Prima del Ventennio: cronache di intolleranza e squadrismo nel Monfalconese di fine Ottocento

Noi abbiamo questa immagine del vecchio Impero asburgico come di un meraviglioso mosaico di popoli.  Dove italiani, sloveni, tedeschi, ungheresi vivevano tutti insieme appassionatamente, l'imperatore Francesco Giuseppe che vegliava su tutti, e le lingue e le identità di ciascuno venivano rispettate. E in parte è vero. In verità, se andiamo a stringere l'obiettivo, se andiamo a guardare cosa succedeva davvero tutti i giorni, ad esempio nel Monfalconese e anche a Ronchi, scopriamo che la realtà era un bel po' più spigolosa. Nei documenti e nelle cronache troviamo episodi che, a leggerli oggi, mettono i brividi. Roba che noi chiameremmo squadrismo bello e buono, ma vent'anni prima che nascessero i fasci di combattimento! Un'intolleranza becera verso gli sloveni e verso l'uso stesso della loro lingua. I giornali dell'epoca non facevano una piega. Anziché inorridire davanti alla violenza, si schieravano apertamente, senza il minimo pudore, dalla parte di chi mena...

Come navigherà la barca Trieste in questo 2014?



Inizia ufficialmente il sesto anno di crisi, ma a quanto pare, dalle solite dicerie di una politica disastrata, che ha tentato in fretta e furia una mera operazione di restyling ,come se il mutare le facce, l'età di chi siede sulle poltrone della politica, possa essere inteso come il sospirato momento di cambiamento, sembra giungere alla sua fine.
Apparenza teatrale pura.
Soliti nomi, solite cerchie di potere, figli, amici e parenti dei notabili della vecchia politica, stesso modo di presentarsi, di comunicare, tipica espressione di un sistema fallimentare che con la sua becera austerità ha massacrato l'Europa del Sud, ridotto il benessere collettivo ed individuale, protetto ancor di più la cerchia dei ricchi, e neanche sfiorato il tema dei temi, la giusta ed equa distribuzione delle ricchezze.
Dicono che in questo 2014 si vedrà la ripresa, dicono che finirà la crisi, dicono tante cose che altro non sono che un seminare confusione e falsa speranza per quella sterile demagogia che dovrà caratterizzare la campagna elettorale che sarà determinante per le sorti di una Europa nata male, malissimo, e per un Paese, quale l'Italia, devastato da politiche clientelari che hanno costretto le persone a trovar riparo nelle idilliache scritture di un passato che oggi non esiste più e non potrà più esistere perché la storia è cambiata, la società è cambiata,  per vivere e sognare il sole e l'aria di quello che fu un tempo il Bel Paese.
E Trieste galleggia.
Galleggia su acque ballerine, acque che ogni intanto invadono le vie della città. Trieste, così come accaduto per Fiume dopo la prima guerra mondiale, in armonia con il peggior capitalismo occidentale e becera globalizzazione ha perso buona parte del suo splendore, la sua importanza,la sua ricchezza. Si è omologata al nulla.  La colpa non è dell'Italia, ma di quella mentalità, di quel sistema marcio che convivente con le peggiori mafie e politiche clientelari, ha deciso di chiudere questa città in una palla di sapone in balia della bora senza destinazione certa alcuna, senza progettualità alcuna.
E Trieste galleggia.
Dove andrà la barca Trieste?
Affonderà? Sarà ancora in balia degli eventi? O riuscirà a prendere il governo di quel timone che nessuno oggi ancora riesce ad indirizzare verso la via della giusta dignità che meriterebbe questa città?


Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?