Passa ai contenuti principali

La Ghirba ai bambini dei soldati presso la sala dei “papi” dell 'aeroporto di Ronchi


In questi giorni, presso quella che si potrebbe definire la sala dei papi dell'aeroporto di Ronchi, vista la presenza di tre targhe che ricordano la presenza di alcuni papi in Friuli Venezia Giulia, e dove esiste anche una cappella, vi è l'esposizione di una mostra “voci di guerra in tempo di pace” ove si possono vedere ed osservare diversi strumenti utilizzati durante la grande guerra, ove emerge anche la copertina del giornale della Terza Armata, la Tradotta,che rivendica l'italianità di Fiume, con data febbraio 1919, dunque dopo la fine della prima guerra mondiale.

Ma ciò che colpisce di più,è la Ghirba ai bambini dei soldati, numero 28 anno 1918. Diretta da Ardengo Soffici,che, come D'Annunzio, firmerà il manifesto degli intellettuali fascisti rimanendo fedele al regime fino alla sua caduta  ed aderirà però anche alla RSI.  In una lettera del 20 marzo 1918 il futurista Soffici scriveva: “ Mi hanno incaricato di fare un giornale allegro per i soldati. Ho fatto il progetto. E' intitolato La Ghirba.(..) L'essenziale è che sia roba FATTA AL TRATTO perché la carta è cattiva e si faranno incisioni a buon mercato..”. Usciranno 29 numeri, dal 7 aprile 1918, al 31 dicembre 1918.  Si potrà vedere, nel numero a disposizione presso la sala espositiva dell'aeroporto di Ronchi, un bambino, incattivito, imbracciare un bel fucile da guerra, con il seguente monito: “ con questo ho salvato te mamma”,od un bambino che sfugge alle braccia della mamma per andare incontro al buon soldato che si appresta a nutrirlo ed a lato verrà scritto:” i bambini delle terre invase non avevano neanche questo. Bisogna difendere la propria terra”.Oppure una mamma, che sembra quasi essere una sorta di madonna, ipnotizzata dal soldato che stringe tra le proprie braccia il bambino che guarda la bandierina tricolore con l'immancabile motto e monito nazionalistico:”sono le bandiere dei popoli liberi e civili impara ad amarle, specialmente questa”. Od ancora: " il nemico ha mutilato i bambini , noi li abbiamo curati con amore e la vittoria ha premiato la nostra umanità”.  Propaganda meschina pura, che in un certo senso continua, pur con linguaggi apparentemente diversi a persistere ancora oggi, che ha strumentalizzato anche i bambini, così come accade a dire il vero oggi per le perverse “guerre umanitarie”, per legittimare una guerra che non poteva avere giustificazione alcuna ove nessuna umanità era possibile perché senso di umanità e guerra sono inconciliabili. Chissà cosa pensavano i soldati italiani, mandati al macello, quando leggevano la Ghirba. Avranno realmente riso? Visto che lo scopo della Ghirba era quello di rendere meno amara la guerra, di "addolcire la guerra" con toni epici che saranno poi propri di quell'epoca ancora più buia e nefasta che devasterà il sistema italiano, quale il fascismo? Qualche dubbio sussiste. I giornali di trincea sono certamente una importante testimonianza della follia dell'essere disumano. Come poter addolcire la guerra? Come?  Eppure anche questo è accaduto.





Commenti

Post popolari in questo blog

Per la prima volta nella storia di Ronchi arriva l'antimafia

No, nessun effetto  cinematografico. Niente sirene spiegate, palette fuori dall'auto in corsa. Niente poliziotti con il passamontagna. Ma in una regione come il Friuli Venezia Giulia non più isola felice, ma presa di mira dalla camorra e dalla 'ndrangheta in particolar modo ,quando si realizzano cantieri ed opere di una certa rilevanza bisogna metterlo in conto. Cosa? L'accesso del gruppo interforze che ha la scopo di intervenire per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti. 
Il prefetto dispone accessi ed accertamenti nei cantieri delle imprese interessate all'esecuzione di lavori pubblici, avvalendosi, a tal fine, dei gruppi interforze  ed al termine degli accessi ed accertamenti disposti dal prefetto, il gruppo interforze redige, entro trenta giorni, la relazione contenente i dati e le informazioni acquisite nello svolgimento dell'attività ispettiva, trasmettendola al prefetto che ha disposto l'accesso. Il prefetto,  una volta acquisita la relaz…

La nuova strage di migranti nel Mediterraneo era prevedibile e forse anche voluta nel nazismo del terzo millennio

Lo si sapeva. Lo si sapeva che in tarda primavera sarebbero ripresi gli sbarchi dalla Libia. Con i soliti schemi, metodi. Tutto era prevedibile, conoscibile. E qui la chiusura criminale della rotta balcanica non c'entra nulla. Viviamo in una società dove il più grande crimine di guerra mai compiuto e mai punito, quale il lancio delle bombe atomiche sul Giappone, viene quasi giustificato. Senza quelle bombe non sarebbe finita la seconda guerra mondiale, si dice. E per questo non si deve chiedere scusa. Sono certo che se quelle bombe le avesse lanciate la Russia, oggi si racconterebbe una storia diversa. Ma il mondo funziona così. L'Europa, costituita da Paesi ricchi, si chiude per non essere contaminata dalle razze inferiori. Sì, parlo di razze, si parlo di inferiori. Perché? Perché il fantomatico sentimento razzista di paura, trova in realtà il proprio fondamento in quel concetto di superiorità della razza pura del terzo millennio, che non deve essere intaccata dai poveracci …

Koper o Capodistria?Fiume o Rijeka?Merna o Miren?Londra o London? Trieste e Trst?

Esistono diversi processi di italianizzazione, i più noti sono quelli figli dell'abitudine, figli di quel modo di fare che hanno trasformato London in Londra, Berlin in Berlino, Barcelona in Barcellona, Marseille in Marsiglia ecc. Si dirà che è semplice traduzione. Fattore tipico di tutte le lingue. Poi vi sono luoghi che sono stati soggetti all'italianizzazione forzata tramite la nota opera nazionalfascista e di esempi ve ne sono a bizzeffe, se ne perde il conto, sia in Italia che in Slovenia che in Croazia che ovunque l'Italia abbia operato in tal modo.
Ad esempio Redipuglia  ha storpiato lo sloveno Sredipolje. In altri casi si utilizza l'italianizzazione per rispetto anche della comunità italiana che vi abita, non chiamare quei luoghi con il loro nome italiano significherebbe negare l'esistenza della comunità italiana, almeno per gli italiani autoctoni del luogo è così, pensiamo Capodistria il cui nome in sloveno è Koper, o Rijeka diventata Fiume. Italianizzazi…