Oggi c'è la necessità di un nuovo manifesto per l'arte

Un tempo c’era la vita, c’era il sangue, c’era l’ardimento! C’erano i Futuristi che sputavano in faccia al passatismo, c’era Filippo Tommaso Marinetti che incendiava le accademie, c’era Mario Schifano che aggrediva la tela con la furia di chi vuole conquistare il mondo! C’erano i manifesti, c’era un’idea comunitaria, violenta, estatica dell’arte! E oggi? Oggi il nulla! Il deserto assoluto dell’anima! Siamo circondati da individualisti, rinchiusi nel loro microscopico  guscio. L'arte contemporanea è diventata come il calcio: una manica di mercenari! I galleristi non sono sempre critici, sono procuratori d’assalto. Ma serve una rivoluzione! C’è un bisogno disperato, assoluto, di un nuovo Manifesto! Qualcosa che torni a far vomitare i perbenisti e a far piangere d’estasi chi sa ancora vedere! Abbiamo bisogno di una pittura che torni a essere carne, di pennellate che squarcino la tela immortalando questo vuoto pneumatico del terzo millennio per distruggerlo! Basta con questa mercificaz...

Zio, cugino e compare



Esistono regole di sangue e di omertà, da padre e figlio si tramandano e su questa tradizione, su questo legame, si fonda la legge della società, della 'ndrangheta e della sua cultura.
Tradizione popolare, sociale, legame sanguigno, fedeltà, omertà, rispetto ed onore si mescolano in quella quotidianità che giorno dopo giorno caratterizza anche il modo di comunicare di una moltitudine di soggettività che non sono correlate alla 'ndrangheta ma certamente a quel modo di socializzare che ben può essere utile per spiegare le radici sociali e culturali della organizzazione criminale più temibile degli ultimi tempi, la 'ndrangheta ovvero la società.
Compare, è un legame acquisito in via indiretta, ma che denota un gran senso di legame e fiducia.
Esiste ancora la figura del compare d'anello, oppure si diventa compare tenendo a battesimo il figlio dell'amico oppure semplicemente stringendo comparatico nella notte del 24 giugno, con uno scambio di un garofano rosso o partecipando allo stesso banchetto. E' singolare come il 24 giugno insieme al 27 dicembre siano due date anche importanti per la ritualità della massoneria, che dedica le cerimonie dei solstizi ai santi Giovanni, l'Evangelista ed il Battista, tradizione popolare e ritualità che accomunano le varie società.
Per le donne invece si usa il termine comari che proprio nel giorno di San Giovanni Battista con una ritualità oramai poco diffusa vivono la nascita della sorellanza.
Cugino è un legame anche questo indiretto, ma che denota, similmente al compare, un forte legame, non per via sanguigna, ma per il senso di fiducia e di rispetto, essere “cugini” è un qualcosa che va oltre la normale amicizia ma si diventa tali senza alcuna ritualità, e lo zio sarà quella figura a cui tutti i cugini dovranno prestare il massimo rispetto. La parola dello zio, una sorta di saggio maestro diventato tale con l'esperienza e con fatti ed atti di un certo rilievo sociale, non si discute. Chi pone in discussione la parola dello zio non sarà più cugino. E perdere il “grado” di cugino comporta il certo isolamento e la contestuale espulsione dalla cerchia della fratellanza acquisita.
Insomma esiste un modo di comunicare, nella vita sociale ancora oggi esistente, che si intreccia anche con quel forte legame che ha reso la 'ndrangheta difficilmente penetrabile.
Il compare del tuo compare sarà mio compare. Rispetto, fiducia, favore e clientelismo, e si innesca una gerarchia sociale così solida e radicale che rafforzerà ogni senso di omertà. L'omertà è il cuore pulsante della società. Insomma compare, cugino, zio, riti sociali di affratellamento o sorellanza.




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