Chi decide cos'è un capolavoro? Arte, denaro, passione e la lezione della Storia

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  Se ci guardiamo intorno oggi, c'è una sensazione quasi paradossale: in questo mondo ci sono forse più scrittori che libri, più poeti che poesie, più artisti che quadri! Tutti che creano, tutti che producono! Ma la vera domanda — e qui c'è il nocciolo della questione — è: chi è che decide che cos'è davvero un'opera d'arte?  Eh, la risposta è semplicissima, la storia ce lo insegna benissimo! È quello che un tempo avremmo chiamato il mondo della grande borghesia. Quell'uno percento della popolazione che detiene una ricchezza spropositata e che, a un certo punto, cosa fa? Si china, si mescola con l'umiltà del mondo, va a cercare l'artista squattrinato per fare una cosa ben precisa: capitalizzare l'arte . Non c'è nulla di scandaloso! Sia chiaro, è una constatazione quasi banale, fisiologica. Sono due mondi completamente diversi che però diventano assolutamente complementari: l'uno ha bisogno dell'altro. L'artista ha bisogno del mecenate ...

Alcune scuole pubblicizzano le case editrici per le prove Invalsi


Vi sono alcune scuole italiane dal Friuli Venezia Giulia in giù che, sul proprio sito internet istituzionale, alla voce Invalsi, rimandano a dei link collegati anche a delle case editrici. Questi link contengono sezioni ove sono raccolte le prove INVALSI degli anni precedenti, risolte e commentate quesito per quesito, si pubblica una guida all'interno della prova e si offrono anche delle batterie di simulazioni della prova nazionale.
Chiaramente si è in presenza di un caso di pubblicità indebita ed è il caso di ricordare che si tratta di competenza deliberativa sia del Collegio docenti, il quale è chiamato a pronunciarsi anche sulle modalità organizzative in merito alle prove Invalsi ed a ciò che vi è correlato, nonché del Consiglio d'Istituto, poiché si tratta di pubblicizzare l'attività di soggetti privati. 
E' il caso di precisare che non sussiste alcun obbligo nelle scuole e per le scuole e per il personale docente e gli studenti di effettuare attività preparatorie, che comportano l'interruzione dell'ordinaria attività didattica, per l'addestramento alle citate prove Invalsi. 
Ovviamente non tutte le scuole hanno provveduto a ciò, ben tenendo conto della complessità che caratterizza il sistema Invalsi e della forte contrarietà esistente nella comunità scolastica nonché del forte dibattito culturale e sociale in itinere. Tali atti, tali iniziative, intraprese probabilmente in molti casi in via arbitraria ed unilaterale dalle dirigenze scolastiche, devono essere segnalate e denunciate, specialmente quando gli Organi collegiali non sono stati consultati in merito.




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