Dieci anni dall'omicidio di Stato di Giulio Regeni, il 2026 sarà l'anno della giustizia?

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Il tempo inesorabilmente corre, va per la sua strada senza guardare in faccia a nessuno. Imperterrito. Dieci anni possono sembrare una inezia, oppure una eternità, Solo Paola, Claudio ed Irene possono sapere cosa significhi vivere senza Giulio, ma in questi dieci anni, di strada ne è stata percorsa parecchia, affrontando una miriade di difficoltà, a partire da quell'enorme muro mafioso ed omertoso nato dall'Egitto che ha ucciso Giulio e negato ogni forma di collaborazione, cosa che continua ancora oggi, cercando di ostacolare il processo che nel 2026, si spera, possa sentenziare quel primo tassello di giustizia che tutti si aspettano. La verità è pressoché oramai acquisita. Anche se delle zone grigie ancora esistono e probabilmente continueranno ad esistere e non avere mai risposta. Riuscire ad ottenere la sentenza che possa fare giustizia nel caso dell'omicidio di Giulio, è un qualcosa di enorme, in un Paese come il nostro che ha sempre ostacolato la giustizia nei processi...

Caso DataGate: L'Italia deve concedere l'asilo politico a Edward Snowden



Come è noto l'Italia, così come altri Paesi dell'Europa, è  stata spiata dagli Stati Uniti d'America, per ragioni di “sicurezza”.
L'Italia ha risposto, a parole, con i muscoli contro tale atto di sfiducia e di immensa gravità politica compiuto dagli Stati Uniti.
Personalmente credo che il tutto sia finalizzato a colpire la gestione Obama, non che io voglia difenderlo, però vi sono vari indizi in tal senso. Edward Snowden la fonte che ha svelato i particolari del datagate, e che probabilmente è strumento del potere per contrastare altro potere, ha chiesto asilo a 21 paesi, europei e non tra cui anche l'Italia. Ed allora, visto che l'Italia è stata spiata, nessuna smentita è arrivata e mai potrà arrivare, perverranno invece giustificazioni, rilevato che il nostro Paese a parole dice di voler tutelare i diritti umani e la propria dignità, anche se è uno dei Paesi che realizza una infinità di violazioni in tal senso, dai Cie alle carceri, alle violenze repressive di piazza, non può che concedere l'asilo a Edward Snowden. Ben sono consapevole della forte dipendenza italiana verso gli USA, siamo un loro feudo, ed il recente caso del MUOS di Niscemi insegna.
Dunque perché questo appello?
Semplicemente perché la devono finire di prenderci in giro.
Ed allora per coerenza l'asilo deve essere riconosciuto e nessuna estradizione dovrà mai essere concessa per il caso Edward Snowden.
E' inutile nascondersi dietro la burocrazia, se l'Italia è veramente intenzionata a difendere la propria dignità innanzi agli abusi di potere esercitati dagli USA, può certamente prendere in carico la richiesta d'asilo e certamente trovare, e se vuole li troverà,  i modi affinchè l'interessato possa formalizzare la procedura con le dovute garanzie.  Eppure qualcuno osa ancora parlare di rapporto di amicizia con gli Stati Uniti.
Ipocrisia e codardia pura.



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