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Movimento Trieste Libera, una dura resa dei conti


Ero già intervenuto sulla crisi del Movimento Trieste libera, principale forza politica indipendentista di Trieste, legando il ragionamento, relativo alla disputa profonda che lo stesso vive, alla scadenza, prossima del mandato dell'Autorità Portuale. Certamente i destini delle due soggettività, che indirettamente o meno, sono state “alleate” per opporsi ad una politica, chi la chiama di riqualificazione chi di speculazione, che doveva e che forse presto si realizzerà nell'area contesa del Porto Vecchio, sono ovviamente incrociati. E' incredibile come facebook sia la principale voce di ciò che accade all'interno di un soggetto politico, ciò a significare come le nuove tecnologie, le nuove modalità di condivisione di informazione o di critiche, siano importanti, ma possono essere nello stesso tempo anche devastanti. 

Nasce, intanto, dopo le epurazioni od allontanamenti od espulsioni, un secondo gruppo, che si chiama sicurezza Trieste Libera, che su facebook conta circa 250 adesioni, tante per una realtà come Trieste e molte per sancire una formale spaccatura all'interno del Movimento indipendentista. Vi è chi ha denunciato il tentativo di un Golpe. Così scrive la Voce di Trieste : “L'attacco in corso è un vero e proprio tentativo di golpe da parte di una piccola ma aggressiva armata Brancaleone di dissidenti interni che vorrebbero impedire al Presidente ed al direttivo in carica dal 18 gennaio 2014 di fare pulizia necessaria e doverosa degli abusi di vario genere commessi dalla gestione 2013. Perché vi sono implicati. La pattuglia dei golpisti si è infatti impadronita improvvisamente del sito Facebook del Movimento, gliene ha tolto il controllo, ha cancellato la comunicazione ufficiale dell'assemblea vera al 21 giungo, e l'ha sostituita con una convocazione illegale d'assemblea per il 31 maggio da parte di “soci fondatori” innominati, accompagnata da un'altrettanto illegale “Dichiarazione di decadenza del Consiglio Direttivo” a nome di alcuni suoi membri”. 

 Ed infatti è sparita la convocazione del 21 giugno e domina quella per il 31 maggio con questa formula _ “Allo scopo di porre fine alla grave crisi venutasi a creare all'interno del Movimento Trieste Libera, il Collegio dei soci Fondatori, come da Articolo 16.5 del vigente Statuto C O N V O C A L’Assemblea Generale del Movimento Trieste Libera, che avrà luogo sabato 31 maggio 2014 presso via dei Cosulich 2 (angolo via Malaspina), in prima convocazione alle ore 17:00, in seconda convocazione alle ore 18:30. Allo scopo di garantire un costruttivo svolgimento dell’assemblea, gli interventi saranno rigorosamente prestabiliti e coordinati da una figura super partes, e gli interventi avranno una durata massima di 9 minuti per le relazioni preliminari e di un massimo di 3 minuti per gli interventi successivi. Il superamento di questo limite temporale comporterà automaticamente la fine dell’intervento stesso, in modo da garantire la partecipazione democratica a più iscritti possibile. Nessun nuovo tesserato a partire dal 10 maggio 2014, potrà essere ammesso all'assemblea generale”. 


Alcuni consiglieri del Direttivo, quali Beorchia Claudio,Ciacchi Adriano Ferluga Stefano, (vice presidente di Trieste Libera),Pizzi Marco,Potenza Vito (segretario di Trieste Libera),Rupel Andrej, Umek Roberto eccepiscono la decadenza del consiglio direttivo, rilevando che “ nel rispetto del mandato ricevuto, tutti i consiglieri del Consiglio Direttivo sono chiamati a fare una scelta precisa: o rispettare il proprio mandato popolare in base ai principi democratici previsti dallo statuto stesso, o aderire alla nuova “corrente”, che non gode di alcuna legalità, come prevista dal mandato popolare espresso e tanto meno dallo Statuto del Movimento, divenendo di fatto un acritico “staff del Presidente”, ma perdendo contemporaneamente il legittimo mandato di Consigliere del Consiglio Direttivo”. Le dimissioni pongono dunque l'attuale Direttivo in minoranza, il loro Statuto, pubblicato per la prima volta da chi ora controlla il sito del Movimento, afferma: “qualora per qualsiasi motivo venga meno la maggioranza dei consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si intende decaduto e occorre far luogo alla sua rielezione”.
Il Consiglio Direttivo ha un gran potere all'Interno del Movimento, poiché amministra lo stesso, determina l'ammissione al Movimento di nuovi aderenti, predispone i programmi annuali, insomma è il vero cuore politico ed amministrativo del MTL.

A tutto ciò si aggiungono commenti in rete che vogliono l'attuale Presidente in carica come non più legittimato ad intraprendere alcuna azione sino alla convocazione straordinaria della prossima riunione assembleare. La corrente degli oppositori, che contrasta  quello che viene definito il duo Giurastante/Voce di Trieste contesta in sostanza proprio quell'intesa, relativa all'intervento di cui parlavo in premessa, tra l'Autorità Portuale e la linea politica attuale del movimento, che avrebbe avuto l'effetto di comportare un mero appiattimento della strategia, spesso fallimentare, basta pensare alle continue sconfitte maturate nei Tribunali, ed il totale abbandono di  ogni reale strategia di lotta sociale, che era quella a cui aspiravano, a parer mio, la maggior parte degli aderenti al Movimento Trieste Libera.

Vi è, poi, un terzo gruppo, che si chiama Rinascita triestina, nato ad aprile 2014, operante sempre su facebook, che conta ad oggi poco più di 400 adesioni, che è fortemente critico sull'operato dell'attuale indirizzo politico del MTL, si sofferma, in particolar modo, sul “progetto faraonico del porto di Venezia di terminal container off-shore” al quale non sarebbe seguito nessuna risposta concreta ed adeguata da parte dell'attuale Autorità Portuale “pur avendo a disposizione i progetti di Alpe Adria e della AMEM di Vienna” e denuncia, altresì, il silenzio del MTL. 

Intanto vi è chi pensa alla  nascita di un nuovo movimento, che forse sarà più "muscolare" rispetto al tradizionale MTL.

A Trieste, il 1 giugno 2014 ci sarà l'ultima tappa del giro d'Italia, e forse la convocazione dell'assemblea per il 31 maggio non è casuale,  sarà anche quella l'ultima tappa del Movimento Trieste Libera, o sarà la prima tappa pubblica della nuova corrente di questo movimento? D'altronde il giro d'Italia, in passato è stato già oggetto di particolari attenzioni, ma erano altri tempi, al nazionalismo italiano si opponeva il comunismo jugoslavo, ora al nazionalismo italiano si oppone una piccola, seppur importante, realtà di movimento, che ha perso tanti, tantissimi pezzi per strada e che rischia di vedere la data del 15 settembre 2014, quale quella della fantomatica  prossima autodeterminazione, con il miglior telescopio delle illusioni. Chissà cosa penseranno tutti quelli che, in buona fede, hanno creduto nelle istanze di questa realtà, che hanno firmato carte, sottoscritto appelli, presenziato a diverse manifestazioni. Intanto è più che ovvio che non poteva essere un movimento di 3000 persone idoneo a compromettere l'equilibrio del potere triestino, dell'italianità di Trieste e di tutto ciò che vi è connesso, un movimento, che alla fine dei conti, direttamente o meno, consapevolmente o meno è stato strumentale per il mantenimento dello status quo, questa è la realtà dei fatti. Insomma forse il Movimento Trieste Libera, così come oggi lo abbiamo conosciuto, è alla sua fine, giunta prima del previsto.  
A Trieste per due anni, praticamente, non si è parlato, nel bene o nel male, di altro, chi e cosa colmerà il vuoto che rischia di essere lasciato da questa realtà, che, come sino ad oggi governata, pur nelle sue mille contraddizioni, ha in un certo senso contenuto  il crescente disagio sociale, a parer mio, anti sistema italiano ed europeo? Vista la crisi perdurante del modello Trieste e sistema italo-europeo? A quanto pare il vero ultimatum nasce all'interno del Movimento Trieste Libera per il Movimento Trieste Libera, ma con dei risvolti esterni da monitorare.





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