Il cartello che sbiadisce e la memoria che resiste grazie allo spomenik jugoslavo che ricorda le vittime del campo di concentramento di Gonars

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La Jugoslavia ha avuto un modo di ricordare le sue vittime, i suoi caduti, con dei monumenti straordinari, visionari, futuristici, ed uno di questi si trova nel cimitero di Gonars, il memoriale che ricorda gli internati e le vittime slovene e croate per mano fascista in quel campo di concentramento di Gonars di cui oggi non esiste più alcuna traccia, mentre quello di Visco sopravvive, grazie alle iniziative di pochi. All'entrata del cimitero di Gonars vi sono tre cartelli. Uno sloveno ed uno croato che ricordano i loro caduti, avrebbero potuto farne uno condiviso, invece, così non è, non è mica più la Jugoslavia. Su quello sloveno si leggerà "ossario degli sloveni internati e altre vittime della II guerra mondiale" su quello croato "ossario dei croati e degli altri internati e vittime della II guerra mondiale". Non hanno neanche scritto la stessa cosa.    A fianco ad essi, invece, vi è il pannello storico che ricorda cosa fu quel campo di concentramento, oltre 5...

#18dicembre la Questura di Roma dice sì ai Forconi no al corteo dei migranti



Il 18 dicembre del 1990 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottava la Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle loro FamiglieLo scopo di quella convenzione sarebbe quello di garantire una mera tutela dei diritti dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie.
Ad oggi, come è ben noto, questi diritti sono labili ma nello stesso tempo aumenta il razzismo e l'odio razziale, e la prima causa di ciò è la riscoperta dell'esasperato nazionalismo, la volontà di chiudersi in piccoli recinti, con la scusa di tutelare la propria pseudo-identità, la propria patria, e conseguentemente scatenando odio e barbarie nei confronti dei migranti.
Il 18 dicembre 2013 si svolgerà in diverse città italiane la giornata Internazionale per i diritti dei migranti e dei rifugiati il cui slogan è Un mondo nel quale nessun essere umano, nessun lavoratore o lavoratrice, sia illegale!
Ma a quanto pare, di “legale” a Roma in quel giorno vi potrà essere la manifestazione dei Forconi e non il corteo dei migranti.
Denunciano alcune associazioni Scuole di italiano degli spazi sociali, Sportelli di tutela dei diritti di migranti e rifugiati, Associazioni antirazziste che “La Questura di Roma, però, ha preso oggi una decisione gravissima e senza precedenti, negando l’autorizzazione al corteo. La motivazione è la concomitante mobilitazione nazionale dei cosiddetti “forconi”. Questo fatto rende ancora più grave il divieto. La Questura vorrebbe impedire la manifestazione della Roma meticcia, quella delle lotte sociali che rivendicano diritti e dignità per tutti, per dare spazio e agibilità solo a chi agita retoriche nazionaliste e, in alcuni casi, xenofobe e antisemite. Denunciamo che a Roma e in molte altre città italiane dentro questo presunto “movimento” trovano spazio le organizzazioni neofasciste di CasaPound e Forza Nuova, che vorrebbero cavalcare il malcontento sociale provocato dalla crisi, come in altri paesi stanno facendo le destre populiste (dal Front National a Alba Dorata). Questo divieto è inaccettabile! Invitiamo la Roma meticcia democratica e antifascista a difendere il diritto a manifestare per le strade della nostra città”.
Da un lato i Forconi e quella galassia nazionalista che ruota intorno a loro si ritroveranno a Roma in Piazza del Popolo, dall'altro, tutti i cittadini migranti,le associazioni antirazziste, i precari e le precarie, gli studenti delle scuole e delle università , le organizzazioni sindacali conflittuali si ritroveranno  in piazzale Esquilino.
Ma, a parer mio, sarebbe importante che almeno nelle principali città, vi sia una risposta condivisa e di sostegno attivo ai diritti dei migranti nella giornata del 18 dicembre, perché i loro diritti sono anche i nostri diritti per una società più giusta ed umana, contro ogni nazionalismo, contro ogni razzismo, contro ogni xenofobia.

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