Passa ai contenuti principali

L'educazione fisica nella scuola primaria: quando si scrive che nell'infanzia l'educazione è fisica

Uno dei primi atti legislativi noti in materia di educazione fisica nella scuola risale al lontanissimo 1859, quando il ministro Gabrio Casati introdusse l’obbligatorietà della scuola elementare includendo anche la ginnastica tra le diverse discipline d'insegnamento. Una particolare attenzione, all'educazione fisica, ovviamente, come la storia ha insegnato, vi è stata nel fascismo. Nel 1923, con la riforma della scuola, l'educazione fisica venne affidata all'Ente nazionale educazione fisica (ENEF), facente parte successivamente dell'Opera nazionale Balilla (ONB), per arrivare alla costituzione della Gioventù italiana del Littorio (GIL). Brutti e nefasti tempi. Anno 2014. Si presenta in Parlamento, per iniziativa dell'onorevole Carfagna, il progetto di legge A.C. 2045 "Disposizioni per lo sviluppo dell'educazione sportiva nella scuola primaria" (2045)  Nella premessa si legge che “Si potrebbe dire che, soprattutto nell'infanzia, tutta l’educazione è principalmente fisica, in quanto impegnare il corpo nell'esplorazione e nella rappresentazione del mondo è una modalità di base dell’apprendimento dell’apprendimento, è piena valorizzazione di sé”. Poi, dopo la solita retorica in materia, si scrive che “ la presente proposta di legge si prefigge il riconoscimento di una professionalità specifica e la creazione di appositi laboratori per l’educazione sportiva”. Tra i vari articoli si segnala il primo ove si evidenzia che “La Repubblica riconosce l’alto valore educativo dell’attività sportiva, quale elemento essenziale dello sviluppo integrale della personalità. Al fine di potenziare l’educazione motoria e sportiva è istituito, nelle scuole primarie e negli istituti comprensivi, l’organico aggiuntivo dei docenti specialisti di educazione fisica e sportiva, per il quale hanno titolo di accesso nei concorsi al ruolo o al conferimento di supplenze i laureati in scienze motorie e i diplomati degli Istituti superiori di educazione fisica (ISEF). Ed il secondo: “ L’organico aggiuntivo di cui al comma 1 è istituito nella misura di un docente specialista ogni venti classi della scuola primaria”. Una iniziativa che segue un precedente intervento che in rete ha prodotto l'appello di cresco attivo. Ora, si può certamente discutere del fatto che nella scuola primaria sia necessario un potenziamento dell'attività di educazione fisica, purché non comporti agonismo. Si può discutere del fatto che un simile progetto di legge comporterà delle assunzioni di personale, ben dovendosi capire cosa accadrà ai docenti di scuola primaria che perderanno l'ora di educazione fisica e come recupereranno l'ora o le ore in questione, ma scrivere, in un testo legislativo che nell'infanzia tutta l’educazione è principalmente fisica mi pare un concetto fuorviante ed anche pericoloso per la scuola pubblica italiana che rischia di minare tutto il lavoro cognitivo ed intellettuale che svolgono i docenti tutti i giorni con i bambini ma anche il concetto di scuola nella sua complessità.

Commenti

  1. Non solo nell'infanzia. Durante tutta la vita, l'educazione è fisica!
    Fuorviante è, casomai, parlare di "lavoro intellettuale e cognitivo".

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Un maledetto 17 agosto a Barcellona

Ci sono cose nella vita che non dimenticherai mai e quanto accaduto in un caldo ed apparentemente tranquillo agosto a Barcellona è una di quelle cose che non metabolizzerai per lungo tempo. Hai la fortuna di poterlo in parte raccontare, anche se non sai bene cosa raccontare. Sei a pochi metri dalla interminabile e costante folla della Rambla. Vedi decine e decine di persone a passo spedito venire contro la tua direzione. In un primo momento pensi che vai sempre controcorrente. Poi arriva la polizia, di corsa, chiude la via nella quale ti trovi, una laterale della Rambla. Una delle tante. Non riesci al momento a collegare. Anche se sai che nel mondo la situazione è tesa. Ma sei a Barcellona, pensi. Un luogo sicuro.
Poi l’inevitabile ti si presenta come un cazzotto devastante nello stomaco. Attentato. Terrorismo. Panico totale. Cerchi le persone a te più care, fino a quando non le trovi e non le rintracci non sei "tranquillo".
Cerchi di capire come comportarti. Cosa fare. Cosa…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Barcellona, il giorno dopo il 17 agosto