Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio e il caso dell'intitolazione delle vie nell'attesa dell'accertamento della giustizia

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Memoria, giustizia e toponomastica: il caso Giulio Regeni a dieci anni dalla scomparsa Il decennale del sequestro e dell'omicidio di Stato di Giulio Regeni rappresenta un tragico spartiacque temporale. Dieci anni costituiscono un tempo sufficientemente lungo per storicizzare un evento, ma dolorosamente insufficiente a lenire una ferita ancora aperta. Nonostante un contesto geopolitico globale sempre più frammentato e complesso, il percorso giudiziario si trova oggi a un punto di svolta: l'evidenza dei fatti emersi finora sfida apertamente i tentativi di insabbiamento e la retorica della post-verità. Il nodo politico e giudiziario Sotto il profilo analitico, i funzionari egiziani imputati nel processo non vanno considerati come elementi isolati, bensì come l'espressione strutturale degli apparati di sicurezza della dittatura di Al-Sisi. In quest'ottica, l'attesa sentenza italiana assume un duplice valore: Penale: accertare le responsabilità individuali dei soggetti ...

Per la Commissione Europa l'Italia esercita la piena sovranità su Trieste





Il 10 febbraio scade il così detto ultimatum del Movimento Trieste Libera, il quale ha già indetto una manifestazione dalle ore 15 sino alle 24 del citato giorno nei pressi del Magazzino 26, collocato nell'area del Porto Vecchio e degradato di Trieste.
A settembre 2013 l’eurodeputata della Lega Nord Mara Bizzotto presentava una interrogazione alla Commissione Europea ove si ponevano vari quesiti ed in particolar modo si chiedeva come la Commissione intendeva agire per assicurare il rispetto del trattato di pace del 1947 e del Memorandum di intesa di Londra che tutelano il Porto franco di Trieste. La risposta perveniva tramite Günther Oettinger a nome della Commissione il 24 ottobre 2013 e così scriveva: "La Commissione non è in grado di esprimere un parere sulla conformità delle misure adottate e/o previste dal governo italiano per il porto di Trieste nell'ambito del Trattato di pace del 1947 e del Memorandum d'intesa di Londra cui si riferisce l'interrogazione dell'onorevole deputato". (…) "Gli Stati membri hanno il diritto di approvare progetti di interesse comune concernenti il proprio territorio. Dal momento che la città di Trieste e il suo entroterra (zona A) sono territori soggetti alla sovranità dello Stato italiano, l'Italia ha il legittimo diritto di approvare il progetto GNL. L'Italia e la Jugoslavia hanno riconosciuto reciprocamente i confini che separano Trieste dalla vicina Jugoslavia con il Trattato di Osimo del 1975. Al fine di mantenere lo status di progetti di interesse comune, tutti i progetti inclusi nell'elenco dei PIC devono essere conformi alla normativa dell'UE, compresa quella ambientale".
Dunque non si parla né di amministrazione provvisoria, né di gestione provvisoria del territorio di Trieste, ma semplicemente della Sovranità dello Stato italiano sul territorio di Trieste riconoscendosi, tra le altre cose, la piena validità al Trattato di Osimo.




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