Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

La Ghirba ai bambini dei soldati presso la sala dei “papi” dell 'aeroporto di Ronchi


In questi giorni, presso quella che si potrebbe definire la sala dei papi dell'aeroporto di Ronchi, vista la presenza di tre targhe che ricordano la presenza di alcuni papi in Friuli Venezia Giulia, e dove esiste anche una cappella, vi è l'esposizione di una mostra “voci di guerra in tempo di pace” ove si possono vedere ed osservare diversi strumenti utilizzati durante la grande guerra, ove emerge anche la copertina del giornale della Terza Armata, la Tradotta,che rivendica l'italianità di Fiume, con data febbraio 1919, dunque dopo la fine della prima guerra mondiale.

Ma ciò che colpisce di più,è la Ghirba ai bambini dei soldati, numero 28 anno 1918. Diretta da Ardengo Soffici,che, come D'Annunzio, firmerà il manifesto degli intellettuali fascisti rimanendo fedele al regime fino alla sua caduta  ed aderirà però anche alla RSI.  In una lettera del 20 marzo 1918 il futurista Soffici scriveva: “ Mi hanno incaricato di fare un giornale allegro per i soldati. Ho fatto il progetto. E' intitolato La Ghirba.(..) L'essenziale è che sia roba FATTA AL TRATTO perché la carta è cattiva e si faranno incisioni a buon mercato..”. Usciranno 29 numeri, dal 7 aprile 1918, al 31 dicembre 1918.  Si potrà vedere, nel numero a disposizione presso la sala espositiva dell'aeroporto di Ronchi, un bambino, incattivito, imbracciare un bel fucile da guerra, con il seguente monito: “ con questo ho salvato te mamma”,od un bambino che sfugge alle braccia della mamma per andare incontro al buon soldato che si appresta a nutrirlo ed a lato verrà scritto:” i bambini delle terre invase non avevano neanche questo. Bisogna difendere la propria terra”.Oppure una mamma, che sembra quasi essere una sorta di madonna, ipnotizzata dal soldato che stringe tra le proprie braccia il bambino che guarda la bandierina tricolore con l'immancabile motto e monito nazionalistico:”sono le bandiere dei popoli liberi e civili impara ad amarle, specialmente questa”. Od ancora: " il nemico ha mutilato i bambini , noi li abbiamo curati con amore e la vittoria ha premiato la nostra umanità”.  Propaganda meschina pura, che in un certo senso continua, pur con linguaggi apparentemente diversi a persistere ancora oggi, che ha strumentalizzato anche i bambini, così come accade a dire il vero oggi per le perverse “guerre umanitarie”, per legittimare una guerra che non poteva avere giustificazione alcuna ove nessuna umanità era possibile perché senso di umanità e guerra sono inconciliabili. Chissà cosa pensavano i soldati italiani, mandati al macello, quando leggevano la Ghirba. Avranno realmente riso? Visto che lo scopo della Ghirba era quello di rendere meno amara la guerra, di "addolcire la guerra" con toni epici che saranno poi propri di quell'epoca ancora più buia e nefasta che devasterà il sistema italiano, quale il fascismo? Qualche dubbio sussiste. I giornali di trincea sono certamente una importante testimonianza della follia dell'essere disumano. Come poter addolcire la guerra? Come?  Eppure anche questo è accaduto.





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