Quando a Ronchi nel 1890 si rischiò un incendio devastante

Correva il 6 agosto 1890, può iniziare così questa storia finita letteralmente nel dimenticatoio. Accaduta in una notte d'estate rovente a Ronchi sotto l'Impero asburgico.  Siamo intorno alla mezzanotte. Tutti dormono, o almeno ci provano, quando all'improvviso.  scoppia un temporale di quelli spaventosi tipici estivi.  E dove va a cadere un fulmine? Non su un albero in mezzo alla campagna ! Va a schiantarsi dritto sulla palazzina dell'elegante villa di Pongibeau. Una villa signorile.  Che in quel momento, peraltro, ospitava dei villeggianti di un certo rango: nientemeno che la famiglia del Cavaliere de Juriscovich, signori arrivati apposta da Trieste. Ora, la traiettoria di questo fulmine ha del romanzesco. Buca il soffitto, s'infila direttamente nella sala maggiore – immaginatevi il botto, la puzza di zolfo! – poi decide di scendere per le scale, attraversa la cucina, e va a finire la sua corsa nel cortile posteriore.  E sfortuna volle che in...

Scuola, l'equilibrio tra maschi e femmine


Tredici maschi ed una sola femmina, ed esplode il caso.Accade in una classe prima di una scuola primaria romana e la Dirigenza è stata diffidata.
Anche in questo campo sussiste una grande varietà ed autonomia delle scuole.
Infatti il Dirigente scolastico organizza le classi iniziali di ciclo delle scuole con riferimento al numero complessivo degli iscritti e assegna ad esse gli alunni secondo le diverse scelte effettuate, sulla base del piano dell’offerta formativa. Il numero minimo e massimo di alunni costitutivo delle classi può essere incrementato o ridotto del 10%, nel rispetto di quanto previsto ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 e dal D.Lgs. n. 297/94.
I criteri secondo i quali vengono formate le sezioni/classi sono stabiliti dal Consiglio di Istituto sentito il parere del Collegio dei Docenti. Si formeranno anche delle commissioni che avranno il compito di individuare la formazione delle classi e solo per gravi ed eccezionali motivi, entro i primi quindici giorni dell’anno scolastico, è possibile effettuare spostamenti di sezione/classe.
Ogni scuola adotterà i propri criteri, quelli più comuni e diffusi, guardando alla scuola primaria, sono i seguenti: si terrà conto delle informazioni fornite dalle insegnanti della scuola materna e dalle schede, in modo da garantire una composizione equilibrata tra le diverse classi; - di un opportuno equilibrio tra maschi e femmine; - di un'equa distribuzione degli alunni provenienti dalla medesima località (almeno due per classe o per zona); - equilibrio di alunni con handicap o con gravi problemi cognitivi e/o relazionali; - della data di nascita; - distribuzione equilibrata degli alunni che frequentano i gruppi opzionali.
Il problema, per la questione che ora si commenta, riguarda il giusto equilibrio tra maschi e femmine. La situazione della scuola romana, guardando ai canoni tradizionali, risulterebbe essere fortemente sbilanciata, ma probabilmente vi saranno delle ragioni che avranno determinato una simile situazione ed andranno analizzate, e comunque il Consiglio d'Istituto ed il Collegio docenti  erano all'oscuro di tutto ciò?
Personalmente ricordo che quando frequentavo le scuole superiori vivevo una classe ove su 23 studenti 20 erano solo ragazze. Squilibrio apparentemente evidente ma nulla è stato eccepito in primis dal personale docente né dalle famiglie né dai diretti interessati semplicemente perché nessun squilibrio reale è stato vissuto dai diretti interessati. Certamente la situazione che emerge nelle scuole superiori non è paragonabile a quella che emerge nelle scuole di grado inferiore.
L'equilibrio come concepito nella situazione vigente italiana è nato per porre fine alle scuole sessiste ma non penso che il tutto possa ancora una volta essere rimesso alla mera discrezionalità delle scuole, anche in questa materia è necessaria un disciplina organica ed una fonte primaria di diritto, che oggi non esiste, che non venga raggirata dalle solite fonti di terzo rango,circolari e note, che nella scuola, per una pessima prassi, hanno scavalcato come validità ed imposizione giuridica, le fonti primarie del diritto.
E ciò non per una mera questione di "legalità" ma semplicemente per una questione di certezza e di uniformità.


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