Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Trieste: la follia sfidare la bora sul Molo Audace



La bora è una sorta di requiem itinerante.
Cammini per la città e vivi una situazione a volte spettrale.
Oggetti rotolare con furia per le strade, altri rompersi in mille frantumi, gli alberi dondolare con vigore, il cielo aprirsi per una nuova vita che verrà.
La bora spazza via tutto ed il tutto.
La bora urlando si riprende i propri spazi, i luoghi edificati dall'umanità selvaggia.

Ma vi è un luogo a Trieste ove la bora prende forma.
Il Molo Audace.
Lì la potrai non solo sentire, in tutta la sua potenza, ma anche vedere e toccare.
Prende forma sulla cresta delle mille ed infine onde del golfo triestino.
Prende forma con le gocce salate dell'acqua di mare.
Ed è una tentazione forte, irrazionale, quella di voler fare schiaffeggiare il proprio corpo dalla dea bora e sfidarla.
In tale metà  novembre ci hanno provato, come da consuetudine, diverse persone.
Verso il calar del sole, alle spalle della periferia triestina, vedrai prima una coppia tentar questa ardua ed audace impresa.

Ma cederà alla forza della bora.
Poi all'improvviso giungerà un gruppo di ragazzi.
Armati di cappuccio e mera incoscienza decidono di sfidare la bora.
Passo sicuro, veloce, determinato.
Ma all'improvviso uno di loro si aggrapperà ad un lampione del Molo Audace.
La bora prevale.
Gli altri, titubanti, non sanno che fare.
A quel punto arriverà una pattuglia della polizia di Stato.
Si spingerà sino a metà molo.

I ragazzi con la loro incoscienza e l'impresa mancata, saranno costretti a far marcia indietro, come poi farà anche, con qualche manovra ed a fatica, la polizia.

Trieste è anche ciò.


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