A Gorizia esiste una delle poche svastiche ancora oggi presenti in Italia

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  Sentite, questa è una storia straordinaria, di quelle che a raccontarle oggi si fa quasi fatica a crederci. Perché noi siamo abituati a pensare che la Storia – quella con la S maiuscola, quella dei grandi sconvolgimenti – lasci sempre dei segni enormi, evidenti. E invece no. A volte si nasconde nei dettagli, in un angolo dimenticato. Immaginate la scena: siamo a Gorizia. Una città che è un groviglio pazzesco di confini, di lingue, di memorie che fanno a pugni tra loro. Ancora oggi la scritta Tito che sovrasta Nova Gorica, città nata per mano del socialismo jugoslavo, procura divisioni e discussioni formidabili. Voi camminate, entrate nel giardino del lapidario di Palazzo Attems Petzenstein, e vi muovete tra questi vialetti, che sono piccoli, stretti, quasi intimi. Da una parte avete le lapidi che ricordano il vecchio, felice periodo asburgico – quando Gorizia era la "Nizza austriaca", tutta ordine, burocrazia imperiale e nostalgia –, dall'altra, immancabilmente, ci sono...

La lunga peripezia delle terme romane di Monfalcone



In piena zona industriale, tra il grande vialone che conduce al porto e diversi capannoni industriali, sorge l'edificio termale di Monfalcone. Terme storiche, citate addirittura da Virgilio e da Plinio il Vecchio. Tra giudizi tecnici sfavorevoli  che riguardavano l'uso termale o peggio per la balneazione o le inalazioni per la ricorrente presenza di livelli inaccettabili di inquinamento superficiale e lavori di riqualificazione che avevano lo scopo di porre in essere una struttura turistico-nautico-termale, finalmente a dicembre  2013 venivano inaugurate.  A dirla tutta dovevano inaugurare prima verso la fine del 2010 poi fine del 2012, poi entro giugno 2013, un progetto di recupero costato circa due milioni di euro pubblici più altri due/tre milioni investiti dal capitale privato. Il parcheggio è ultimato, la struttura sembra essere pronta, ma ad oggi, per qualche motivo tecnico o burocratico, il tutto continua a rimaner fermo e sospeso nel tempo,nonostante l'inaugurazione di dicembre 2013. A quanto pare mancano alcuni adempimenti burocratici, come il via libera dei Vigili del Fuoco e la formalizzazione della Convenzione, già ottenuta verbalmente, ma ovviamente non bastano le parole, per quello che si dice, con il Servizio Sanitario Nazionale.Il Centro termale sarà specializzato nel trattamento delle patologie artroreumatiche, offrirà tutte le cure termali convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale e forse anche servizi definiti come innovativi, tipo i trattamenti postchirurgici e quelli pre e post parto. Le ultime voci di corridoio dicono che le terme saranno operative a partire da questo febbraio 2014, sarà così? Finirà questa peripezia? Il Comune di Monfalcone il suo ruolo lo ha svolto, le terme sono state inaugurate, ora la palla passa alla burocrazia tutta nostrana, affinché quel piccolo luogo termale, possa diventare un grande punto di riferimento per migliaia di cittadini.



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