Stefano Furlan ricordato ovunque ma a Ronchi non esiste neanche una targa

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  Ci sono vicende che sembrano chiudersi nel giro di un attimo, e invece no. Rimangono lì, aggrappate alla memoria, perché  non è questione di fare della retorica inutile, quella che, insomma, lascia il tempo che trova, ma di non permettere che l'esistenza di una persona svanisca nel nulla. Di dire chiaramente: questa è stata un'ingiustizia. Come ad esempio nel caso di Stefano Furlan. Lui era di Ronchi, una famiglia semplice, gente comune. Ma la sua storia,  la ricordano tutti. La ricordano le tifoserie di mezza Italia nel mondo del calcio, persino quelle avversarie. Perché Stefano, nel febbraio del 1984, si trova esattamente dove nessuno vorrebbe mai trovarsi: nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. C'erano stati disordini, scaramucce tra i tifosi della Triestina e quelli dell'Udinese, fuori dallo stadio Grezar, a Trieste. I dettagli, nella storia, sono sempre sfuggenti. Stefano esce dalla curva, deve raggiungere la sua macchina, una Fiat 128 blu parcheggiata in vi...

Ora si chiede la sepoltura delle salme dei Re d’Italia Vittorio Emanuele III e Umberto II nel Pantheon in Roma


Una proposta di Legge d' iniziativa del deputato CATANOSO GENOESE, del PDL,che ha lo scopo di “compiere un atto di riconciliazione nazionale in favore di quella parte del popolo italiano che fu ingiustamente esclusa dalla vita civile e politica del secondo dopoguerra a causa dell’esito del referendum istituzionale del 1946”. Questo quanto si legge nella premessa. Ma vi è di più. Il deputato specifica che “occorre che l’Italia tutta si riconcili con la propria storia di Nazione, riconoscendo il passato nella sua complessità` composta da luci e da ombre; e questo e` il momento propizio, giacche´, a distanza di quasi settant’anni dagli eventi, e` quasi completamente sparita la generazione dei testimoni che hanno giudicato i fatti storici con la passione della cronaca, inserendovi i propri sentimenti di amore e di odio, mentre ora e` possibile valutare con maggiore serenità` quanto appartiene al popolo italiano”.

Affermazioni gravissime.
Come si può dire che vista la scomparsa dei  testimoni che hanno giudicato e vissuto  i fatti storici  questo è il momento propizio per la riconciliazione?
Oltre ad essere una mancanza di rispetto assoluta verso chi ha lottato contro la monarchia, chi ha lottato contro il fascismo e le leggi razziali firmate da Vittorio Emanuele III, ad esempio, è una constatazione che il deputato effettua, liberamente, sullo stato d'ignoranza presunto oggi sussistente?
Noi non abbiamo dimenticato. Le testimonianze di chi ha lottato noi le abbiamo raccolte e per questo motivo diciamo no alla riconciliazione con la monarchia.
Ed allora perché non riproporre, seguendo il ragionamento di quel disegno di legge, i monumenti, le statue,che già in alcune città esistono, del partito fascista quando moriranno tutti i testimoni che hanno vissuto la dittatura fascista? Come spirito di riconciliazione con quella parte del fascismo che viene reputata da molti italiani, in modo scellerato, buona?
Non è una provocazione, è stato depositato il disegno di legge che chiede la sepoltura al Pantheon – luogo a suo tempo prescelto dall’amministrazione comunale di Roma per la sepoltura dei sovrani – del terzo e del quarto Re d’Italia e delle loro consorti, tuttora sepolti in terra straniera.


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