Il "frullato storico" e le piazze forni: il caso di Monfalcone

Immagine
  Pensateci bene. Quando noi oggi passeggiamo per i centri di certe nostre città, ci troviamo spesso di fronte a degli spazi che, francamente, non hanno più alcun senso. E prendiamo un caso formidabile, un caso che se ci pensate lascia davvero sbalorditi: Monfalcone.  Ora, bisogna fare un passo indietro. Ai tempi dell'Impero Asburgico — ah, che tempi per l'urbanistica, signori! — quelle che venivano chiamate, non a caso, le "Piazze Grandi", avevano una caratteristica che oggi a molti sembra un'anomalia, un corpo alieno, ma che allora era assolutamente ovvia: gli alberi. Gli alberi facevano parte integrante della veduta urbana! Era così a Trieste, per dirne una. Poi, nel corso del Novecento, cosa ci è saltato in mente? Abbiamo preso questi luoghi e li abbiamo trasformati in sterminate spianate di cemento. O di marmo, per chi voleva fare le cose in grande. Spazi che oggi, in piena estate, diventano semplicemente dei forni a cielo aperto.  Ma torniamo a Monfalcone, p...

Scuola, l'equilibrio tra maschi e femmine


Tredici maschi ed una sola femmina, ed esplode il caso.Accade in una classe prima di una scuola primaria romana e la Dirigenza è stata diffidata.
Anche in questo campo sussiste una grande varietà ed autonomia delle scuole.
Infatti il Dirigente scolastico organizza le classi iniziali di ciclo delle scuole con riferimento al numero complessivo degli iscritti e assegna ad esse gli alunni secondo le diverse scelte effettuate, sulla base del piano dell’offerta formativa. Il numero minimo e massimo di alunni costitutivo delle classi può essere incrementato o ridotto del 10%, nel rispetto di quanto previsto ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 e dal D.Lgs. n. 297/94.
I criteri secondo i quali vengono formate le sezioni/classi sono stabiliti dal Consiglio di Istituto sentito il parere del Collegio dei Docenti. Si formeranno anche delle commissioni che avranno il compito di individuare la formazione delle classi e solo per gravi ed eccezionali motivi, entro i primi quindici giorni dell’anno scolastico, è possibile effettuare spostamenti di sezione/classe.
Ogni scuola adotterà i propri criteri, quelli più comuni e diffusi, guardando alla scuola primaria, sono i seguenti: si terrà conto delle informazioni fornite dalle insegnanti della scuola materna e dalle schede, in modo da garantire una composizione equilibrata tra le diverse classi; - di un opportuno equilibrio tra maschi e femmine; - di un'equa distribuzione degli alunni provenienti dalla medesima località (almeno due per classe o per zona); - equilibrio di alunni con handicap o con gravi problemi cognitivi e/o relazionali; - della data di nascita; - distribuzione equilibrata degli alunni che frequentano i gruppi opzionali.
Il problema, per la questione che ora si commenta, riguarda il giusto equilibrio tra maschi e femmine. La situazione della scuola romana, guardando ai canoni tradizionali, risulterebbe essere fortemente sbilanciata, ma probabilmente vi saranno delle ragioni che avranno determinato una simile situazione ed andranno analizzate, e comunque il Consiglio d'Istituto ed il Collegio docenti  erano all'oscuro di tutto ciò?
Personalmente ricordo che quando frequentavo le scuole superiori vivevo una classe ove su 23 studenti 20 erano solo ragazze. Squilibrio apparentemente evidente ma nulla è stato eccepito in primis dal personale docente né dalle famiglie né dai diretti interessati semplicemente perché nessun squilibrio reale è stato vissuto dai diretti interessati. Certamente la situazione che emerge nelle scuole superiori non è paragonabile a quella che emerge nelle scuole di grado inferiore.
L'equilibrio come concepito nella situazione vigente italiana è nato per porre fine alle scuole sessiste ma non penso che il tutto possa ancora una volta essere rimesso alla mera discrezionalità delle scuole, anche in questa materia è necessaria un disciplina organica ed una fonte primaria di diritto, che oggi non esiste, che non venga raggirata dalle solite fonti di terzo rango,circolari e note, che nella scuola, per una pessima prassi, hanno scavalcato come validità ed imposizione giuridica, le fonti primarie del diritto.
E ciò non per una mera questione di "legalità" ma semplicemente per una questione di certezza e di uniformità.


Commenti

Post popolari in questo blog

Quale la città più bella tra Udine e Trieste?

Una storia per bambini della scuola primaria nella giornata Mondiale della Gentilezza

Come calcolare capienza di una piazza durante manifestazione?