La rosa di Nova Gorica dove il tempo si è fermato oltre la linea del confine

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Qui non siamo semplicemente su una collina; siamo su una faglia della storia, un punto dove le placche tettoniche della memoria europea hanno deciso di scontrarsi e miracolosamente, di restare in equilibrio. Immaginate la scena. Una scena reale, perché esiste e non è generata dall'I.A.  Siete lì, vi guardate intorno. Da una parte c'è il Castello di Gorizia , la fortezza, il Medioevo che è diventato nazione, con quel Tricolore che sventola a dire: "Qui siamo in Italia". Ma poi basta girare la testa, appena un po', ed ecco che la storia vi tira a modo suo per la giacca, sulla montagna di fronte, il Sabotino, quella scritta monumentale, TITO , che urla ancora oggi a tutto il mondo che Nova Gorica non è nata per grazia divina o per eredità dinastica. No, l'ha voluta il socialismo jugoslavo, l'ha creata l'uomo dal nulla, per sfida, sulla linea di confine. E in mezzo a questo scontro di simboli, tra nazionalismi e ideologie del Novecento che si sono fatte la...

Per la Commissione Europa l'Italia esercita la piena sovranità su Trieste





Il 10 febbraio scade il così detto ultimatum del Movimento Trieste Libera, il quale ha già indetto una manifestazione dalle ore 15 sino alle 24 del citato giorno nei pressi del Magazzino 26, collocato nell'area del Porto Vecchio e degradato di Trieste.
A settembre 2013 l’eurodeputata della Lega Nord Mara Bizzotto presentava una interrogazione alla Commissione Europea ove si ponevano vari quesiti ed in particolar modo si chiedeva come la Commissione intendeva agire per assicurare il rispetto del trattato di pace del 1947 e del Memorandum di intesa di Londra che tutelano il Porto franco di Trieste. La risposta perveniva tramite Günther Oettinger a nome della Commissione il 24 ottobre 2013 e così scriveva: "La Commissione non è in grado di esprimere un parere sulla conformità delle misure adottate e/o previste dal governo italiano per il porto di Trieste nell'ambito del Trattato di pace del 1947 e del Memorandum d'intesa di Londra cui si riferisce l'interrogazione dell'onorevole deputato". (…) "Gli Stati membri hanno il diritto di approvare progetti di interesse comune concernenti il proprio territorio. Dal momento che la città di Trieste e il suo entroterra (zona A) sono territori soggetti alla sovranità dello Stato italiano, l'Italia ha il legittimo diritto di approvare il progetto GNL. L'Italia e la Jugoslavia hanno riconosciuto reciprocamente i confini che separano Trieste dalla vicina Jugoslavia con il Trattato di Osimo del 1975. Al fine di mantenere lo status di progetti di interesse comune, tutti i progetti inclusi nell'elenco dei PIC devono essere conformi alla normativa dell'UE, compresa quella ambientale".
Dunque non si parla né di amministrazione provvisoria, né di gestione provvisoria del territorio di Trieste, ma semplicemente della Sovranità dello Stato italiano sul territorio di Trieste riconoscendosi, tra le altre cose, la piena validità al Trattato di Osimo.




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