Quando a Ronchi nel 1890 si rischiò un incendio devastante

Correva il 6 agosto 1890, può iniziare così questa storia finita letteralmente nel dimenticatoio. Accaduta in una notte d'estate rovente a Ronchi sotto l'Impero asburgico.  Siamo intorno alla mezzanotte. Tutti dormono, o almeno ci provano, quando all'improvviso.  scoppia un temporale di quelli spaventosi tipici estivi.  E dove va a cadere un fulmine? Non su un albero in mezzo alla campagna ! Va a schiantarsi dritto sulla palazzina dell'elegante villa di Pongibeau. Una villa signorile.  Che in quel momento, peraltro, ospitava dei villeggianti di un certo rango: nientemeno che la famiglia del Cavaliere de Juriscovich, signori arrivati apposta da Trieste. Ora, la traiettoria di questo fulmine ha del romanzesco. Buca il soffitto, s'infila direttamente nella sala maggiore – immaginatevi il botto, la puzza di zolfo! – poi decide di scendere per le scale, attraversa la cucina, e va a finire la sua corsa nel cortile posteriore.  E sfortuna volle che in...

A Gradisca due manifestazioni sul CIE, una contro ed una pro



Chiuderà forse per solo sei mesi, oppure vi sarà una riconversione, oppure chiuderà definitivamente, intanto gli effetti delle rivolte passate sono stati importanti per accelerare il dibattito e l'attenzione politica sul caso CIE di Gradisca.

In un certo senso si vorrebbe ripetere, nella giornata del 16 novembre 2013, quanto già accaduto in passato, verso la fine degli anni novanta a Trieste, in quel lontano autunno del 1998, quando in relazione al contributo determinante delle mobilitazioni da parte della cittadinanza si arrivò alla chiusura del CPT come voluto dalla famigerata legge Turco Napolitano del centro sinistra, giusto per ricordare che certe meschinità non hanno colore politico unilaterale, anzi. Il tempo passa, ma i centri mutano forma, una forma che ben evidenzia il tradimento della nostra Costituzione e dei diritti Umani.Ma se da un lato, nella giornata del 16 novembre, a Gradisca si svolgerà la manifestazione che vuole pretendere e non solamente chiedere, la chiusura del CIE di Gradisca e di tutti quelli sparsi per il territorio italiano, il giorno dopo, il 17 novembre, scenderà in piazza la Lega Nord. Il tema sarà la tutela della legalità e contrasto all'immigrazione clandestina, ed ovviamente, come ben si può intendere anche dall'interrogazione scritta realizzata dal loro deputato, Fedriga,nei primi giorni di novembre 2013 al Ministero dell'Interno, pretenderanno l'immediata riapertura del CIE di Gradisca. Come vi può essere umanità e rispetto dei diritti umani nei CIE ex CPT? Queste strutture sono state sempre un fallimento, salvo per coloro che gestiscono gli appalti e per chi da queste strutture trae benefici economici.
Un fallimento ridondante, un fallimento che se allineato con la gravità della situazione carceraria, dove mi piacerebbe vedere lo stesso tipo di attenzione e mobilitazione, perché è impensabile che nel 2013 non si riesca a pensare ad un modello diverso, ad un modello che vada oltre il carcere, ebbene tutto ciò ben denota come in Italia esistono emergenze ordinarie, diventate normalità, a cui si deve conferire una risposta certa ed immediata. La manifestazione della Lega Nord del 17 novembre, ben pubblicizzata, penso a Trieste che ha le strade piene di manifesti che invitano a questa manifestazione, è una provocazione a dir poco indicibile, una provocazione che è stata autorizzata. D'altronde i divieti per manifestare scattano solo quando si vogliono tutelare certi e dati interessi, in questo caso, si appelleranno alla democrazia, proprio quella democrazia che ha consentito l'edificazione dei CPT e dei CIE. Ed a tal proposito è interessante notare la celerità con cui sono state cancellate  le scritte  libertà, in varie lingue, dai muri del CIE di Gradisca, dopo tre mesi dalla loro realizzazione. E' bastato il solo annuncio della volontà leghista di procedere, proprio nella manifestazione del 17 novembre, alla cancellazione di quelle scritte e qualche mano "ignota" non ha perso tempo. 







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