizzare una mera pulizia etnica. Basta pensare al modo in cui si comportarono, le truppe imperiali, subito dopo il duplice omicidio. Solo 48 dopo ore l'assassinio in Bosnia furono arrestati 200 serbi, diversi contadini impiccati subito, alla fine di luglio, 5000 saranno i serbi dietro le sbarre e 150 furono impiccati appena iniziarono le ostilità. I conti, alla fine della prima guerra mondiale, i numeri, saranno impressionati. Quasi 750 mila serbi, ovvero un serbo su sei ovvero quasi il 22% della popolazione verrà spazzato via, la percentuale più alta tra tutti i Paesi coinvolti dalla prima guerra mondiale.


fonte foto:

"Srbští chlapci zavraždění před očima matek" di Ignoto - Léta zkázy a naděje 1914-1918, Miroslav a Hana Honzíkovi (Miroslav Honzík and Hana Honzíková). 

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