Quando da Ronchi nel 1953 rischiò di partire una nuova marcia ma per prendere Trieste, fu fermata dagli inglesi

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Siamo negli archivi del Dipartimento di Stato americano, documenti desecretati da poco. E salta fuori un telegramma del 1953. Un documento che scotta, perché ci racconta quanto siamo andati vicini a un pasticcio colossale proprio lì, a Ronchi. Ma prima, facciamo un po’ di contesto. Trieste, in quegli anni, è un posto incredibile. C’è il Territorio Libero, che però sulla carta è una cosa e nella realtà è un’altra. Comandano gli Alleati. Prima c'è stato un generale inglese, Sir Terence Airey: un uomo che piaceva a tutti i filo italiani, un periodo d'oro! Trieste era un pezzo d'America in Italia: cinema a ogni angolo, dollari che giravano a fiumi e, pensate, più di tremila ragazze triestine che alla fine sposano soldati americani e partono per il "sogno". Airey era uno che vedeva di buon occhio gli italiani, era un anticomunista convinto, si andava d'accordo. Poi però arriva Sir Thomas Winterton. E qui la musica cambia. Winterton è un inglese tutto d...

Caso DataGate: L'Italia deve concedere l'asilo politico a Edward Snowden



Come è noto l'Italia, così come altri Paesi dell'Europa, è  stata spiata dagli Stati Uniti d'America, per ragioni di “sicurezza”.
L'Italia ha risposto, a parole, con i muscoli contro tale atto di sfiducia e di immensa gravità politica compiuto dagli Stati Uniti.
Personalmente credo che il tutto sia finalizzato a colpire la gestione Obama, non che io voglia difenderlo, però vi sono vari indizi in tal senso. Edward Snowden la fonte che ha svelato i particolari del datagate, e che probabilmente è strumento del potere per contrastare altro potere, ha chiesto asilo a 21 paesi, europei e non tra cui anche l'Italia. Ed allora, visto che l'Italia è stata spiata, nessuna smentita è arrivata e mai potrà arrivare, perverranno invece giustificazioni, rilevato che il nostro Paese a parole dice di voler tutelare i diritti umani e la propria dignità, anche se è uno dei Paesi che realizza una infinità di violazioni in tal senso, dai Cie alle carceri, alle violenze repressive di piazza, non può che concedere l'asilo a Edward Snowden. Ben sono consapevole della forte dipendenza italiana verso gli USA, siamo un loro feudo, ed il recente caso del MUOS di Niscemi insegna.
Dunque perché questo appello?
Semplicemente perché la devono finire di prenderci in giro.
Ed allora per coerenza l'asilo deve essere riconosciuto e nessuna estradizione dovrà mai essere concessa per il caso Edward Snowden.
E' inutile nascondersi dietro la burocrazia, se l'Italia è veramente intenzionata a difendere la propria dignità innanzi agli abusi di potere esercitati dagli USA, può certamente prendere in carico la richiesta d'asilo e certamente trovare, e se vuole li troverà,  i modi affinchè l'interessato possa formalizzare la procedura con le dovute garanzie.  Eppure qualcuno osa ancora parlare di rapporto di amicizia con gli Stati Uniti.
Ipocrisia e codardia pura.



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