Solo
perché si pone in modo diverso, più umile ma in modo armonioso con
i precetti della Chiesa, solo perché ha elevato ad alto scopo e ed
alta funzione il ruolo dell'evangelizzazione, nel pieno spirito del
suo essere gesuita, ciò non significa che questo Papa riconoscerà
come legittima l'omosessualità. La superficialità con cui i media
affrontano questo argomento deve condurre alla riflessione se non
all'indignazione pari a quella che deve essere esercitata verso uno
Stato, sulla carta più o meno laico, che continua a dipendere dalla
volontà del Vaticano.
L'ultimo
esempio che ha riportato il Papa ovvero una bimba triste perché la
fidanzata della sua mamma non la ama è di pessimo gusto e pesante.
Perché
riportare questo esempio? Perché
si vuole difendere la famiglia tradizionale e capire come
intervenire, specialmente nei confronti dei figli, affinché chi
avrebbe, secondo loro, tradito la volontà di Dio, le coppie
omosessuali, possano i figli coinvolti in tale contesto recuperare
quella serenità che il turbamento di una famiglia non tradizionale
possa conferire alla loro crescita nell'ottica di quella convenzione
sociale che deve continuare a perdurare. Avrebbe
potuto riportare altri milioni di esempi, invece ha deciso di colpire
la coppia lesbica ed il loro rapporto. I media,non so su che base e
su quale principio o strano intuito, avrebbero visto in quell'esempio
e nelle parole che ne sono conseguite una specie di apertura nei
confronti dell'omosessualità.
Falso.
O
meglio l'apertura che emerge è indirizzata verso una strada e questa
strada è il capire come la Chiesa deve fare, per abbattere le coppie
omosessuali e come condizionare la legislazione degli Stati.
Il
tutto si pone il perfetta coerenza con il questionario di 39 domande
già realizzato dalla Chiesa. Un documento di 8 pagine e 39 domande,
l’ultima aperta a proposte. Un documento che in via superficiale
potrebbe essere letto come una sorta di apertura della Chiesa nei
confronti di tematiche fondamentali per i diritti civili, come il
matrimonio tra le persone dello stesso sesso, o come una mera
apertura verso le opinioni dei fedeli. Ma come ho avuto già modo di scrivere, a parer mio, non sarà così.
Basta
ricordare la recente Enciclica di Papa Francesco, Lumen Fidei, dove
quando parla della famiglia nel suo legame con la fede rivela «quanto
possono essere saldi i vincoli tra gli uomini quando Dio si rende
presente in mezzo ad essi» (LF 50). «Il primo ambito in cui la fede
illumina la città degli uomini si trova nella famiglia. Penso
anzitutto all’unione stabile dell’uomo e della donna nel
matrimonio. Essa nasce dal loro amore, segno e presenza dell’amore
di Dio, dal riconoscimento e dall’accettazione della bontà della
differenza sessuale, per cui i coniugi possono unirsi in una sola
carne (cf. Gn 2,24) e sono capaci di generare una nuova vita,
manifestazione della bontà del Creatore, della sua saggezza e del
suo disegno di amore. Fondati su quest’amore, uomo e donna possono
promettersi l’amore mutuo con un gesto che coinvolge tutta la vita
e che ricorda tanti tratti della fede. Promettere un amore che sia
per sempre è possibile quando si scopre un disegno più grande dei
propri progetti, che ci sostiene e ci permette di donare l’intero
futuro alla persona amata» (LF 52).
Il
questionario ha lo scopo da un lato di capire cosa pensano i fedeli,
come si comportano gli “evangelizzatori”, per, questo è ciò che
penso, imprimere il messaggio ed il precetto della Chiesa in modo
diverso, più incisivo, ma in linea con i precetti e canoni
tradizionali. E’ un questionario che vuole studiare la Chiesa
periferica, che vuole studiare il rapporto tra fedeli e Chiesa,
affinché la Chiesa possa capire come fare per contrastare quella
realtà che non vuole accettare, e che rischia di catalogare come non
collaboratori di Dio coloro che non si riconoscono nei precetti come
sopra ben evidenziati. Comunque sia, la società laica, lo Stato
laico, deve acquisire la forza per andare oltre ogni condizionamento
diretto od indiretto da parte della Chiesa, i diritti civili sono
diritti civili, ed il matrimonio tra le coppie dello stesso sesso è
un diritto universalmente civile ed anche costituzionale che questo
Stato tarda a riconoscere solo perché frenato dallo spirito di
dipendenza dal potere Vaticano.
Questo
Papa non manifesterà alcuna apertura in tal senso, anzi sarà
reazionario e fortemente conservatore e la cosa che mi inquieta di
più è lo stop che emerge in tale ambito sul fronte dei diritti
laici e civili in quei Paesi che a causa della crisi economica e
sociale persistente rischiano di ritornare indietro di mille anni su
punti nodali e fondamentali come questi, essenziali per una società
che voglia non solo definirsi ma anche essere democratica e
rispettosa della libertà. La religione deve essere un fattore esclusivamente privato e non deve condizionare né determinare i diritti di uno Stato laico e civile.
No, non aprirà le porte a nessuno dei tanti problemi caldi della nostra società.
RispondiEliminaÈ assolutamente un grande conservatore e molto probabilmente tenderà a portare la Chiesa ad una forma di intransigenza che deluderà, presto, tutti coloro che si aspettavano il contrario!