Venezia è la città dell'arte

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  L'arte deve saper stupire, deve saper incuriosire e soprattutto scatenare polemiche, altrimenti che arte sarebbe? Si cadrebbe nella banalità del niente. Venezia è la città d'arte per eccellenza, una cornice fantastica, che forse un giorno seguirà le orme di Atlantide oppure chissà, presa d'assalto dal turismo consumistico di massa, ma che riesce, malgrado a tutto a preservare la sua anima e la sua identità. Città internazionale, dove si parla forse più l'inglese che l'italiano o il veneto. L'arte a Venezia non deve conoscere censura, deve saper osare, andare oltre ogni geopolitica, qui l'arte deve essere terra franca e infischiarsene delle regole dettate dal solito politichese che altra conseguenza non ha che quella di inquinare l'arte e annientarne l'essenza.   

La rosa caduta sul mare



Una rosa caduta sul mare
mentre vaghi e vuoi insabbiare
quella speranza che ora
sai 
puoi anche osare.

Migrante del sud,
dal sud del mondo
tu che
hai studiato
tu che
la tua terra
casa e famiglia
hai salutato
perché a Trieste
o in Italia
ti avevan detto
che potevi tentare
che potevi osare
che avresti guadagnato
quel tanto
o quel poco
utile per la tua amata gente
che solo al telefono la tua presenza
ancora sente.

Sbarco sulla terra delle illusioni
sbarco sul molo della malinconia
sbarco nel Paese
dove in fuga è anche l'allegria.

Una rosa caduta sul mare
mentre vaghi e vuoi insabbiare
quella speranza che  ora
sai
puoi anche osare.

Ad ogni passante
offri una rosa,
ora rossa,
ora blu
ora gialla.

Ad ogni coppia,
ad ogni amore tentato
ad ogni abbraccio realizzato
chiederai una rosa?

No grazie,
no grazie,
no grazie.

Sorridi e vai
sempre che qualcuno non ti cacci via.
Rose comprate
a volte con artificio
anche colorate
in qualche mercato
il mercato nero delle rose
il mercato ove anche le rose si prostituiscono
ove anche le rose hanno un prezzo
un prezzo senza dignità,
perché anche questa è realtà
in quella città dai mille colori
dalle mille culture
dalla sola indifferenza
lungi da ogni religiosa reale e ipocrita penitenza.

Naviga la rosa caduta sul mare
verso quel Canal piccolo
anche se noto come Canal Grande
non è la rosa dei venti
non è la rosa dei potenti
è la rosa dei sogni mancati
e silenzi traditi
lungo quel molo degli arditi pensieri
e gesti tristi e sinceri.


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